Archives for posts with tag: Italian blues-rock

Valeriano Session_01 easy

Finalmente prendono il via le sedute di registrazione del nuovo e atteso album del bluesman milanese Joe Valeriano! Lonesome Road, questo è il titolo del lavoro, verrà realizzato dall’artista grazie a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser. Le session avranno inizio questa settimana allo storico Pop Life Studio di Milano e vedranno al lavoro insieme a Valeriano il batterista Mauro Florean e il bassista Massimo Pavin. Al momento non ci sono ancora cretezze, ma è molto probabile, stando alle parole del diretto interessato, che all’album parteciperanno anche degli ospiti. (Foto: Matteo Ceschi)

Per aggiornamenti sullo strato dei lavori correte a leggere gli ultimi post sul profilo Facebook ufficiale di Joe Valeriano: https://it-it.facebook.com/joevalerianomusic

Per partecipare alla campagna di crowdfunbding seguite le indicazioni del link: http://www.musicraiser.com/projects/3694-lonesome-road-il-nuovo-album-di-joe-valeriano

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PERCHÉ RUDY ROTTA: Quasi a volere scoprire cinquant’anni dopo le carte della tenzone generazionale tra Beatles e Stones, Rudy Rotta riporta tutto il succo della British Invasion a una più semplice e fruibile questione di 12 bar notes. Per il bluesman piemontese, per i Fab Four e per Jagger & soci, d’altronde, la “musica del diavolo” è l’origine di tutto, la scintilla che ha acceso la miccia e ha fatto esplodere definitivamente il rock così come oggi noi lo conosciamo. Rotta per questo album tributo adotta e rielabora l’idea mashup, unendo con grande maestria quello che in principio nasceva come discograficamente slegato o addirittura opposto: così la mefistofelica Sympathy for the Devil sfuma e rinasce a nuova vita nell’arrembante Come Together. Un unico rimpianto per un disco solido e ben pensato, non assistere all’incontro tra Helter Skelter e Gimmie Shelter.

RUDY ROTTA, The Beatles vs. The Rolling Stones, Slang Music/IRD 2014

http://www.facebook.com/rudyrottaofficial

http://www.rudyrotta.com

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PERCHÉ JOE VALERIANO: Talvolta i dischi sfuggono ai radar dei lettori non per demeriti degli artisti ma piuttosto per disattenzioni discografiche. L’importante, seguendo un onesto fiuto per il bello à la Pier Paolo Pasolini, è recuperare queste gemme e ridare loro il giusto posto nella storia e sugli scaffali dei negozi. Alida, unica parentesi in italiano del bluesman Joe Valeriano, non ha nulla da invidiare per intensità e forza della proposta sonora ai primi e più selvaggi Litfiba. L’album presenta, ed è la prima e, per ora, unica volta nel corso di una lunga carriera, un Valeriano assolutamente a suo agio nelle vesti di cantautore rock ma dimostra anche un’incredibile capacità di sincretismo sonoro in grado di pompare con rispetto l’energia “a stelle e strisce” nella tradizione della canzone nostrana. La Fender di Valeriano appare lusingata dalle profferte italiche e continua a ruggire come se in gioco ci fossero l’onore di Muddy Waters e Jimi Hendrix.

JOE VALERIANO & COLLANT SUPPORT, Elida, Red Rock Ridge Records 1989

http://joevaleriano.altervista.org

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PERCHÉ PINO SCOTTO: Un’anima dannatamente blues accompagna l’ennesima prova di forza contaminando tutto quello che incontra sul suo cammino. Compreso il rock. In un impulso di generosità, il rocker di Monte di Procida dischiude il suo cuore traboccante di passione e idealmente offre al pubblico la sua collezione privata di dischi per un’operazione discografica che di revival non ha proprio nulla: grandi nomi della scena italiana e internazionale, da Tenco a Willie Dixon passando per Elvis Presley, vengono profondamente amati, ancor prima di essere suonati in una gioiosa festa della musica, da Scotto e da un agguerrito manipolo di amici accorsi per dire la loro. Il tutto è arricchito dall’eccellente produzione di Oliviero Riva che esalta in eguale misura, aspetto da non dare affatto per scontato, la voce e gli strumenti. I “vuoti di memoria” del titolo, evidentemente auto-ironici, vengono presto riempiti.

