Archives for posts with tag: neo psychedelia

Eva's Milk

PERCHÉ GLI EVA’S MILK: Provate ad immaginare i Subsonica immersi in una rarefatta atmosfera spaghetti western. Aggiungete quindi all’amalgama sonoro risultante un pizzico di mood psichedelico e di post-grunge dal gusto ostentato ed avrete un’esatta posizione degli Eva’s Milk sul mappamondo. Il trio di Novara dimostra di non avere paura di esplorare i valichi di confine e di scivolare verso nuove terre sonore dove alla libertà di saggiare nuove forme si accompagna la voglia di preservare “il vecchio” in quanto fondamenta storica. Nonostante questa delicata operazione – il rischio di scindersi e perdersi nelle pieghe del tempo è evidente – gli Eva’s Milk illustrano una nuova modalità di vita nel mainstream: senza appartenere al passato ma nemmeno al futuro Andrea Zanolli, Paolo Contribunale e Lorenzo Stangalini abbracciano incondizionatamente il presente restituendo ossigeno a una musica soffocata dai numeri e dai rigidi schemi catodici.

EVA’S MILK, Eva’s Milk, Fuego Records/Zebralution

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The Izers

PERCHÉ GLI IZERS: Da Mantova città d’arte per eccellenza arriva il rock psichedelico degli Izers. La formazione che può vantare due chitarre – essenziali, parliamoci chiaro, nella riuscita del progetto – procede senza particolari timori a esplorare quanto altri hanno già fatto in precedenza, Kula Shaker, prima, e Elephant Stone, di recente, potendo contare su una sana dose di avventatezza e di acerba arroganza che li autorizza non solo a citare cartoline sonore dal passato ma anche a scriverne di nuove. Il risultato è tanto più sinceramente sorprendente quanto il quartetto riesce a spingere le propaggini di una psicadelia al patchouli verso la frenesia al Piz Buin dei Jimmy Eat World.

THE IZERS, The Izers EP, 2014

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Gigantoid_easy

PERCHÉ I FU MANCHU: È come se avessero inventato il genere stoner l’altro ieri. Nulla pare essere cambiato dagli anni Novanta, eppure la freschezza e l’incredibile potenza del loro suono non ha perso un milligrammo di aggressività. La band californiana sembra, infatti, scoprire proprio nell’insanabile attaccamento alle radici sonore il piacere di citare con un certa frequenza i Black Sabbath e di concedersi, con grande sorpresa e goduria per l’ascoltatore, felici derive neo-psichedeliche (per la verità già mezze annunciate dalla copertina del disco). Ad ascoltarli sembrano, credetemi sulla parola, una demolition gang intenta a restituire alla natura lo spazio rubato con il sotterfugio dal cemento. Un colpo dopo l’altro vi ripagheranno della noia di averli dovuti aspettare per ben cinque anni!

FU MANCHU, Gigantoid, At the Dojo Records 2014

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PERCHÉ I NINOS DU BRASIL: Esperimento di electro-punk “carnevalesco” che nasconde un’anima esoterica dalle inaspettate nuance psichedeliche. Il nuovo lavoro del duo Vascellari-Fortuni spinge il ritmo verso confini sonori così labili e impercettibili alla discografia da cogliere nel pieno l’essenza stessa dell’estasi e della trance. I bpm crescono, rallentano e poi ripartono non lasciando scampo all’ascoltatore costretto per stare al passo con i Ninos a un esercizio aerobico degno dei migliori e più resistenti ironmen. Niente viene risparmiato in questa esaltante maratona, men che meno mani e percussioni. A voi la scelta del livello del volume!

NINOS DU BRASIL, Novos Mistérios, Hospital Production/La Tempesta Records/Lunatik 2014

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PERCHÉ I COMET: Già dal titolo si annusa un intenso profumo di sound psichedelico e ci si esalta all’idea dell’imminente “viaggio” verso un accogliente ignoto. Nulla di più vero visto che la formazione brianzola non solo si sbizzarrisce rivelando un’inaspettata personalità all’ombra dei Jefferson Airplane ma dimostra di apprezzare anche quelle derive stoner e garage che hanno rilanciato oltreoceano il filone del psych-rock. I Comet così come suonano sono pronti a sfondare insieme a voi le porte della percezione e a regalarsi, questo è un sincero augurio, soddisfazioni internazionali. Animalesca la cover di Dancing Barefoot di Patti Smith.

