Archives for posts with tag: Milano

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PERCHÉ MARCO MATI & STEFANO MORELLI: Due artisti in un unico disco. Una trovata discografica suggestiva per bagnare un doppio esordio in tempo di crisi che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, regge perfettamente la prova del mercato e lancia interessanti proposte sonore. A unire il caleidoscopico feeling soul-blues del milanese Marco Mati e l’animo gentile del partenopeo Stefano Morelli è un’idea di ritmo vagabondo e sornione che ha in personaggi come Ben Harper e Jack Johnson i modelli ideali di libertà d’espressione. A celebrare questo incontro, non un luogo fisico ma profonda sensibilità pop che, sono sicuro, porterà fortuna a Split.

MARCO MATI & STEFANO MORELLI, Split, Lapidarie Incisioni 2014

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10.000 viste all around the world!!! INDIEce e Matteo Ceschi ringraziano tutti gli amici della musica (non ultimi Aron e Maurizio di Rossetti Records & Books di Milano sempre pronti a consigliarmi buona musica) che hanno permesso questo piccolo grande traguardo raggiunto solamente tramite il passaparola tra artisti e addetti al settore (e senza l’ausilio dei social network). Un grazie speciale va ai partner generosi di questa avventura: Giordano Sangiorgi e il Meeting delle etichette indipendenti (MEI) di Faenza, Mario De Luigi e Musica e Dischi, e al portale casamultimediale.it.

BE INDIE, BE FREE!

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Rompiamo subito il ghiaccio affidandoci alla curiosità, com’è nata l’idea di JOE COLOMBO racconta il blues?

È nata da un’idea di Matteo Ceschi che mi ha proposto di lanciarmi in questa avventura e mettere in piedi lo spettacolo praticamente da zero, senza sapere esattamente quale responso aspettarci da parte del pubblico e soprattutto quanto interesse avrebbe suscitato l’idea. Si è pensato di costruire qualcosa in un momento difficile per la musica e, più in generale, per la cultura. È stata una vera e propria avventura, lo ammetto, e grazie a Anna Bonel, attrice e direttrice del teatro LabArca di Milano, e a Giordano Sangiorgi del MEI di Faenza, che ci ha sostenuto, ha preso forma ed è andata a buon fine.

Il pubblico del teatro è sicuramente diverso da quello dei concerti ma non è detto che sia totalmente digiuno di blues come si potrebbe pensare. Dal palco quali reazioni sei riuscito a registrare? E cosa hai preparato per intrattenere questa platea sicuramente più esigente del solito?

Non mi piace etichettare il pubblico in “più esigente” o “meno esigente”, la musica è una forma d’espressione che deve toccare tutti senza categorie d’élite. Anzi, nel corso delle quattro serate, ho avuto l’impressione che il pubblico non fosse per niente “impreparato al blues”. Al contrario, mi è sembrato di parlare ad ascoltatori con indirizzi musicali e stilistici già ben definiti nell’ambito del blues stesso. Ma la cosa fantastica è stata che ognuno si è aperto anche a nuove “sfaccettature” della musica del diavolo. In realtà è stata l’energia che si creava nell’aria durante le serate a rendere speciale ognuno dei quattro appuntamenti a prescindere dall’argomento trattato, il blues rurale o la Generation Blues 2.0. Ogni scelta, ci tengo a precisare, è stata molto personale sia da parte mia che da parte di Matteo Ceschi: sicuramente abbiamo tralasciato molti nomi e aneddoti legati alla Storia del Blues, ma lo scopo della rassegna non era quello “di fare la lezione”, ma di presentare il blues secondo una visione intima e personale.

Terminata la rassegna teatrale milanese, pensi di portare in giro lo spettacolo di JOE COLOMBO racconta il blues?