PINO SCOTTO, Vuoti di memoria, Valery Records 2014

http://www.pinoscotto.it

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https://it-it.facebook.com/pages/Valery-Records/118991101447823

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PERCHÉ MARCO MATI & STEFANO MORELLI: Due artisti in un unico disco. Una trovata discografica suggestiva per bagnare un doppio esordio in tempo di crisi che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, regge perfettamente la prova del mercato e lancia interessanti proposte sonore. A unire il caleidoscopico feeling soul-blues del milanese Marco Mati e l’animo gentile del partenopeo Stefano Morelli è un’idea di ritmo vagabondo e sornione che ha in personaggi come Ben Harper e Jack Johnson i modelli ideali di libertà d’espressione. A celebrare questo incontro, non un luogo fisico ma profonda sensibilità pop che, sono sicuro, porterà fortuna a Split.

MARCO MATI & STEFANO MORELLI, Split, Lapidarie Incisioni 2014

http://www.lapidarieincisioni.bigcartel.com

http://www.upupapop.com

http://www.lafamedischi.com​

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PERCHÉ I SAMCRO: Da Arezzo arriva questo duo abrasivo e massiccio – nel groove e nel fisico – che sa miscelare in un affascinante mix nostrano i riff selvaggi degli AC DC degli esordi, i Litfiba e il mood sgangherato dei bluesmen erranti delle paludi della Louisiana. Consci del fatto che il pane in Toscana lo si fa “sciapo”, Mario Caruso e Nicola Cigolini hanno pensato bene di arricchirne il gusto affondando le mani e con esse gli strumenti in un paniere ricco di saporite e piccanti spezie sonore. Con la bravura di un navigato chef e la brutale concretezza di un macellaio voodoo, il duo canta e suona come pochi altri sono riusciti a fare nella patria della canzone e della canzonetta. Possenti fondamenta per il nuovo rock italiano.

SAMCRO, Terrestre, Soffici Dischi/Audioglobe 2014

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http://www.sofficidischi.it

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PERCHÉ LE FORMICHE: Un blues-rock abrasivo e trascinante unito a una penna in grado di distillare in una manciata di strofe la saggezza popolana di Guccini e l’audacia verbale di Bennato. Basterebbe questa sintesi per convincersi delle qualità della band palermitana, ma la notte, periodo preferito dai critici per le loro elucubrazioni, è lunga e generosa di parole. Potendo allora dilungarsi, vien spontaneo notare l’innata capacità di arricchire nota dopo nota il bagaglio culturale includendo nell’orizzonte artistico anche grandi nomi della storia del rock internazionale come i Beatles e Springsteen. Il risultato finale è esaltante nella misura in cui si percepisce che i riferimenti sopracitati sono solo passaggi obbligati nella ricerca dell’originalità a portata di mano.

LE FORMICHE, Figli di nessuno, 800A Records/Audioglobe 2014

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PERCHÉ I L’APPROCCIO AL GRIN: Nel titolo dell’EP si dichiarano “nati per stare sul pezzo”. E le pesanti venature funk che percorrono la loro musica ne sono la più evidente conferma. I L’approccio al Grin, infatti, domano bruscamente i brani per affrontare la sfida del rock con la precisa consapevolezza di trasformare il palco in qualcosa di molto simile a un party à la Animal House. Red Hot Chili Peppers e Rage Against the Machine rimangono i modelli, impossibile non farci caso, ma non mancano richiami al blues nostrano di Edoardo Bennato, all’irriverente tradizione del cabaret e a derive psichedeliche che rendono tutti insieme questo esordio “snappante” come un bicchiere di punch colpito da una saetta.

L’APPROCCIO AL GRIN, Grin Tonic (Nati per stare sul pezzo) EP, 2013

https://www.facebook.com/pages/LApproccio-Al-Grin/128089960715199

http://lapproccioalgrin.bandcamp.com