Archives for posts with tag: Italian punk-rock

Tirreno dischi

Come non unirsi ai ragazzi di Tirreno Dischi, etichetta Toscana molto attiva sul mercato indie rock, nel momento in cui la festa incomincia con un regalo per l’ascoltatore? L’uscita della compilation intitolata Due anni in mezzo al mare oltre a essere una piccola auto-citazione è infatti una graditissima sorpresa per tutti i music lovers. Oltre agli artisti sotto contratto – La notte dei lunghi coltelli, i Polar for the Masses, Progetto Panico, ED, Telesplash e The Crazy Crazy World of Mr. Rubik, presenti con due brani ciascuno – entrano nel progetto anche due formazioni amiche come i Flora & Fauna e Od Fulmine. Che aspettate, allora, correte a scaricare la vostra copia e diffondete il verbo salto del tirrenici!

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Lontano da casa, il duo Super Apes trova nel ricco e sudaticcio filone spaghetti western una sicura vetrina per ostentare le proprie radici culturali. Il brano, ispirato al personaggio della pellicola diretta da Gianfranco Parolini nel 1968, fa sprofondare il sole dietro le fitte e umide frasche della giungla dub regalando all’ultima sfida a revolverate un’atmosfera sospesa tipica dei replay sportivi. Ogni gesto, ogni goccia di sudore, ogni pelo fuori posto trova una sua inaspettata poesia dilatando all’infinito il passaggio tra la vita e la morte. Ipnotico nelle intenzioni, BANG!, lisergico nel risultato, BANG!

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PERCHÉ I CIBO: Da Torino una della band rock più toste e dissacranti dell’intero panorama nazionale. L’approccio, senz’ombra di dubbio, è quello da stalker dei Motörhead di Lemmy ma c’è anche il disarmante sarcasmo che in passato ha fatto la fortuna degli Skiantos. Insomma l’originale matrice su cui si erge e si mantiene il disco man mano che ci si addentra nella tracklist tende a inglobare con una naturalezza irritante – per chi non riesce nell’operazione – elementi del punk, della musica funky e, persino, del metal più spinto. Il tutto, però, rimane sempre in un’ottica musicale di puro divertimento.

CIBO, Incredibile, Inri 2014

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PERCHÉ I SOUNDSICK: Siatene certi, al crocevia tra rock, punk-wave, sonorità psichedeliche, e grunge troverete il power trio onnivoro che risponde al nome di Soundsick! Tutto in questo disco possiede una presenza importante e spesso suona massiccio ma, a dire il vero, non mancano variazioni che spingono la trama melodica in direzione di una nebbia colore porpora che tutto deve alla fortunata esperienza degli anni Sessanta. Un “viaggio”, stando alle parole della band e rimanendo vicini a delle buone sostanze psicotrope, in cui tre voci suonano all’unisono come un unico strumento e contribuiscono ad aumentare il wall of sound. Virali come i Tool, abrasivi come i Soundgarden e poetici come Cure.

SOUNDSICK, Astonishment, Seahorse Recordings 2014

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PERCHÉ I VINTAGE VIOLENCE: Musicalmente e vocalmente una delle realtà più accattivanti del panorama italiano dell’ultimo lustro. Ognuna delle tredici tracce sprizza una cosciente satira (punk)-rock che affonda ripetutamente i suoi micidiali fendenti all’indirizzo di un buoncostume ipocrita e omertoso. La lucidità visionaria dei testi di Rocco Arienti, autore anche delle musiche, trova nella voce di Nicolò Caldirola la fortuna di un’originalità unica e, cosa più importante, difendibile nota dopo nota. Tutti devono sentirsi colpiti. Tutti devono lasciarsi conquistare da una band che, fate attenzione, non ha solo nel nome il segreto del successo.

VINTAGE VIOLENCE, Senza paura delle rovine, Maninalto! 2014

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PERCHÉ I MONTAUK: L’ultimo Battisti, quello più ermetico e di difficile lettura, ritrova nella semplicità del sound diretto post-punk-core e nell’approccio lo-fi un’insperata via verso la piena comprensione e fruibilità. Forse è proprio la profonda vena battistiana che percorre con discrezione le otto tracce a fare emergere dalla rabbia punk la delicatezza accattivante del pop e sostenere la band nel balzo altrimenti difficilmente affrontabile al di sopra della grande massa rumorosa. Per certi versi simili e per altri addirittura migliori degli Offlaga Disco Pax.

MONTAUK, Montauk, Seahorse Records, 2013

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I Karma in distorsione scelgono Senza Petrolio, brano ecologista dalla spinta vena satirica, come secondo singolo estratto dall’omonimo album. Il videoclip, realizzato grazie a una campagna di crowdfunding e diretto da Marco Modafferi, affronta in maniera intelligente e con un pizzico di autoironia – la band impiastricciata di nero ricorda un po’ i Flinstones e un po i Red Hot Chili Pepper del videoclip di Give It Away – la tragica dipendenza della società contemporanea dagli idrocarburi. Una lettura per accompagnare il brano? Matteo Ceschi, Green Rock. Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen (FREE DOWNLOAD: http://independent.academia.edu/MatteoCeschi).

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“Kill all humans!” L’urlo di guerra intonato nella serie televisiva degli anni Settanta dalle scimmie umanoidi potrebbe tornare a risuonare sulle rive del Tamigi. Merito dei Super Apes – gli italiani Diego Pratiffi e Davide M. Simonetti – che con la loro miscela di dub, rock, elettronica e post-punk e il loro approccio “combat” à la Clash vogliono tentare di sovvertire i canoni sonori del nuovo millennio. Ad accompagnare la propaganda musicale nella capitale inglese i lavori grafici di Matteo Ceschi animatore culturale appassionato di indie music.

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PERCHÉ I KARMA IN DISTORSIONE: Il punk-rock viene riportato alla sua più pura essenza senza, però, mai perdere di vista un indispensabile mordente sociale. Registrato in un trullo a Biseglie, Karma in Distorsione aggredisce pubblico e critica e si lascia suonare tutto di un fiato lasciando il netto desiderio di volere un secondo passaggio sul piatto. A metà tra i Clash e i Decibel di Enrico Ruggeri, il trio si ricorda anche degli Afterhours.

KARMA IN DISTORSIONE, Karma in distorsione, 2013

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