Archives for posts with tag: music business

Violents

PERCHÉ VIOLENTS: Arrivano quasi in sordina da Springfield, Missouri. Ma una volta che avranno violato la vostra intimità musicale perderanno ogni riservatezza per conquistarvi con la raffinatezza incisiva della loro poesia elettronica alternativa. Sospeso in un limbo di rara bellezza, Blush, primo capitolo del progetto del produttore e musicista Jeremy Larson denominato Violents, potrebbe inserirsi come il tassello mancante tra l’innovazione dei primi Massive Attack e le atmosfere malinconiche e un po’ retro di Endtroducing di DJ Shadow. Tra brevi inserti di archi e beat minimali che riportano alla memoria una certa epica degli anni Novanta, la voce di Annie Williams procede sicura ad esplorare le possibilità emotive del genere umano con la sicurezza di chi possiede la certezza di scovare nuovi picchi nascosti. Nel complesso il formato EP, quattro tracce, giova assai a un lavoro che è stato pensato proprio sulla suddetta distanza e che altrimenti rischierebbe di disperdere qua e là preziose informazioni.

VIOLENTS, Blush EP, DashGo 2014-2015

http://violentsmusic.com

http://jeremylarsonmusic.com/category/blog

https://www.facebook.com/DashGo

FREE DOWNLOAD: http://noisetrade.com

Digitale

Persi tra una selva di “mi piace” e una tempesta di irritanti cinguettii e un interminabile elenco di “appuntamenti da non mancare” ci sono loro, gli artisti. E anche noi, comunque ci vogliate chiamare, critici e/o giornalisti. Ma questa è un’altra storia riconducibile a forme più o meno evidenti di narcisismo e di auto-celebrazione. Nessuno ha saputo resistere al richiamo delle sirene del web. Proprio nessuno. Come nessuno, parliamoci chiaro, ne ha tratto evidente e concreto profitto. Chi già era famoso, si è beato del riflesso digitale della propria fama, chi non lo era ha continuato a battere assiduamente l’underground come un reietto replicante di Blade Runner forte di un seguito seppure sparuto di adepti. Non tiriamo in gioco la fortuna, ammettiamo più semplicemente con noi stessi che da qualche parte nel profondo cuore della rete qualcuno se la sta spassando con le nostre foto, le nostre musiche e, persino, le nostre recensioni. Senza tirarci troppo giù, però, consideriamo anche che in alcuni casi è possibile ancora prendere il Mostro della Rete per le corna. Bisogna impegnarsi e studiare un po’ come ammansire la “bestia” per poi cercare di domarla. Come se fossimo al centro di un’arena per una course camarguaise. A correre dei rischi siamo solo noi. Ma che importa, la sfida vale la pena di essere giocata. Eccome se la vale! Lontano dalla fitta rete dei social network, nebulose di blog e isolate galassie-piattaforme offrono un habitat salubre alla crescita della musica. Semplici appassionati, professionisti orfani del formato cartaceo, guru 2.0, mecenati e artisti più interessati a fare conoscere i propri lavori che a “battere cassa” convergono verso queste “aree pensanti” del web e danno quotidianamente vita ad avvincenti esperimenti di diffusione culturale. Ognuno alla sua maniera. Ognuno con i propri mezzi. Ognuno con diverse fortune. Ognuno lontano, per quanto ancora possibile, dalla schiavitù monopolistica del ranking. 1.000.000 di visite! WOW! E poi un tonfo assordante prima dell’oblio. Ma tutti con un’unica e molto chiara idea in testa: l’arte prima di tutto. In tutte le sue forme. E in tutte le sue declinazione. Sentiamoci, allora, ribelli quel tanto che basta da potere esprimere, suonare, dipingere e filmare in maniere indipendente sorridendo in maniera distratta e beffarda al Grande fratello!

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Giugno, mese di novità. È con immenso piacere che INDIEce annuncia la nascita della partnership internazionale con la rivista svizzera plug n’ play. Musica a trecentosessanta gradi (Salvioni Edizioni, Bellinzona), neonata realtà musicale-editoriale nel panorama europeo. I followers di INDIEce potranno così avere mensilmente notizie fresche sulla pubblicazione cartacea e seguire anche con maggiore frequenza i numerosi aggiornamenti sul portare di riferimento. La collaborazione, inoltre, darà con il tempo anche la possibilità di “esportare” alcune delle scoperte di INDIEce contribuendo ad ampliare il bacino della indie music.

http://www.pnpmag.ch

http://www.salvioni.ch

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Primi di giugno tempi di ricorrenze storiche (lo sbarco in Normandia) e di novità. INDIEce in occasione dell’inizio dell’estate stringe una nuova partnership con i Blues Cave Studio, nuovissima realtà del mixing analogico, nata dalla coraggiosa iniziativa e dalla passione di Daniele Cocca. La collaborazione, inaugurata da una grafica ad hoc, ha come scopo principale quello di diffondere nell’ambito della discografia indipendente la passione per quei mix, definiti dallo stesso Cocca, “ad alto potenziale emotivo”, e si concretizzerà nel giro dei prossimi mesi in almeno un’iniziativa che regalerà a un fortunato artista o a un’altrettanto fortunata band emergente la possibilità di saggiare in prima persona la potenza del mix analogico realizzato con macchine vintage.

https://www.facebook.com/pages/Blues-Cave-Studio/520896274702635?fref=ts

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Nasce BantaMu, network professionale che, nelle intenzioni degli ideatori, vuole offrire gratuitamente la possibilità di creare trait d’union tra i diversi operatori dell’industria musicale (musicisti, fonici, videomaker, art designer, fotografi, ecc. ecc.). Il nome dell’hub nasce appunto dai cavi bantam, che servono in studio a connettere i segnali audio, e dal continente sommerso di Mu – un po’ di mitologia per inaugurare un’impresa non fa mai male – e vuole essere un pratico e concreto incentivo per tutti quei freelancer che esercitano le professioni del settore in maniera professionale e indipendente.

http://bantamu.com

http://www.musicaedischi.it