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Solo

PERCHÉ GLI OVLOV: Schiacciando il tasto PLAY rimarrete stregati dall’incredibile amalgama vocale e sonoro degli Ovlov, capace di colorare di delicate sfumature pop la tradizione rock senza renderla per questo stucchevole come richiesto dalle leggi del mercato. Il disco, quasi fosse stato partorito nelle viscere della contemporaneità, racchiude quella variopinta eterogeneità che agita ogni metropoli del XXI secolo che ambisca ad essere chiamata così. I richiami al sound new yorkese sono inevitabili – a produrre l’album e ad accompagnare la band è stato l’ex-Smiths Andy Rourke ora fisso nella Grande mela – ma nel corso dell’ascolto ci si rende presto conto che non rappresentano affatto un soffocante limite alla volonta di esprimersi senza alcun limite degli Ovlov. Non volete credermi? Provate a trovare il tempo di poggiare le vostre pigre orecchie su Fall Down, con la chitarra di Xabier Iriondo, e su Delicious, un brano degno dei migliori Blondie. Nel complesso i 34 minuti di Solo vi regaleranno sorprese, e perché no, persino qualche gioia inaspettata vista la profonda venature sensuale che la cantante e chitarrista Luisa Pangrazio ha saputo infondere in tutto il lavoro.

OVLOV, Solo, RedCarpet/Volume UP

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PERCHÉ ANGELA KINCZLY: Anche se la passione rock spesso – personalmente aggiungerei troppo – è inquadrata in morbide forme da cantautore, la vera anima di Angela Kinczley non fatica ad emergere nelle occasioni in cui il fiotto creativo scaturisce in maniera più spontanea e incontrollata. In questi casi, e solo in questi, la canzone si spinge verso un’anarchica e sinuosa forma dai contorni femminili ma dalla forza tutt’altro che “gentile”. Rimane, allora, solo la curiosità di vedere l’artista “a briglie sciolte”, scevra di arrangiamenti e di inibizioni scatenare l’emozione del rock nella sua forma più pura.

ANGELA KINCZLY, La visita, Qui base luna 2014

http://www.angelakinczly.com

http://www.quibaseluna.com

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PERCHÉ SIQUE&PETROL: Il duo italiano formato da Silvia Dallera e Alessandro Pedretti, ricorda, e non potrebbe essere altrimenti, gli Everything but the Girl ma al contempo si rende autore di una vivace quanto sorprendete serie di improvvisazioni elettro-acustiche in perfetto stile trip-hop e di convincenti esternazioni melodiche pop. Il mélange minimale che scaturisce da queste scelte spinge l’album ben distante da quel “suono fantasma” citato nel titolo; anzi, l’abilità della formazione, risiede proprio nella capacità immediata di dare corpo e calore a quei sentimenti che altrimenti suonerebbe freddi e distanti come una cartolina sbiadita dal passato. Il lavoro di Sique&Petrol, alla fine, parla invece perfettamente la lingua del presente e del futuro.

SIQUE&PETROL, Suono fantasma, 2014

https://www.facebook.com/SiQuePetrol