THE COMET, Nothing but the Wind EP, Rocketman Records 2014

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Penultimo appuntamento al Teatro LabArca di Anna Bonel (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) con la rassegna musicale-teatrale JOE COLOMBO racconta il blues. Accompagnato da Joe Valeriano, uno dei maestri del blues italiano, e dalla cantante Kasia Skoczek, il chitarrista elvetico ripercorrerà nel corso della serata l’epopea sonora degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta alla scoperta delle profonde radici black della musica rock. Dopo la parentesi carica di elettricità del blues di Chicago e Detroit, la chitarra di Colombo dischiuderà appositamente per il pubblico in sala scenari sonori capaci di accedere nuovamente la passione per l’onirico sound psichedelico e l’esaltante epopea hippie. Ad arricchire ulteriormente il cartellone, Lisa Capaccioli, attrice cresciuta alla Scuola del Teatro Piccolo di Milano, che leggerà i testi di Matteo Ceschi. Solito trio rodato alla regia: Ceschi-Bonel-Bertazzoni.

Appuntamento il prossimo 14 marzo alle 19:30 al Teatro LabArca, via Marco D’Oggiono 1 a Milano. INGRESSO: 12 €

INFO: http://www.labarcadiannabonel.it

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PERCHÉ I SOUNDSICK: Siatene certi, al crocevia tra rock, punk-wave, sonorità psichedeliche, e grunge troverete il power trio onnivoro che risponde al nome di Soundsick! Tutto in questo disco possiede una presenza importante e spesso suona massiccio ma, a dire il vero, non mancano variazioni che spingono la trama melodica in direzione di una nebbia colore porpora che tutto deve alla fortunata esperienza degli anni Sessanta. Un “viaggio”, stando alle parole della band e rimanendo vicini a delle buone sostanze psicotrope, in cui tre voci suonano all’unisono come un unico strumento e contribuiscono ad aumentare il wall of sound. Virali come i Tool, abrasivi come i Soundgarden e poetici come Cure.

SOUNDSICK, Astonishment, Seahorse Recordings 2014

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PERCHÉ I LAST MINUTE TO JAFFNA: Echi d’India si fondono in un’atmosfera inconsueta dove i suoni elettrici raggiungono un calore e una dimensione che solitamente non ci si azzarda ad abbinare agli strumenti amplificati. L’efficacia dell’approccio rimane a disposizione delle orecchie di tutti concedendo all’ascoltatore nuove vie di fuga per esplorare le proprie fantasie musicali. Provate a immaginare Tom Waits accompagnato da un ristretto manipoli di brahmini e di freak e, con grande sorpresa, troverete i Last Minute to Jaffna.

LAST MINUTE TO JAFFNA, Volume III, Bare Teeth Records 2014

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Recensione su Musica & Dischi, febbraio 2014
(http://www.musicaedischi.it)

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PERCHÉ I SAMSARA BLUES EXPERIMENT: Echi d’oriente e mood brahminici elevano il rock-blues dei tedeschi Samsara Blues Experiment a vette sonore irraggiungibili lambite solo da possenti venti psichedelici. L’esperienza di questo album è paragonabile alle gioie e alle fatiche di un trekking sull’Himalaya e lascerà un pieno senso di appagamento. Le quattro tracce salgono gradualmente in quota lasciando all’ascoltatore il tempo di acclimatarsi e di gustare le suggestioni di paesi e culture antichi. I Samsara hanno lavorato come sherpa in analogico per produrre un disco che, tra mille riferimenti musicali, ha la ferma convinzione di volere aprire nuove vie alla sperimentazione. La voce di Christian Peters, un’assoluta novità perché distante da ogni codice e schema canoro, eleverà anche voi sulla cima del tetto del mondo.<Namasdé.>

SAMSARA BLUES EXPERIMENT, Waiting for the Flood, Electric Magic 2013

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http://www.electricmagic.de

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PERCHÉ I FUZZ: Ty Segall, cantante, batterista e animatore della nuova scena psichedelica Californiana, trova, insieme al chitarrista Charlie Moothart e al bassita Roland Cosio, una nuova via per mantenere rigoglioso l’albero della creatività fondendo l’originale matrice lisergica con i Black Sabbath e la preistoria del metal e un’esuberanza sonora à la Jimi Hendrix. Il risultato è un album di 37 infuocati minuti che nella nella ricerca di un casserole sound sembra ritrovare i picchi di genialità dei Jane’s Addictions. Fuzz vi sorprenderà portando a spingere lo sguardo oltre le quotidiane barriere sonore.

FUZZ, Fuzz, In The Red Records 2013

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http://ty-segall.com

http://www.intheredrecords.com