Archives for posts with tag: lo-fi production

Shooting Mapuche

PERCHÉ MAPUCHE: Nel paniere del pop ormai si può trovare di tutto ma di rado capita di incontrare un prodotto che spicchi per la sua assurda e coraggiosa originalità. Il catanese Enrico Lanza, mente dietro il progetto Mapuche, imbraccia la chitarra, raccoglie un manipolo di amici e mette in musica le sue storie. Autopsia è un libero sfogo dei sentimenti giornalieri, sia quelli belli che quelli brutti. Nel complesso, questo nuovo lavoro, che arriva a tre anni dal precedente L’uomo nudo, si palesa alle orecchie dell’ascoltatore come un sereno processo di catarsi quotidiana – il titolo brutale era un biglietto da visita molto esplicito a tale riguardo – che prende lentamente forma assumendo i vaghi e incerti contorni anarchici di un cantautorato che non disprezza affatto l’approccio lo-fi, ma al tempo stesso guarda con curioso interesse alla sperimentazione pop e all’avanguardia. Da provare.

MAPUCHE, Autopsia, Viceversa Records/Audioglobe 2015

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PERCHÉ TUTTE LE COSE INUTILI: scanzonati cantautori punk da Prato, i Tutte le cose inutili riescono con estrema semplicità e poesia a dipingere quella quotidianità da cui tutti fuggono ma a cui tutti, in gran segreto, anelano con una profonda nostalgia. L’approccio punk si spinge oltre abbracciando l’azzardo del lo-fi e regala alle dieci tracce un sapore ancora più autentico e vicino alle esigenze dell’ascoltatore. L’impressione che si ha maneggiando le composizioni di Lao & Meo è quella di essere di fronte all’ultima e, lasciatemelo dire, esaltante incarnazione della canzone d’autore italiana che, lontana da ombre ingombranti, prova con coraggio a muovere i passi in direzione di un ignoto musicale che suona molto come un’assoluta novità.

TUTTE LE COSE INUTILI, Dovremmo essere sempre così, Iconcertidoveresti/Neanderthal Press 2014

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TRACCE TRACCIANTI: Conchiglie e Testolina d’oro

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PERCHÉ SICK TAMBURO: Non ci sono dubbi che le dieci tracce spingono la formazione di Pordenone a sperimentare ancora più in direzione di una una forma cantautorato rock che sfugge ogni gabbia discografica in nome di una totale e provocatoria libertà d’espressione: le produzione, sospese tra sound casserole e un approccio lo-fi tipo che ha nei newyorkesi Sonic Youth l’unico possibile riferimento, sostengono lyrics malate di quotidianità. Durante l’ascolto di Senza Vergogna percepirete distintamente il cocciuto incedere di un tarlo rock che, di piega in piega, raggiungerà il centro del cervello per violare “ghiandola musicale” e regalarvi l’ebbrezza dell’incertezza sonora.

SICK TAMBURO, Senza Vergogna, La Tempesta Dischi 2014

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http://www.latempesta.org

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PERCHÉ I SAMCRO: Da Arezzo arriva questo duo abrasivo e massiccio – nel groove e nel fisico – che sa miscelare in un affascinante mix nostrano i riff selvaggi degli AC DC degli esordi, i Litfiba e il mood sgangherato dei bluesmen erranti delle paludi della Louisiana. Consci del fatto che il pane in Toscana lo si fa “sciapo”, Mario Caruso e Nicola Cigolini hanno pensato bene di arricchirne il gusto affondando le mani e con esse gli strumenti in un paniere ricco di saporite e piccanti spezie sonore. Con la bravura di un navigato chef e la brutale concretezza di un macellaio voodoo, il duo canta e suona come pochi altri sono riusciti a fare nella patria della canzone e della canzonetta. Possenti fondamenta per il nuovo rock italiano.

SAMCRO, Terrestre, Soffici Dischi/Audioglobe 2014

https://www.facebook.com/SAMCROBANDAR

http://www.sofficidischi.it

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Re Tarantola

PERCHÉ IL RE TARANTOLA: Manuel Bonzi, in arte Re Tarantola, è autore di questo convinto manifesto di filosofia spiccia lo-fi. Il disco vive di una divertita quanto profonda vena surreale che scosta, con un tocco delizioso di autocritica e un pizzico di esibizionismo, il velo su una sorprendente realtà sonora ed esistenziale. Un po’ Velvet Underground, un po’ surf party, un po’ rock demenziale e un po’ canzone post-psichedelica, il lavoro di Bonzi cattura perfettamente l’essenza di una contemporaneità schizofrenica nei modi e nelle forme ma ancora in grado di salvarsi con una dissacrante risata. L’invito “a fottersene” è rivolto a tutti e potrebbe rivelarsi un ottimo esercizio catartico.

