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MM-The Pale Emperor

Che la via dell’eccesso porti alla saggezza è cosa ormai risaputa. Ma nel reale sono davvero pochi quelli che possono vantare di avere percorso il sentiero indicato da William Blake. Una di queste persone è Marilyn Manson, iconica e controversa figura della scena hard rock e metal. Oggi non mi dilungherò sui pregi sonori dell’ultimo The Pale Emperor – lo farò tra pochi giorni sulle pagine di INDIANA MUSIC MAGAZINE – bensì mi concentrerò sul packaging del doppio LP.

Nicholas Cope

Ancora avviluppato nel cellophane sullo scaffale del negozio il vinile fa subito venire in mente un’esposizione fotografica: un po’ per merito della graffiante scatto b&w di Nicholas Cope (foto sopra), un po’ per la posa della mano di Mr. Manson, sospesa a mezz’aria tra un gesto di provocazione e un segno di amicizia. Quello che poi scoprirete liberandovi della sottile barriera di plastica trasparente è una vera e propria galleria d’arte che vede il mefistofelico cantante e performer confrontarsi con l’obiettivo di Cope solito a trasformare anche quello che non è per sua natura architettonico in architettura. Quattro sono gli scatti, tutti stampati su ottima carta, inseriti nella copertina a due ante: una coppia all’interno e una all’interno, una per ciascuna anta. Al momento di lasciare scivolare la mani alla ricerca delle buste a protezione dei due vinili bianchi ci si imbatterà nella ruvida presenza di altri tre scatti resi, questa volta, ancora più unici da una sottile pellicola simile alla carta vetrata: due su sfondo bianco e uno su sfondo nero. La sorpresa stenta a scemare e rinvia l’inizio dell’ascolto. Mentre le mani scoprono la dimensione tattile dell’arte fotografica, gli occhi passano ipnotizzati da uno scatto all’altro. Che fare? Separare i ritratti dalla confezione e incorniciarli? O lasciare tutto così, tacere e aspettare che un famigliare o un amico viva anche lui l’esperienza totale di The Pale Emperor. Forse la seconda via è la migliore e vi permetterà di calare delicatamente la puntina sul Side A e lasciare perdere ogni velleità di bricolage.

MARILYN MANSON, The Pale Emperor, Hell Etc./Cooking Vinyl 2015

http://www.marilynmanson.com

http://cope1.com

http://cookingvinyl.com

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PERCHÉ GLI AFGHAN WHIGS: Se volete qualcosa di più da un disco rock, allora avete proprio sbagliato genere di riferimento o, lasciatevelo dire in tutta franchezza, è arrivato il vostro momento di imbracciare la chitarra e dire la vostra. Greg Dulli e soci, dopo anni di silenzio (sedici per l’esattezza) interrotti solamente da comparsate live a destra e manca per il globo, tornano a fare quello per cui sono nati e non tradiscono le aspettative di quanti nel frattempo avevano consumato dischi e cd degli Afghan Whigs. Un rock rude e dalla maschia poesia ma al tempo stesso capace di un’ampia varietà melodica e ritmica vi inchioderà alle casse dello stereo restituendovi con uno schioppo di dita l’orgoglio di avere difeso la vostra natura di rockers e freaks. THAT’S ROCK FOLKS!

AFGHAN WHIGS, Do to the Beast, Sub Pop 2014

http://theafghanwhigs.com

https://www.facebook.com/TheAfghanWhigsOfficial

https://www.subpop.com

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PERCHÉ I NAAM: Forse Brooklyn non è il primo posto a cui pensare quando si tira in ballo la musica psichedelica; ciò non toglie, però, che i Naam oggi forniscono una tra le migliori interpretazioni del genere. Estremi nel dilatare gli spazi del suono, si avvicinano con facilità alle allucinazione epiche degli Hawkwind senza però mai perdere di vista i maestri statunitensi della “Golden Age”. Classici, a loro modo, ma al contempo saggi innovatori.

NAAM, Vow, Tee Pee Records 2013

http://kingdomofnaam.bandcamp.com

https://www.facebook.com/KingdomOfNaam

http://www.teepeerecords.com