Archives for posts with tag: Sicily

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PERCHÉ I NIGGA RADIO: Da Catania un rovente mix mediterraneo di blues e garage rock all’insegna dei suoni e degli arrangiamenti casserole che ricordano il primo Tricky. Il disco letteralmente scalpita come uno stallone selvaggio costretto a un giro sui tizzoni roventi dell’Etna riempendo l’etere di promettenti sensazioni sonore. <Il prossimo brano… sarà ancora meglio!>, viene spontaneamente da dire. La band spinta dalle chitarre di Daniele Grasso e dalla graffiante voce soul di Vanessa “Goldie” Pappalardo passa per un istante accanto a Robert Johnson per poi correre a depredare quel tesoro psichedelico che inevitabilmente impone a chi suona e a chi ascolta di ampliare l’orizzonte. E se, alla fine, anche in Italia avessimo trovato qualcuno in grado di suonare con l’innata curiosità di Jack White?

NIGGA RADIO, ‘na storia, DCave Records/Lunatik 2014

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PERCHÉ LE FORMICHE: Un blues-rock abrasivo e trascinante unito a una penna in grado di distillare in una manciata di strofe la saggezza popolana di Guccini e l’audacia verbale di Bennato. Basterebbe questa sintesi per convincersi delle qualità della band palermitana, ma la notte, periodo preferito dai critici per le loro elucubrazioni, è lunga e generosa di parole. Potendo allora dilungarsi, vien spontaneo notare l’innata capacità di arricchire nota dopo nota il bagaglio culturale includendo nell’orizzonte artistico anche grandi nomi della storia del rock internazionale come i Beatles e Springsteen. Il risultato finale è esaltante nella misura in cui si percepisce che i riferimenti sopracitati sono solo passaggi obbligati nella ricerca dell’originalità a portata di mano.

LE FORMICHE, Figli di nessuno, 800A Records/Audioglobe 2014

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PERCHÉ FABRIZIO CAMMARATA & PAOLO FUSCHI: Fabrizio Cammarata e Paolo Fuschi scelgono di allestire una succulenta “soul food dinner” a cui, però, decidono di non fare mancare un paio di portate dal sapore decisamente più folk-rock. Grazie soprattutto a un’ottima visione ritmica d’insieme, il risultato è, per la gioia del palato dei commensali-ascoltatori, un bilanciano pasto sonoro che, senza scadere in forme scontate di apologia sonora, sa citare con eleganza e gusto la genialità errante di Cody Chesnutt ma anche Brendan Benson e, per le atmosfere di più intimamente conviviali, il surf-folk di Jack Johnson.

FABRIZIO CAMMARATA & PAOLO FUSCHI, Skint and Golden, 800A Records/Audioglobe 2014

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PERCHÉ I IPERcusSONICI: Il gruppo di Catania guidato da Alice Ferrara, calda voce sciamanica che si esalta sui testi engagé (la tematica ambientalista in particolare), si muove su un terreno che ha solo nelle mille sfumature del ritmo l’unico “limite” artistico. L’ampia scelta di strumenti africani e oceanici, l’uso dell’elettronica e il melting pot linguistico (al dialetto siciliano si affiancano l’arabo, le lingue africane e l’inglese) rendono tutti insieme davvero unico questo insolito amalgama culturale e spingono davvero lontano la coscienza culturale della band. Un esempio? L’entusiasmante cover di On the Road Again dei Canned Heat.

IPERcusSONICI, Carapace, Viceversa Records 2014

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Un consiglio disinteressato per approfondire il rapporto tra musica e movimento ecologista: MATTEO CESCHI, Green Rock. Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen, 2008 – ISBN 978-88-7090-753-7

Free download: http://independent.academia.edu/MatteoCeschi