Archives for posts with tag: folk

VonDatty-madrigali

PERCHÉ VONDATTY: Una forma di cantautorato schizofrenico che passa dalla solitudine composta del folk a quella rabbiosa di un post-grunge (Santamarena) e che riesce a parlare in maniera pulita e comprensibile l’idioma meticcio della contemporaneità. Nel calderone sonoro di Madrigali tra un’escursione sonora e l’altra la voce, come un vecchio lupo di mare, mantiene costante la rotta e indica all’orecchio la direzione per nascosti porti dove si sussurra albergare la buona musica. VonDatty sa benissimo quanto in là potersi spingere. Ma i limiti sono fatti per essere infranti: traccia dopo traccia vengono ignorati e derisi fino all’apice creativo de L’amore malato. L’augurio di cuore per il debuttante VonDatty, è quello di trovare un posto consono nelle scalette radiofoniche e sugli scaffali dei negozi di dischi.

VONDATTY, Madrigali, 2014

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Dall’11 al 13 luglio a Poirino (Torino) la quarta edizione dell’IScream Festival vedrà alternarsi sotto i riflettori gustosi momenti di food&drink e indie music. Tra gli artisti in cartellone Levante (nella foto), Ex-Otago (vecchia conoscenza di INDIEce), la Banda fratelli e Edoardo Cremonese; spazio anche alle realtà sonore locali con i torinesi Eugenio in Via di Gioia, Cecilia e Sica. L’iniziativa è realizzata anche quest’anno con il patrocinio di Eataly.

INFO: http://www.iscreamfestival.it

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Giugno, mese di novità. È con immenso piacere che INDIEce annuncia la nascita della partnership internazionale con la rivista svizzera plug n’ play. Musica a trecentosessanta gradi (Salvioni Edizioni, Bellinzona), neonata realtà musicale-editoriale nel panorama europeo. I followers di INDIEce potranno così avere mensilmente notizie fresche sulla pubblicazione cartacea e seguire anche con maggiore frequenza i numerosi aggiornamenti sul portare di riferimento. La collaborazione, inoltre, darà con il tempo anche la possibilità di “esportare” alcune delle scoperte di INDIEce contribuendo ad ampliare il bacino della indie music.

http://www.pnpmag.ch

http://www.salvioni.ch

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PERCHÉ RICH ROBINSON: Blues-rock che rincorre – e forse non potrebbe essere altrimenti vista l’esperienza dei Black Crowes – da un lato gli Allman Brothers e dall’altro la viva necessità di cambiamento insita in ogni artista. C’è rispetto al più recente passato solista la volontà di seguire definitivamente un imprinting folk-rock senza però avere alcuna fretta di inseguire la forma perfetta della ballad. Anzi, sono proprio le “titubanze” lungo il percorso a fornire al lavoro i migliori momenti. Il southern rock dall’impronta psichedelica rimane in sottofondo (e con esso la chitarra di Rich) a ricordare il passato e a fornire un’ottima fondamenta per il futuro.

RICH ROBINSON, The Ceaseless Sight, The End 2014 (in streaming sul sito del magazine Rolling Stone)

http://www.richrobinson.net

https://www.facebook.com/richrobinsonmusic

http://theendrecords.com

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PERCHÉ ROO & THE HOWL: Dell’esordiente ha solo la novità (e, aggiungerei il nome d’arte piuttosto insolito), ma per il resto non ha davvero nulla da invidiare ai colleghi che già da tempo l’hanno preceduta. Bekah Wagner, folk singer del Colorado, svela un tocco delicato capace di portare il country a staccarsi dalle sue ostinate radici per spiccare il volo sulle ali di una flebile corrente psichedelica. Con gentilezza si spinge fino alle propaggini sonore del sole per poi, dopo averne scucito i segreti, affrontare una dolce discesa in compagnia degli Howl. In questo album onirico e al tempo stesso terreno c’è anche spazio anche per un’intima e suggestiva cover di Good Times, Bad Times dei Rolling Stones.

ROO & THE HOWL, Me/We, Freedom House 2014

http://www.rooandthehowl.com

https://www.facebook.com/rooandthehowl

FREE DOWNLOAD: http://noisetrade.com

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PERCHÉ I PAN DEL DIAVOLO: Un album che in maniera assolutamente casserole guarda con affettuosa incoscienza all’affollato panorama sonoro italiano degli anni Settanta. Per tutta la sua durata si percepisce distintamente la voglia di del duo palermitano di “fare viaggiare” l’ascoltatore fino a fargli  provare tutte quelle sensazioni che hanno ispirato la stesura dell’opera stessa. A volere azzardare, FolkRockaBoom suona un po’ come la colonna sonora di un western movie psichedelico stile Blueberry. Un’avventura, comunque la vogliate intendere, da provare in nome della musica.

PAN DEL DIAVOLO, FolkRockaBoom, La tempesta 2014

http://www.ilpandeldiavolo.it/blog

https://www.facebook.com/pages/il-Pan-del-Diavolo/231362362189

http://www.latempesta.org

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PERCHÉ DAVIDE TOSCHES: Con il tatto e la profondità di un poeta intimista Davide Tosches dischiude per noi scorci di vita che, oggi più di ieri, sarebbe un grave errore dare per scontati. Luci della città distante vive di un folk-rock diretto ed irrazionale che spinge la musica ad andare a ritmo con l’esistenza e l’esistente, qualunque sia l’esito della loro traiettoria. Lontano da ogni forma di protagonismo, l’autore non manca occasione di offrirsi al pubblico incoraggiando, al contempo, l’ascoltatore a fare lo stesso in un processo di perfetta osmosi sonora e sentimentale che mantiene qualcosa del rito catartico.

DAVIDE TOSCHES, Luci della città distante, Controrecords 2014

http://davidetosches.com

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PERCHÉ PAOLO PREITE: Coadiuvato da un musicista del calibro di Fernando Saunders, già collaboratore di Lou Reed, Jeff Beck, Ian Hammer, Jimmy Page, il cantautore romano propone un folk bene instradato alla maturità artistica che da un lato accarezza inevitabilmente reminiscenze dylaniane e dall’altro dimostra di possedere il magico tocco pop di Sing dei Travis. Ed è proprio questa innata apertura e predisposizione alla melodia che permette a I Wanna Hold Your Hands e Mary, i due singoli che anticipano l’album previsto entro l’anno, di crescere di ascolto in ascolto aumentando la curiosità intorno a questo debutto discografico.

PAOLO PREITE, I Wanna Hold Your Hands (single) Romae Mary (Single), 2013-14

http://www.paolopreite.net

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PERCHÉ THE PALE AND THE STARS: Giusto un assaggio – e verrebbe da dire con spontaneità, “Caspita, che assaggio!” – dell’album che uscirà nel corso dell’anno. Allan Guish and Martin Weißwange, duo berlinese che risponde al nome di Pale and the Stars, lascia con generosità traccia di sé sul web con un’intensa e intima session acustica che, in realtà, di “non finito” o “abborracciato” ha davvero nulla: ritmi e melodie frizzanti come l’aria mattutina accompagnano voci che comunicano la spensieratezza e la gioia di essere artisti nonostante tutto. A basso e chitarra spesso si affiancano baldanzose percussioni in un gioco musicale che, senza girarci troppo intorno, ricorda il più sperimentale Damon Albarn.

THE PALE AND THE STARS, Idle Sun Acoustic Sessions, 2014

http://www.pale-stars.de

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