Archives for posts with tag: casserole rock

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PERCHÉ SICK TAMBURO: Non ci sono dubbi che le dieci tracce spingono la formazione di Pordenone a sperimentare ancora più in direzione di una una forma cantautorato rock che sfugge ogni gabbia discografica in nome di una totale e provocatoria libertà d’espressione: le produzione, sospese tra sound casserole e un approccio lo-fi tipo che ha nei newyorkesi Sonic Youth l’unico possibile riferimento, sostengono lyrics malate di quotidianità. Durante l’ascolto di Senza Vergogna percepirete distintamente il cocciuto incedere di un tarlo rock che, di piega in piega, raggiungerà il centro del cervello per violare “ghiandola musicale” e regalarvi l’ebbrezza dell’incertezza sonora.

SICK TAMBURO, Senza Vergogna, La Tempesta Dischi 2014

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http://www.latempesta.org

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PERCHÉ I NIGGA RADIO: Da Catania un rovente mix mediterraneo di blues e garage rock all’insegna dei suoni e degli arrangiamenti casserole che ricordano il primo Tricky. Il disco letteralmente scalpita come uno stallone selvaggio costretto a un giro sui tizzoni roventi dell’Etna riempendo l’etere di promettenti sensazioni sonore. <Il prossimo brano… sarà ancora meglio!>, viene spontaneamente da dire. La band spinta dalle chitarre di Daniele Grasso e dalla graffiante voce soul di Vanessa “Goldie” Pappalardo passa per un istante accanto a Robert Johnson per poi correre a depredare quel tesoro psichedelico che inevitabilmente impone a chi suona e a chi ascolta di ampliare l’orizzonte. E se, alla fine, anche in Italia avessimo trovato qualcuno in grado di suonare con l’innata curiosità di Jack White?

NIGGA RADIO, ‘na storia, DCave Records/Lunatik 2014

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http://www.dcaverecords.com

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PERCHÉ G-FAST: Un blues sperimentale, al limite del noise-rock, ruvido e sfrontato si infarcisce di distorsioni e di inserti elettronici tanto da azzardare alcuni paragoni con i White Zombie. L’approccio di Gianluca Fasteni, assolutamente freak e visionario, è votato a una concezione della musica squisitamente lo-fi e “casserole.” Ascoltando Go to M.A.R.S. si intuisce anche una certa predisposizione dell’artista one man band meneghino verso la psych music con tutte le sue derive creative e percettive e, non ultima, una simpatia, mai nascosta, per il sincretismo onnivoro del pop.

G-FAST, Go to M.A.R.S., La Fabbrica/Audioglobe  2014

http://www.g-fast.net

https://www.facebook.com/GFastOfficial

http://www.la-fabbrica.org

Recensione su Musica & Dischi, febbraio 2014
(http://www.musicaedischi.it)

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PERCHÉ I COTONE DI FUKUSHIMA: Si definiscono “un progetto di improvvisazione atonale e rock sperimentale” e lo fanno consapevoli dell’eventualità di stupire quanti si sintonizzeranno all’ascolto. Armati di coraggio artistico, chitarra elettrica, batteria e di quant’altro sia loro capitato a tiro, Carlo Saiu e Stefano Muscas danno vita all’esperimento totale di musica casserole. Raramente il trend noise è stato così vicino alla sensibilità e al gradimento dell’orecchio.

IL COTONE DI FUKUSHIMA, Scie, 2013

http://ilcotonedifukushima.bandcamp.com

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PERCHÉ I NEKO AT STELLA: Quasi annunciati dalla bella copertina del samurai felino i fiorentini Glauco Boato e Jacopo Massangioli assalgono il pubblico con un robusto casserole rock che talvolta scivola in un blues primordiale e altre si impenna verso gli eccessi dello stoner rock. Una musica ruvida e sincera che evita compromessi discografici e spazza via ansie da prestazione.

NEKO AT STELLA, Neko at Stella, Dischi Soviet Studio 2013

http://www.facebook.com/nekoatstella

http://www.dischisovietstudio.it