È giunta qualche proposta interessante sia dall’Italia che in Svizzera e sarebbe assolutamente fantastico realizzarle e portare avanti questa rassegna e magari ampliarne i contenuti. Chiaramente, essendo nata senza nessuna particolare aspettativa ma soprattutto per piacere e passione da parte di tutte le persone che hanno collaborato, bisognerà fare un ulteriore passo avanti per migliorare. Ammettiamolo, siamo stati presi piacevolmente alla sprovvista poiché non ci aspettavamo proprio un riscontro così grande, ma stiamo lavorando per rendere lo spettacolo più definito senza, però, perdere quella spontaneità e quell’energia che sono state il segreto del suo successo.

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PERCHÉ EN?GMA: Rawkus Records:Machete Records=Talib Kweli:En?gma. Nella relazione qui riportata non ci sono incognite da determinare ma una benefica overdose di beats e lyrics. Con il nuovo lavoro En?gma, socio fondatore della Machete Empire Records, non solo ribadisce quanto di ottimo fatto finora dal collettivo indie ma riafferma, e ce n’è veramente bisogno visto la pochezza di certi presunti araldi del rap italico, la centralità della parola e la sua innata musicalità come imprescindibile fondamenta dell’arte degli MC. “Topico” nelle scelte e nel risultato come solo pochi artisti al giorno d’oggi sanno essere.

EN?GMA, Foga, Machete Empire Records 2014

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“Il sardo En?gma primo su iTunes. Spopola il suo album Foga” (Unione Sarda, 3 aprile 2014)

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PERCHÉ CESARE MALFATTI: un disco rarefatto, a tratti quasi sussurrato, concepito per esaltare ogni minima sfumatura pensata e suonata dal suo autore. L’approccio è decisamente jazz ed eclettico nella misura in cui tutto sembra scaturire e prendere lentamente ed ordinatamente forma da una sorniona turbolenza anarchica. Scorie sonore sfuggono momentaneamente qua e là al controllo della musica per poi essere all’occasione richiamate verso di essa per dare maggiore profondità a impressioni e sentimenti in via di definizione. Malfatti compone e canta nel solco della tradizione della poesia di Nick Drake.

CESARE MALFATTI, Una mia distrazione + 2, Adesiva Discografica 2014

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Lo scorso venerdì al Teatro LabArca di Milano si è conclusa la rassegna JOE COLOMBO racconta il blues. L’ultima e intensa performance – che ha visto il bluesman elvetico scatenarsi come non mai insieme all’ottimo Flavio Piantoni al basso – ha confermato ancora una volta l’alto livello del progetto musicale/teatrale ideato dallo stesso musicista insieme a Matteo Ceschi, Anna Bonel e Giacomo Bertazzoni. A poche ore dalla conclusione della fortunata serie, Ceschi e Bonel hanno fatto sapere di essere già al lavoro per una nuova serie di incontri dedicati al blues e al soul forti dell’ottimo riscontro di pubblico e della preziosa partnership con il Meeting delle etichette indipendenti. E proprio a Faenza, sede storica del MEI, il prossimo fine settembre potrebbe andare in scena, udite, udite, una data aggiuntiva, la quinta, dello show di Colombo.

In un clima ricco di propositi per il futuro, un pensiero speciale va a Kasia Skoczek, Tony Rotta, Joe Valeriano, Flavio Piantoni, gli artisti che nel corso delle quattro serate hanno accompagnato Joe Colombo arricchendo l’offerta musicale e all’attrice Lisa Capaccioli.

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Chiudiamo, infine, con un saluto affettuoso al numeroso e caloroso pubblico (venuto anche da lontano) e agli amici che hanno reso possibile con il loro contributo la riuscita dello spettacolo. Un grazie di cuore spetta a Angela Zorzi e Francesco Strassoldo (sempre presenti con le loro telecamere), a Giordano Sangiorgi del MEI, Denise Nani, Fernando Prageeth, a Patrizia, Antonella e Cristina di Ari Ecoidee, agli amici di Rossetti Records di Milano, a Luigi Bolognini de La Repubblica e Fabio Baldo de La Provincia di Cremona, al settimanale Panorama e alla redazione di Radio Popolare.

