Archives for posts with tag: Italian independent artist

INDIEce-INDIANA

Cari lettori, INDIEce interrompe la sua corsa dopo quasi due anni di agonismo sonoro indipendente. E lo fa per permettermi di concentrarmi maggiormente sul progetto di INDIANA MUSIC MAGAZINE, iniziativa editoriale on-line dedicata alle produzioni indie che porto avanti in maniera più strutturata con le amiche e colleghe Katia Del Savio e Elisa Giovanatti. Ma siate tranquilli, DOC INDIE con la sua rubrica settimanale in stile gonzo continuerà le sue scorribande verbali sul sito del MEI/AudioCoop a conferma di una forte partnership culturale con la creatura di Giordano Sangiorgi. Manterrò attivo il blog come archivio a disposizione di tutti e per nuovi eventuali interventi sulle classifiche indie in attesa della tavola rotonda di Milano del prossimo giugno. I recapiti per contattarmi rimangono gli stessi, ma d’ora in avanti tutto il vostro fluido indie dovrà confluire su INDIANA MUSIC MAGAZINE per dare ancora maggiore visibilità alla musica indipendente italiana e internazionale. È stato bello avervi a bordo e lo sarà ancora di più vedervi arrivare sulle pagine on-line di INDIANA MUSIC MAGAZINE. Let’s Keep in Touch, Be Indie Be Free, Matteo Ceschi/Doc Indie.

INDIEce merges with INDIANA MUSIC MAGAZINE. Contacts remain the same.

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Bad Love Experience_easy

PERCHÉ I BAD LOVE EXPERIENCE: Araldi di un rock camaleontico che adotta liberamente in egual misura la lezione del soul anni Settanta (ascoltate Inner Animal) e quella più sfuggente, ma pur sempre storica, dell’elettronica, i livornesi Bad Love Experience tornano a qualche anno di distanza dal precedente lavoro per dire la loro in un panorama musicale omologato da facili scommesse discografiche. Believe Nothing possiede innanzitutto un suono sufficientemente maturo per scrollarsi di dosso il rischio, assai concreto di questi tempi, di finire catalogato come “qualcosa di già sentito.” Ma non solo. Con quest’ultimo disco la band toscana dimostra una manifesta volontà di arrivare il prima possibile all’ascoltatore spogliando le singole composizioni di quegli elementi superflui e ridondanti, fonti di sicure distrazioni. L’album è lì, pronto ad essere ascoltato ed apprezzato per quello che è e se, per qualche motivo, il risultato non dovesse piacere, allora, la questione del giudizio rimarrebbe relegata nella sola sfera personale della soggettività. Obiettivamente, invece, il lavoro ha tutto quello che si richiede alla musica: è un’ottima fonte di intrattenimento confezionata ad arte per questo preciso scopo.

Bad Love Experience, Believe Nothing, Inner Animal Records 2015

https://www.facebook.com/BadLoveExperience

Barely Awake_easy

PERCHÉ I BARELY AWAKE: attiva da più di un decennio, la formazione di Pesaro, sembra avere saggiato il gusto della maturità artistica e averne apprezzato la profonda complessità. Sebbene S/T rappresenti di fatto un esordio vero e proprio, la qualità del crossover offerto farebbe pensare a ben altro curriculum: a metà tra i Mars Volta e gli Incubus, il quartetto guidato dalla voce di Francesco Agostini non trova ostacoli lungo il decollo offrendo al pubblico uno spettacolo sonoro che per varietà e ritmo appare come un lussureggiante cabaret rock che affonda le proprie radici nel concetto più puro di fusion. Proprio per questo il repertorio risulta molto vario pur mantenendo un’integrità originale di fondo. L’album è disponibile in free download sulla piattaforma di musica indipendente italiana DIYSCO.

http://www.facebook.com/barelyawakeband

http://barely-awake.diysco.com

Doc Indie-MEI DEF_easy

Nell’era del digitale e delle piattaforme on-line, nell’epoca della musica liquida forse fa sorridere un vecchio luminare che si attarda a difesa del supporto fisico. Ma, concedetemi di dire dopo la mia più recente visita oltralpe, che qualcosa è ancora possibile.

Record Store

Girando per gli stores francesi colpisce l’incredibile mole di uscite indipendenti che preme sugli scaffali. Qualunque prodotto indie, non importa il genere o l’autore, trova spazio sotto gli occhi del possibile acquirente in una logica di distribuzione commerciale che asseconda minuto dopo minuto il calendario degli eventi live. A Parigi, come altrove non è proprio pensabile andare a un concerto senza prima già avere messo sotto le orecchio o semplicemente rigirato tra le mani il cd dell’artista in cartellone. Non è ammesso che questa sorta di corteggiamento – che porterà sicuramente all’acquisto – venga taciuta, dimenticata o ancora peggio soppressa dalle leggi del mercato. Il popolo della presa della Bastiglia e delle teste dei reali ruzzolanti, lo vuole e impedirglielo sarebbe sufficiente a fare scoppiare una nuova rivoluzione. Una rivoluzione in nome di un sacrosanto diritto alla musica da consumarsi quando e come si vuole. In Italia, ahimè, le cose non vanno così. Ai gruppi non rimangono che le risorse del web e la vendita diretta del CD in loco. Cosa abbiamo fatto per meritarci questo? Tutto quello che non andava fatto. Niente di più, niente di meno. Il clima di affossamento culturale che stritola il paese da decenni ha spinto la distribuzione a una sciatteria intellettuale-commerciale impedendo di fatto che certi prodotti arrivassero nel nostro paese. Troppa fatica informarsi oltre le quattro righe sputate da qualche nota rivista. Troppa fatica la navigazione sul web. Troppa fatica ordinare, catalogare. Troppa fatica intrattenere un umano e remunerativo rapporto con il singolo rivenditore consigliando questo o quel disco. Meglio una mentalità spiccia da autogrill. Sono questi i dischi che vendono? E allora distribuiamo questi! Cosa aspettiamo! È vero che talvolta l’azzardo non paga, ma il piacere della scoperta nei casi in cui funzioni è sempre migliore della sola moneta frusciante. Come reagire? Bombardando i distributori di mail asfissiandoli di richieste ogni giorno più strane. Pungolando la critica a uscire dalla sua torre dorata e a posare il naso schizzinoso su nomi sconosciuti. Tentare non nuoce, fidatevi! E le sorprese musicali non tarderanno ad arrivare per tutti.

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Super Apes new single cover_easy

Dopo una lunga pausa di meditazione artistica, il duo dub-punk londinese (ma di origine italiana) dei Super Apes apre le porte a un nuovo membro, Ivan Colella alla batteria, e a inedite sonorità. Se il nuovo singolo DiscoShame, infatti, si affaccia con curiosità felina su una electro-disco dalle esagerate sfumature trash-kitsch che riporta alla mente la Germania in bilico tra Est e Ovest, il B-side, Here Lies Bob Dylan, non fa che confermare l’eclettica tradizione avviata da Diego Pratiffi e Davide Simonetti che, resistendo a mode e persone, difende l’idea di un’anarchia sonora degna dei Clash e di Nina Hagen. Che le muse custodiscano il cammino dei Super Apes!