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Doc Indie-MEI DEF_easy

Nessuna. Pare evidente di fronte alle numerose defezioni all’appuntamento musicale più importante del paese. La prima della Scala di Milano. Sorvolando sulle corte vedute del premier in carica e di altri che, con all’orizzonte una EXPO, hanno pensato bene di delegare ad altri la “scocciatura musicale”, l’impressione che si ha è che per i politici e per quanti ronzano loro intorno in cerca di visibilità e favori della musica, e più in generale della cultura, non conti, scusate il francesismo, un beato angelico c….

Teatro la Scala

Ma gli angeli hanno un sesso? Lasciamo la risposta e il divertimento ai fan dell’Aretino Pietro, e concentriamoci un attimo sulla questione a noi più cara: la musica. Anche sforzandosi di non pensare alla cosa, l’impressione che si ha dalla notizia, ahimè confermata – niente premier sul palco d’onore dello storico teatro milanese – e che a passare sia stata l’idea pericolosa e dannosa che <con la cultura non si mangia>. Musica nell’etere? Ahi, ahi, niente a tavola! E bimbi che cominciano a soffrire gli stenti e la fame per colpa di genitori fricchettoni e tardo hippy. Una grandissima castroneria, giusto per continuare a citare gli angeli dal sesso incerto, una castroneria dannosa per lo spirito e, udite, udite, anche per la pancia. Di musica si vive. Certo! Forse non si passeranno serate a happy-hour a base di champagne e caviale, ma un buon bicchiere di rosso e pane e salame non te li toglie nessuno. Neanche un piatto fumante e profumato di pasta. E nemmeno una bistecca. Ehi, svegliatevi! Avete mai visto un musicista denutrito? Magrezze e occhiaie, nel caso si palesassero, non sono mai dipese certo da una carenza nutritiva. Con la musica, e le altre arti in genere, si può vivere dignitosamente, forse è un po’ più lunga l’attesa per vedere dei risultati. Forse. Ma ciò non significa affatto che i risultati mancheranno. E saranno risultati gratificanti innanzitutto per l’anima di chi suona e di chi ascolta. Pensate per un solo istante ai poveri angeli, costretti a un condizione asessuata o dal sesso quantomeno incerto. Che fine farebbero se non avessero la musica? E tu che ne sai, mi potreste ribattere? Quanto basta per assicurarvi che le sante creature ogni tanto si concedono dei break dai loro compiti quotidiani e si sparano (a volumi talmente alti che a noi non arriva neanche un’infinitesimale frazione di suono) Hells Bells, Ace of Spades e New Noise. Riguardo ai gusti della politica, lascio ad altri lo scabroso dilemma.

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PERCHÉ PINO SCOTTO: Un’anima dannatamente blues accompagna l’ennesima prova di forza contaminando tutto quello che incontra sul suo cammino. Compreso il rock. In un impulso di generosità, il rocker di Monte di Procida dischiude il suo cuore traboccante di passione e idealmente offre al pubblico la sua collezione privata di dischi per un’operazione discografica che di revival non ha proprio nulla: grandi nomi della scena italiana e internazionale, da Tenco a Willie Dixon passando per Elvis Presley, vengono profondamente amati, ancor prima di essere suonati in una gioiosa festa della musica, da Scotto e da un agguerrito manipolo di amici accorsi per dire la loro. Il tutto è arricchito dall’eccellente produzione di Oliviero Riva che esalta in eguale misura, aspetto da non dare affatto per scontato, la voce e gli strumenti. I “vuoti di memoria” del titolo, evidentemente auto-ironici, vengono presto riempiti.

PINO SCOTTO, Vuoti di memoria, Valery Records 2014

http://www.pinoscotto.it

https://it-it.facebook.com/pages/PINO-SCOTTO-OFFICIAL/70175527353

https://it-it.facebook.com/pages/Valery-Records/118991101447823

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PERCHÉ I CIBO: Da Torino una della band rock più toste e dissacranti dell’intero panorama nazionale. L’approccio, senz’ombra di dubbio, è quello da stalker dei Motörhead di Lemmy ma c’è anche il disarmante sarcasmo che in passato ha fatto la fortuna degli Skiantos. Insomma l’originale matrice su cui si erge e si mantiene il disco man mano che ci si addentra nella tracklist tende a inglobare con una naturalezza irritante – per chi non riesce nell’operazione – elementi del punk, della musica funky e, persino, del metal più spinto. Il tutto, però, rimane sempre in un’ottica musicale di puro divertimento.

CIBO, Incredibile, Inri 2014

http://www.icibo.it

http://www.facebook.com/ciboband

http://www.inritorino.com

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PERCHÉ I CAROUSEL: Grintoso e decisamente sicuro di piacere, il quartetto di Pittsburgh, Pennsylvania, propone all’esordio un rock divertente e, aspetto da non dare mai per scontato, decisamente maturo. Un po’ Thin Lizzy, un po’ Mötorhead e un po’ Kiss, i Carousel trovano la giusta misura della loro musica nella lezione dei Diamond Head. Un bella cartolina dagli anni Settanta che ci ricorda che la musica è soprattutto divertimento.

CAROUSEL, Jeweler’s Daughter, Tee Pee Records 2013

http://carouselpgh.tumblr.com

https://www.facebook.com/pages/Carousel/220084014687656

http://carousel2.bandcamp.com

http://action-pr.com http://www.teepeerecords.com

Recensione su Musica & Dischi, novembre 2013
(http://www.musicaedischi.it)