Archives for posts with tag: Detroit

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Pubblico in crescita per la manifestazione musicale/teatrale JOE COLOMBO racconta il blues in scena al Teatro LabArca di Anna Bonel con la partecipazione del Meeting delle etichette indipendenti di Faenza. La seconda data della serie – in totale quattro serate che si concluderanno il prossimo 4 aprile – ha visto il bluesman elvetico imbracciare la sua Fender Stratocaster turchese e rivisitare insieme all’esordiente Kasia Skoczek e al batterista Tony Rotta i classici del repertorio dell’urban blues. La performance – intrisa di esaltanti momenti di improvvisazione dettati dalla sensibilità strumentale del band leader ottimamente assecondato dalla fantasia ritmica di Rotta – è stata una vetrina per la Skoczek parsa particolarmente a suo agio sui testi blues più ironici come Chevrolet della coppia Lonnie & Ed Young. Il repertorio non certo facile – Muddy Waters, Etta James e John Lee Hooker, redivivi nei testi teatrali di Matteo Ceschi interpretati da Anna Bonel – può avere contribuito a gettare le fondamenta per la nascita di una nuova band. Si ritengano allora fortunati quanti vi hanno assistito e, in futuro, lo potranno raccontare.

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Pochi giorni al nuovo appuntamento della rassegna musicale-teatrale JOE COLOMBO racconta il blues (al Teatro LabArca di Anna Bonel in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza). Dopo il buon successo della prima data, dedicata al Mississippi Delta Blues, c’è attesa per venerdì 14 (ore 19:30) quando le chitarre del bluesman elvetico intoneranno le atmosfere urbane e cariche di presagi elettrici del blues di Chicago e di Detroit. Alle novità musicali fa eco un allargamento della line-up, che oltre alla cantante Kasia Skoczek includerà, per l’occasione, anche il batterista/percussionista Tony Rotta. Testi di Matteo Ceschi. Regia di Matteo Ceschi, Anna Bonel e Giacomo Bertazzoni.

L’appuntamento è fissato per il 14 febbraio alle 19:30, giorno di S. Valentino, al Teatro LabArca di Anna Bonel, in via Marco D’Oggiono 1 a Milano. Ingresso: 12 €.

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PERCHÉ GLI UGLY HEROES: Qualcuno tempo fa disse che l’hip-hop era morto nel 1996. Per molto tempo non è stato difficile dargli ragione, ma ora le cose sono cambiate. Apollo Brown, DJ e producer di Detroit, ha unito le forze con i rapper Red Pill, anche lui della Motor City, e Verbal Kent, della vicina Chicago, sfornando un album che fin dalle prime battute si merita la definizione di “classico.” Un esordio, si fa per dire, che, a cominciare dalla ragnatela di samples malinconici, evoca la natura metropolitana del rap ed è – ringraziamo il Godfather of Soul – capace di restituire ai b-boys all’ascolto quella dignità tutta “street” a lungo smarrita. “Heavy blue collar raps over nasty beats.”

ENGLISH: Someone, long time ago, said that hip-hop was dead in 1996. For a long time it was not difficult to agree with him, but now, fortunately, things have changed. DJ and producer Apollo Brown, from Detroit, has joined forces with rapper Red Pill, who is from Motor City as well, and Verbal Kent, of nearby Chicago, churning out an album that right from the start deserves to be called a “classic.” A debut, so to speak, which, starting from an intricate web of melancholic samples, evokes the strictly urban nature of rap music. The Ugly Heroes are able – the Godfather of Soul and their technical and verbal skills be thanked! – to restore to b-boys a too long-lost street dignity. As the turquoise label on the cover announces: “Heavy blue collar nasty raps over beats.”

UGLY HEORES, Ugly Heroes, Mello Music Group/Fatbeats 2013

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PERCHÉ JACK WHITE: La fine dei White Stripes avrebbe potuto infliggere al rocker di Detroit un mortale colpo. Sia dal punto di vista artistico che affettivo. Nulla di ciò, però, è accaduto, anzi. L’esordio solista conferma quanto di buono fatto in passato e amplia ulteriormente gli orizzonti di Mr. White ora al lavoro contemporaneamente con due differenti band. Il risultato? Un denso e a tratti leggermente plumbeo ritratto di esistenzialismo garage.

JACK WHITE, Blunderbuss, Third Man Records/XL 2012

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PERCHÉ I DETROIT COBRAS: Un rock con radici country e un’attitudine assolutamente garage. La band di Rachel Nagy, cantante di Detroit con un passato da macellaia, taglia e affetta la tradizione a brandelli restituendo alla musica la sua originaria dimensione di divertimento. Non c’è spazio per nessun fronzolo o virtuosismo: così come vengono suonate le canzoni arrivano a destinazione. Musica appena frollata!

DETROIT COBRAS, 7 Easy Pieces EP, Rough Trade Records 2007

DETROIT COBRAS, Tied & True, Rough Trade Records 2007

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