Archives for posts with tag: trip-hop

ADRYELLE_01

PERCHÉ ADRYELLE: Sicuramente c’è un pizzico dei primi Depeche Mode, ma il disco d’esordio della statunitense Adryelle richiama molto di più le atmosfere rarefatte e malinconiche di una certa scena electro-dance anni Novanta che guardava con ammirazione e un certo compiacimento alla garbata rivoluzione del trip-hop. Per questo mélange i suoni risultano più corposi di quello che ci si potrebbe aspettare senza però perdere quella profonda vena onirica che li rende fin da subito graditi all’orecchio. Da ascoltare in solitudine, sprofondanti nel proprio spleen, oppure da ballare a uno dei sempre più numerosi silent party.

ENGLISH: There is a pinch of Depeche Mode mood in The Waiting Room, but Baltimore-based Adryelle’s debut album explores 1990s electro-dance’s rarefied musical notes, and the atmosphere and melancholic feeling of a musical genre that, at that time, looked with a degree of admiration at the gentle trip-hop revolution. This mix makes the sounds bolder than you might expect though never losing that deep dreamy vein that caresses the ear. The Waiting Room is your disc: good for an intimate listening, alone with your thoughts, or for dancing at a crazy silent party.

ADRYELLE, The Wating Room, Single Engine Records 2014

http://www.adryelle.com

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PERCHÉ SIQUE&PETROL: Il duo italiano formato da Silvia Dallera e Alessandro Pedretti, ricorda, e non potrebbe essere altrimenti, gli Everything but the Girl ma al contempo si rende autore di una vivace quanto sorprendete serie di improvvisazioni elettro-acustiche in perfetto stile trip-hop e di convincenti esternazioni melodiche pop. Il mélange minimale che scaturisce da queste scelte spinge l’album ben distante da quel “suono fantasma” citato nel titolo; anzi, l’abilità della formazione, risiede proprio nella capacità immediata di dare corpo e calore a quei sentimenti che altrimenti suonerebbe freddi e distanti come una cartolina sbiadita dal passato. Il lavoro di Sique&Petrol, alla fine, parla invece perfettamente la lingua del presente e del futuro.

SIQUE&PETROL, Suono fantasma, 2014

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Continua la campagna di propaganda grafico-sonora del duo Super Apes. L’annuncio dell’imminente uscita sulla piattaforma bandcamp del quinto singolo Rise of the Mutant Rats è accompagnata da un nuovo e provocatorio lavoro grafico di Matteo Ceschi e dal monogramma, opera di un altro italiano, Simone Presta. Per le strade di Londra ormai si leva sempre più di frequente l’agghiacciante urlo di battaglia “Kill all humans”. Un consiglio spassionato? Trovate al più presto un palco e lasciateli professare la loro fede musicale.

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com

4 THE GRAPHICS SEE CONTACT IN “about” SECTION

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“Kill all humans!” L’urlo di guerra intonato nella serie televisiva degli anni Settanta dalle scimmie umanoidi potrebbe tornare a risuonare sulle rive del Tamigi. Merito dei Super Apes – gli italiani Diego Pratiffi e Davide M. Simonetti – che con la loro miscela di dub, rock, elettronica e post-punk e il loro approccio “combat” à la Clash vogliono tentare di sovvertire i canoni sonori del nuovo millennio. Ad accompagnare la propaganda musicale nella capitale inglese i lavori grafici di Matteo Ceschi animatore culturale appassionato di indie music.

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http://superapes.bandcamp.com

4 THE GRAPHICS SEE CONTACT IN “about” SECTION

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In occasione dei due nuovi singoli Mullet Man e Fish & Chimps – che i diretti interessati definiscono come “un tuffo nel groove, nello humour nero e negli archivi segreti sovietici” – INDIEce regala ai “londinesi” Super Apes un graphic work originale per accompagnare musica e spettacoli dal vivo.

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PERCHÉ I SUPER APES: Fresco d’esordio e pronto a infestare con il suo lacerante e lacerto sound (un mix di post-punk, dub e noise rock) le rive del Tamigi, il duo londinese (per scelta) Super Apes con il singolo Church of Apes promette di rinverdire gli sgangherati echi metallici di Maxinquaye. Suonare è e, soprattutto, rimane un costante esercizio di interpretazione e de-costruzione della realtà.

SUPER APES, Church of Apes (single), 2013

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PERCHÉ GLI APPALOOSA: Evidenti richiami a Tomorrow Never Knows dei Beatles aprono questo album che della contaminazione geografica e sonora ha fatto una bandiera da portare altra. Il trip-hop e l’elettronica incontrano i Pink Floyd e scelgono una nuova pelle urbana per la contemporaneità. Un ibrido sonoro e culturale, a metà tra Occidente e Oriente, da gustare pienamente che ci mostra una delle strade sonore del nuovo millennio.

APPALOOSA, Trance44, Black Candy 2013

http://www.appaloosarock.it

http://www.blackcandy.it

http://www.blaluca.com

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PERCHÉ GLI YUMMA-RE: Un disco di “trip-rock” – lasciamo per una volta da parte il consueto “hop” – che si prefigge di raccontare l’Italia con le sue contraddizioni e i suoi dolori ma senza necessariamente salire in cattedra. Nonostante una dolce vena malinconica, la band campana guarda alla gioiosa rabbia dei Clash. Alla portata di tutti e ideale per la colonna sonora di un film di Verdone.

YUMMA-RE, Sing Sing, Monochrome Records/Tippin the Velvet/Libellula Music 2013

http://www.facebook.com/yummare

http://www.libellulamusic.it