Archives for posts with tag: Rap

SENZA FINE_easy

PERCHÉ LOOP LOONA: La rapper calabrese arriva all’appuntamento con il disco d’esordio con una maturità artistica che dovrebbe mettere in guardia i maschi alpha dell’arena del rap italiano. Accompagnata dal beatmaker Turi e da un drappello di producer che sanno mantenere il groove rovente e ancorato ai ritmi schizofrenici della realtà, Loop Loona affronta la sfida verbale con un piglio “cazzuto” e diretto tipico degli Heltah Skeltah e rispolvera i fasti di una old school mai veramente morta. Uno ad uno i pezzi del puzzle, o, se preferite del CD, si incastrano completando la carta d’identità di una fly girl di primissimo ordine che pur avendo come modello di riferimento Missy Elliott è baciata dall’originalità e sa fare dell’ironia un’arma termonucleare. Il brano Agatha Christie – la canzone che NON deve mancare per nessuna ragiona alla vostra estate – ci regala una cantante, Alice, che alza nuovamente i livelli della tradizione soul ai picchi divini di Aaliyah. “Sembri Fantozzi, ma io non sono la Pina…”, cari b-boys, ritenetevi gentilmente avvisati! Bellissima la copertina del disco che ricorda le atmosfere hardcore di Business as Usual degli EPMD!

LOOP LOONA, Senza fine, Antibemusic 2014

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Ringraziando l’amico Mario (De Luigi) per i pazienti insegnamenti e i tanti e preziosi suggerimenti dispensati in anni di Musica&Dischi e non dimenticando il supporto entusiasta mostrato per l’inedita avventura di INDIEce, pubblico con piacere e riconoscenza l’ultima mia recensione (vedi foto) apparsa sulle pagine del prestigioso mensile, quella dedicata all’album Foga, del rapper sardo En?gma. La nuova configurazione di Musica&Dischi – non più organo d’informazione per gli operatori professionali dell’industria musicale ma, come annunciato, servizio di consultazione – non impedirà la continuazione di una fruttuosa collaborazione per il blog.

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PERCHÉ STRAGE: Era dai tempi dei Sangue misto che ci si dannava l’anima e i padiglioni auricolari in attesa di un’opera degna di entrare nel tempio della Old School. Il rapper e produttore barese Strage riesce nell’ardua impresa e lo fa ponendo sullo stesso piano il rispetto per la tradizione e l’intima necessità di rallentare i ritmi di una quotidianità tritatutto che dimentica troppo spesso l’aggettivo “umano”. Il flow morbido e preciso scivola su basi che di volta in volta trovano il coraggio di citare Jazzy Jeff, Pete Rock, Jimmy Jay & MC Solaar le cliques parigine dei primi anni Novanta. Roba da “five mics” sulla bibbia The Source.

STRAGE, Bestseller, Machete Empire Records 2014

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PERCHÉ FREDDIE GIBBS & MADLIB: Maschia e mistica al tempo stesso la nuova uscita discografica Stone Throw Records firmata dal duo Freddie Gibbs e Madlib. L’album, nonostante la presenza di guests (Scarface e Raekwon per citarne due), vive tutto sul costante e fruttuoso dialogo tra MC e beatmaker che trova un naturale sbocco in una fine pioggia di sensazioni soul à la Curtis Mayfield e sincopate ritmiche jazz. Talvolta il groove prende improvvise derive “progressive” che non fanno che aumentare lo stupore in chi ascolta e al tempo stesso lievitare, semmai ne avessero ancora bisogno, le credenziali dei due artisti.

FREDDIE GIBBS & MADLIB, Piñata, Stone Throw Records 2014

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PERCHÉ EN?GMA: Rawkus Records:Machete Records=Talib Kweli:En?gma. Nella relazione qui riportata non ci sono incognite da determinare ma una benefica overdose di beats e lyrics. Con il nuovo lavoro En?gma, socio fondatore della Machete Empire Records, non solo ribadisce quanto di ottimo fatto finora dal collettivo indie ma riafferma, e ce n’è veramente bisogno visto la pochezza di certi presunti araldi del rap italico, la centralità della parola e la sua innata musicalità come imprescindibile fondamenta dell’arte degli MC. “Topico” nelle scelte e nel risultato come solo pochi artisti al giorno d’oggi sanno essere.