RE TARANTOLA, Il nostro tabacco sa d’amore, VolumeUp 2014

https://it-it.facebook.com/ilretarantola

http://www.volumeup.it/tag/ercole-gentile

Recensione su Musica & Dischi, aprile 2014 (http://www.musicaedischi.it)

 

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PERCHÉ PECULIAROSO: Un azzardo lo-fi spregiudicato e sprezzante verso eventuali pareri negativi. Ma al tempo stesso guidato da un profondo istinto per la musica che trasforma inaspettatamente la ragione in efficacissimo propellente emotivo. In una tempesta di feedback e distorsioni che farebbe impallidire la più rumorosa delle garage band di Detroit, l’autore e polistrumentista catanese Cristoforo Giuseppe Spoto trova il coraggio di ripercorrere le orme di Lou Reed e azzanna al collo l’idea di un’avanguardia sonora senza regole e limiti. In una sorta di euforia contagiosa dettata dalle prime tracce dell’album, nulla sembra più impossibile: e allora via libera all’imbastardimento del rock con le più profonde pulsioni ritmiche africane nel nome, scusate se è poco, di Fela Kuti. Sorprendente oltre il significato stesso dell’aggettivo.

PECULIAROSO, Manimal, 2014

https://www.facebook.com/PECULIAROSO

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PERCHÉ LENZ: Cantautorato post-punk che spinge le sue assetate note in direzione dell’elettronica più dark e di un uso dei samples assolutamente l’hip-hop e sperimentale. Damiano Lenzi, polistrumentista che non disdegna talvolta la buona compagnia di una manciata di colleghi, si avventura in un terreno tanto inesplorato quanto affascinante cercando nella voce di una contemporaneità lacerata risposte che possono solo provenire da un passato elettrico gracchiante e frusciante. Su tutto domina un sentimento lo-fi dalle sfumature neo-romantiche che affonda radici nel pop elettronico scandinavo degli anni Ottanta.

Lenz, De Fault, 2014

http://www.lenzdefault.blogspot.it

http://www.facebook.com/lenzdefault

http://www.lafamedischi.tumblr.com/press

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PERCHÉ G-FAST: Un blues sperimentale, al limite del noise-rock, ruvido e sfrontato si infarcisce di distorsioni e di inserti elettronici tanto da azzardare alcuni paragoni con i White Zombie. L’approccio di Gianluca Fasteni, assolutamente freak e visionario, è votato a una concezione della musica squisitamente lo-fi e “casserole.” Ascoltando Go to M.A.R.S. si intuisce anche una certa predisposizione dell’artista one man band meneghino verso la psych music con tutte le sue derive creative e percettive e, non ultima, una simpatia, mai nascosta, per il sincretismo onnivoro del pop.

G-FAST, Go to M.A.R.S., La Fabbrica/Audioglobe  2014

http://www.g-fast.net

https://www.facebook.com/GFastOfficial

http://www.la-fabbrica.org

Recensione su Musica & Dischi, febbraio 2014
(http://www.musicaedischi.it)

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PERCHÉ GLI SLEEPING SAPIENS: Il duo di San Paolo, Brasile, sciorina un garage rock potente che di “tropicale” ha davvero ben poco. Canzoni tiratissime – si arriva addirittura a 54 secondi – che dal garage rock migrano verso il punk più spinto abbandonando ogni convenzione sonora per lasciare spazio a una contagiosa ed estrema esuberanza lo-fi. Un EP d’esordio, che a dispetto del titolo “dormiente”, è tutto da sudare, minuto dopo minuto.

SLEEPING SAPIENS, Sleeping Sapiens EP, 2013

https://www.facebook.com/pages/Sleeping-Sapiens/138649129659984?fref=ts

http://sleepingsapiens.bandcamp.com/album/sleeping-sapiens

Free download: http://noisetrade.com

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PERCHÉ KRISTAL & JONNY BOY: Una voce femminile lontana ma mai eterea solca placidamente tracce stratificate di pop elettronico. Il risultato suona originale nella misura in cui la pulizia del suono viene sacrificata in nome di un approccio decisamente lo-fi che trasforma le occasionali distorsioni in malinconiche melodie. Ancora una volta la Svezia ci insegna qualcosa.

ENGLISH: A faraway but never ethereal womanly voice softly grooves the layers of electronic pop tracks. The resulting sound is original insofar as the clearness was given up in favor of a lo-fi approach which transforms the odd distortion into a wistful melody. The Swedish touch sets the pace again.  

KRISTAL & JONNY BOY, Kristal & Jonny Boy EP, La Tempesta International 2013

http://kristalandjonnyboy.se

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http://www.latempesta.org/international/index.php