CHE IL BLUES VI ACCOMPAGNI LUNGO LA STRADA…

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Ebbene, eccoci infine arrivati all’ultima escursione nel blues! Domani, 4 aprile, Joe Colombo concluderà il suo JOE COLOMBO racconta il blues (realizzato in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) al Teatro LabArca di Milano. L’appuntamento sarà, utilizzando un’espressione cara all’orso Yoghi, di quelli ghiotti: per l’occasione il bluesman e chitarrista elvetico, infatti, oltre a interpretare brani di artisti del calibro di Stevie Ray Vaughan, Chris Duarte e Gary Clark Jr., proporrà una lunga sequenza di composizioni originali realizzate nel corso della carriera e testate più volte di fronte al pubblico statunitense. Allora, cosa aspettate a venire a scoprire il lato più intimo del blues di Joe Colombo?

Ospiti della serata il bassista e compositore Flavio Piantoni e la cantante polacca Kasia Skoczek.

Vi aspettiamo numerosi domani, venerdì 4 APRILE, al Teatro LabArca di Anna Bonel in via Marco D’Oggiono 1 a Milano. INGRESSO: 12 €

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Dopo il sold-out registrato lo scorso mese al Teatro LabArca di Anna Bonel, la rassegna JOE COLOMBO racconta il blues (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) giunge all’ultimo appuntamento. Per l’occasione il chitarrista elvetico non solo presenterà numerosi brani di esponenti di spicco dell’ultima generazione, quella “Blues 2.0”, appunto, di guitar heroes ma anche una selezione di composizioni originali a coronamento di una carriera prossima al ventennale. Ospite speciale della serata, oltre all’ormai fissa presenza della cantante Kasia Skoczek, il virtuoso del basso Flavio Piantoni, compositore e arrangiatore con una lunga esperienza di lavori in studio e live performance in giro per l’Europa, che con il suo approccio jazz & fusion offrirà a Colombo e al pubblico un perfetto punto di incontro tra la “musica del diavolo” e le contaminazioni sonore del nuovo millennio.

Fiduciosi di concludere questa serie di quattro incontri con un ennesimo successo, vi aspettiamo numerosi venerdì 4 APRILE alle 19:30 al Teatro LabArca di Anna Bonel in via Marco D’Oggiono 1 a Milano. INGRESSO: 12 €

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Dopo gli incoraggianti dati al botteghino per le prime due serate, la terza data dello spettacolo JOE COLOMBO racconta il blues (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) ha fatto segnare il primo sold out al Teatro LabArca di Milano. La performance elettro-acustica di Colombo è stata impreziosita dall’irresistibile verve ritmica dell’amico e veterano Joe Valeriano. A rendere ancora più speciale la serata del duo, il numerosissimo pubblico che, in vena rievocazioni collettive stile Woodstock, è stato capace di “tirare fuori agli artisti” esecuzioni tanto intense quanto uniche dei brani dei Rolling Stones e di Jimi Hendrix. Nell’ora e mezza di show musicale-teatrale – che ha segnato il debutto sul palco del LabArca della brava Lisa Capaccioli ai testi – c’è stato anche spazio per Kasia Skoczek che ha infuso una ventata di freschezza a Midnight Rider degli Allman Brothers.

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Prossimo appuntamento, l’ultimo della serie intitolato “Generation Blues 2.0”, il 4 aprile alle 19:30 con le opere di Stevie Ray Vaughan, Jeff Healey, Derek Trucks, Gary Clark Jr., Chris Duarte e Doyle Bramhall II.

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Finalmente l’attesa è finita! Recuperate dall’armadio jeans a zampa d’elefante, magliette Fruit of the Loom, sandali, sciarpe indiane e collanine e apprestatevi a fare un salto nei Sixties con Joe Colombo e i suoi ospiti. Non mancate per nessun motivo al terzo e più eccitante appuntamento della rassegna musicale/teatrale JOE COLOMBO racconta il blues (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza)! Questa volta l’attenzione sarà rivolta al matrimonio tra il blues e il rock consumato a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi Settanta.

Appuntamento stasera, 14 marzo alle 19:30, al Teatro LabArca, via Marco D’Oggiono 1 a Milano.

INGRESSO: 12 €

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