Archives for posts with tag: italian indie music

Doc Indie-MEI DEF_easy

Nell’era del digitale e delle piattaforme on-line, nell’epoca della musica liquida forse fa sorridere un vecchio luminare che si attarda a difesa del supporto fisico. Ma, concedetemi di dire dopo la mia più recente visita oltralpe, che qualcosa è ancora possibile.

Record Store

Girando per gli stores francesi colpisce l’incredibile mole di uscite indipendenti che preme sugli scaffali. Qualunque prodotto indie, non importa il genere o l’autore, trova spazio sotto gli occhi del possibile acquirente in una logica di distribuzione commerciale che asseconda minuto dopo minuto il calendario degli eventi live. A Parigi, come altrove non è proprio pensabile andare a un concerto senza prima già avere messo sotto le orecchio o semplicemente rigirato tra le mani il cd dell’artista in cartellone. Non è ammesso che questa sorta di corteggiamento – che porterà sicuramente all’acquisto – venga taciuta, dimenticata o ancora peggio soppressa dalle leggi del mercato. Il popolo della presa della Bastiglia e delle teste dei reali ruzzolanti, lo vuole e impedirglielo sarebbe sufficiente a fare scoppiare una nuova rivoluzione. Una rivoluzione in nome di un sacrosanto diritto alla musica da consumarsi quando e come si vuole. In Italia, ahimè, le cose non vanno così. Ai gruppi non rimangono che le risorse del web e la vendita diretta del CD in loco. Cosa abbiamo fatto per meritarci questo? Tutto quello che non andava fatto. Niente di più, niente di meno. Il clima di affossamento culturale che stritola il paese da decenni ha spinto la distribuzione a una sciatteria intellettuale-commerciale impedendo di fatto che certi prodotti arrivassero nel nostro paese. Troppa fatica informarsi oltre le quattro righe sputate da qualche nota rivista. Troppa fatica la navigazione sul web. Troppa fatica ordinare, catalogare. Troppa fatica intrattenere un umano e remunerativo rapporto con il singolo rivenditore consigliando questo o quel disco. Meglio una mentalità spiccia da autogrill. Sono questi i dischi che vendono? E allora distribuiamo questi! Cosa aspettiamo! È vero che talvolta l’azzardo non paga, ma il piacere della scoperta nei casi in cui funzioni è sempre migliore della sola moneta frusciante. Come reagire? Bombardando i distributori di mail asfissiandoli di richieste ogni giorno più strane. Pungolando la critica a uscire dalla sua torre dorata e a posare il naso schizzinoso su nomi sconosciuti. Tentare non nuoce, fidatevi! E le sorprese musicali non tarderanno ad arrivare per tutti.

SEGUI DOC INDIE ANCHE SU http://www.meiweb.it

Solo

PERCHÉ GLI OVLOV: Schiacciando il tasto PLAY rimarrete stregati dall’incredibile amalgama vocale e sonoro degli Ovlov, capace di colorare di delicate sfumature pop la tradizione rock senza renderla per questo stucchevole come richiesto dalle leggi del mercato. Il disco, quasi fosse stato partorito nelle viscere della contemporaneità, racchiude quella variopinta eterogeneità che agita ogni metropoli del XXI secolo che ambisca ad essere chiamata così. I richiami al sound new yorkese sono inevitabili – a produrre l’album e ad accompagnare la band è stato l’ex-Smiths Andy Rourke ora fisso nella Grande mela – ma nel corso dell’ascolto ci si rende presto conto che non rappresentano affatto un soffocante limite alla volonta di esprimersi senza alcun limite degli Ovlov. Non volete credermi? Provate a trovare il tempo di poggiare le vostre pigre orecchie su Fall Down, con la chitarra di Xabier Iriondo, e su Delicious, un brano degno dei migliori Blondie. Nel complesso i 34 minuti di Solo vi regaleranno sorprese, e perché no, persino qualche gioia inaspettata vista la profonda venature sensuale che la cantante e chitarrista Luisa Pangrazio ha saputo infondere in tutto il lavoro.

OVLOV, Solo, RedCarpet/Volume UP

https://it-it.facebook.com/ovlovmusic

Shooting Mapuche

PERCHÉ MAPUCHE: Nel paniere del pop ormai si può trovare di tutto ma di rado capita di incontrare un prodotto che spicchi per la sua assurda e coraggiosa originalità. Il catanese Enrico Lanza, mente dietro il progetto Mapuche, imbraccia la chitarra, raccoglie un manipolo di amici e mette in musica le sue storie. Autopsia è un libero sfogo dei sentimenti giornalieri, sia quelli belli che quelli brutti. Nel complesso, questo nuovo lavoro, che arriva a tre anni dal precedente L’uomo nudo, si palesa alle orecchie dell’ascoltatore come un sereno processo di catarsi quotidiana – il titolo brutale era un biglietto da visita molto esplicito a tale riguardo – che prende lentamente forma assumendo i vaghi e incerti contorni anarchici di un cantautorato che non disprezza affatto l’approccio lo-fi, ma al tempo stesso guarda con curioso interesse alla sperimentazione pop e all’avanguardia. Da provare.

MAPUCHE, Autopsia, Viceversa Records/Audioglobe 2015

https://it-it.facebook.com/pages/Mapuche/47537974968

https://it-it.facebook.com/pages/Viceversa-Records/503494996362840

Tirreno dischi

Come non unirsi ai ragazzi di Tirreno Dischi, etichetta Toscana molto attiva sul mercato indie rock, nel momento in cui la festa incomincia con un regalo per l’ascoltatore? L’uscita della compilation intitolata Due anni in mezzo al mare oltre a essere una piccola auto-citazione è infatti una graditissima sorpresa per tutti i music lovers. Oltre agli artisti sotto contratto – La notte dei lunghi coltelli, i Polar for the Masses, Progetto Panico, ED, Telesplash e The Crazy Crazy World of Mr. Rubik, presenti con due brani ciascuno – entrano nel progetto anche due formazioni amiche come i Flora & Fauna e Od Fulmine. Che aspettate, allora, correte a scaricare la vostra copia e diffondete il verbo salto del tirrenici!

http://www.tirrenodischi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18&Itemid=132