Archives for posts with tag: Italian garage rock

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PERCHÉ I COMET: Già dal titolo si annusa un intenso profumo di sound psichedelico e ci si esalta all’idea dell’imminente “viaggio” verso un accogliente ignoto. Nulla di più vero visto che la formazione brianzola non solo si sbizzarrisce rivelando un’inaspettata personalità all’ombra dei Jefferson Airplane ma dimostra di apprezzare anche quelle derive stoner e garage che hanno rilanciato oltreoceano il filone del psych-rock. I Comet così come suonano sono pronti a sfondare insieme a voi le porte della percezione e a regalarsi, questo è un sincero augurio, soddisfazioni internazionali. Animalesca la cover di Dancing Barefoot di Patti Smith.

THE COMET, Nothing but the Wind EP, Rocketman Records 2014

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PERCHÉ I SAMCRO: Da Arezzo arriva questo duo abrasivo e massiccio – nel groove e nel fisico – che sa miscelare in un affascinante mix nostrano i riff selvaggi degli AC DC degli esordi, i Litfiba e il mood sgangherato dei bluesmen erranti delle paludi della Louisiana. Consci del fatto che il pane in Toscana lo si fa “sciapo”, Mario Caruso e Nicola Cigolini hanno pensato bene di arricchirne il gusto affondando le mani e con esse gli strumenti in un paniere ricco di saporite e piccanti spezie sonore. Con la bravura di un navigato chef e la brutale concretezza di un macellaio voodoo, il duo canta e suona come pochi altri sono riusciti a fare nella patria della canzone e della canzonetta. Possenti fondamenta per il nuovo rock italiano.

SAMCRO, Terrestre, Soffici Dischi/Audioglobe 2014

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PERCHÉ PECULIAROSO: Un azzardo lo-fi spregiudicato e sprezzante verso eventuali pareri negativi. Ma al tempo stesso guidato da un profondo istinto per la musica che trasforma inaspettatamente la ragione in efficacissimo propellente emotivo. In una tempesta di feedback e distorsioni che farebbe impallidire la più rumorosa delle garage band di Detroit, l’autore e polistrumentista catanese Cristoforo Giuseppe Spoto trova il coraggio di ripercorrere le orme di Lou Reed e azzanna al collo l’idea di un’avanguardia sonora senza regole e limiti. In una sorta di euforia contagiosa dettata dalle prime tracce dell’album, nulla sembra più impossibile: e allora via libera all’imbastardimento del rock con le più profonde pulsioni ritmiche africane nel nome, scusate se è poco, di Fela Kuti. Sorprendente oltre il significato stesso dell’aggettivo.

PECULIAROSO, Manimal, 2014

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PERCHÉ I GENTLEMENS: Devoti all’estetica e al sound garage – che tanto deve agli Stooges – il trio marchigiano dà voce a un rock assolutamente sincero e senza inibizioni che non teme né feedback né distorsioni, ma, anzi, cerca e trova proprio nelle situazioni “borderline” il suo terreno di caccia ideale. Gentlemen di nome – gli crediamo sulla parola – ma, di fatto, killer di professione!

GENTLEMENS, Less Said, the Better, 2013

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