EN?GMA, Foga, Machete Empire Records 2014

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“Il sardo En?gma primo su iTunes. Spopola il suo album Foga” (Unione Sarda, 3 aprile 2014)

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PERCHÉ KARIMA: Un album che possiede la freschezza di Monie Love e Queen Latifah, la coscienza militante dei Public Enemy e la solidità sonora di KRS-One. Karima, italiana di origine liberiana, canta, o se preferite rappa, la condizione di figlia d’Africa nata e cresciuta lontana dalla terra dei genitori: nelle lyrics conscious c’è l’orgoglio di appartenere non a uno ma bensì a due continenti, ma anche la consapevolezza di dovere fronteggiare nel quotidiano la stupidità e la chiusura mentale di troppi individui. Difficile trovare nel singolo Orangutan così come nelle altre tracce la benché minima venatura satirica; piuttosto ad emergere è la voglia di denunciare ciò che non va per cercare di cambiare “certe brutte abitudini”. Ritmi bass & dub su rime grime per un perfetto album in stile pidgin english.

KARIMA, 2G (Second Generation), Soupu Music 2014

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PERCHÉ PRINCE PO & OH NO: Un’iniezione di rap d’autore firmata dall’ex-Organized Konfusion e dal fratello di Madlib. L’abbondanza di ospiti – l’ex socio di Po(etry), Pharoahe Monch, OC, Sadat X e Roc C – non inficia la tenuta di un lavoro che sul sapiente “saccheggio” della soul music per mezzo dei samples costruisce una solidissima credibilità. Lontano anni luce dalle produzioni patinate delle major, il disco riporta tutto al nocciolo caldo dell’arte verbale di strada: da un lato roventi flow che solcano vigorosamente gli oceani dell’umana condizione, dall’altro groove incalzanti che scandiscono nettamente l’inevitabile coesistenza nel mondo hip-hop di tradizione e innovazione. Familiarmente sorprendente.

ENGLISH: An injection of rap signed by former Organized Konfusion and Madlib’s younger brother. In Animal Serum’s case the abundance of guests artists – the former partner of Po, Pharoahe Monch, OC, Sadat X and Roc C – does not take anything from the fact that this work’s robust credentials are based on the art of using old soul music samples. The disc is light years away from the posh&glossy productions of the majors, and pushes the music back deep into the core of verbal street art: on the one hand hot flows that plough through the oceans of human condition; on the other hand, a relentless groove spelling clearly the inevitable coexistence of tradition and innovation in the hip-hop world. Both familiar and surprising.

PRINCE PO & OH NO, Animal Serum, Wandering Worx 2014

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PERCHÉ ACHILLE LAURO: Dal collettivo Quarto Blocco di Roma alla nuova Roccia Music, il progetto di management artistico a 360°di Marracash e DJ Shablo, passando, come il codice hip-hop richiede, dalla strada. Achille Lauro sciorina liriche hardcore su beat così incalzanti e avvolgenti da rimanere, suo malgrado, appiccicati alle orecchie di chi si propone anche un fugace ascolto. Lo street appeal questa volta, però, non esclude, grazie all’abilità dei numerosi produttori coinvolti e al flow decisamente sornione del rapper, la possibilità di fare breccia nelle charts. Che vogliate scatenarvi in un club o “cazzeggiare” al muretto, le diciassette tracce di Immortale potranno fornirvi un’ottima colonna sonora.

ACHILLE LAURO, Immortale, Roccia Music 2014

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PERCHÉ GLI UGLY HEROES: Qualcuno tempo fa disse che l’hip-hop era morto nel 1996. Per molto tempo non è stato difficile dargli ragione, ma ora le cose sono cambiate. Apollo Brown, DJ e producer di Detroit, ha unito le forze con i rapper Red Pill, anche lui della Motor City, e Verbal Kent, della vicina Chicago, sfornando un album che fin dalle prime battute si merita la definizione di “classico.” Un esordio, si fa per dire, che, a cominciare dalla ragnatela di samples malinconici, evoca la natura metropolitana del rap ed è – ringraziamo il Godfather of Soul – capace di restituire ai b-boys all’ascolto quella dignità tutta “street” a lungo smarrita. “Heavy blue collar raps over nasty beats.”

ENGLISH: Someone, long time ago, said that hip-hop was dead in 1996. For a long time it was not difficult to agree with him, but now, fortunately, things have changed. DJ and producer Apollo Brown, from Detroit, has joined forces with rapper Red Pill, who is from Motor City as well, and Verbal Kent, of nearby Chicago, churning out an album that right from the start deserves to be called a “classic.” A debut, so to speak, which, starting from an intricate web of melancholic samples, evokes the strictly urban nature of rap music. The Ugly Heroes are able – the Godfather of Soul and their technical and verbal skills be thanked! – to restore to b-boys a too long-lost street dignity. As the turquoise label on the cover announces: “Heavy blue collar nasty raps over beats.”

UGLY HEORES, Ugly Heroes, Mello Music Group/Fatbeats 2013

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