Archives for posts with tag: blues-rock

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“Rivoluzionario come Jerry Lee Lewis e audace come i più ruvidi Stones. Quando il genio è genuino non si discute!” Matteo Ceschi (M&D)

JACK WHITE, Lazaretto, Third Man Records – COMING SOON –

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PERCHÉ PINO SCOTTO: Un’anima dannatamente blues accompagna l’ennesima prova di forza contaminando tutto quello che incontra sul suo cammino. Compreso il rock. In un impulso di generosità, il rocker di Monte di Procida dischiude il suo cuore traboccante di passione e idealmente offre al pubblico la sua collezione privata di dischi per un’operazione discografica che di revival non ha proprio nulla: grandi nomi della scena italiana e internazionale, da Tenco a Willie Dixon passando per Elvis Presley, vengono profondamente amati, ancor prima di essere suonati in una gioiosa festa della musica, da Scotto e da un agguerrito manipolo di amici accorsi per dire la loro. Il tutto è arricchito dall’eccellente produzione di Oliviero Riva che esalta in eguale misura, aspetto da non dare affatto per scontato, la voce e gli strumenti. I “vuoti di memoria” del titolo, evidentemente auto-ironici, vengono presto riempiti.

PINO SCOTTO, Vuoti di memoria, Valery Records 2014

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PERCHÉ MARCO MATI & STEFANO MORELLI: Due artisti in un unico disco. Una trovata discografica suggestiva per bagnare un doppio esordio in tempo di crisi che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, regge perfettamente la prova del mercato e lancia interessanti proposte sonore. A unire il caleidoscopico feeling soul-blues del milanese Marco Mati e l’animo gentile del partenopeo Stefano Morelli è un’idea di ritmo vagabondo e sornione che ha in personaggi come Ben Harper e Jack Johnson i modelli ideali di libertà d’espressione. A celebrare questo incontro, non un luogo fisico ma profonda sensibilità pop che, sono sicuro, porterà fortuna a Split.

MARCO MATI & STEFANO MORELLI, Split, Lapidarie Incisioni 2014

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PERCHÉ I PAN DEL DIAVOLO: Un album che in maniera assolutamente casserole guarda con affettuosa incoscienza all’affollato panorama sonoro italiano degli anni Settanta. Per tutta la sua durata si percepisce distintamente la voglia di del duo palermitano di “fare viaggiare” l’ascoltatore fino a fargli  provare tutte quelle sensazioni che hanno ispirato la stesura dell’opera stessa. A volere azzardare, FolkRockaBoom suona un po’ come la colonna sonora di un western movie psichedelico stile Blueberry. Un’avventura, comunque la vogliate intendere, da provare in nome della musica.

PAN DEL DIAVOLO, FolkRockaBoom, La tempesta 2014

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… Jack White torna a stupire.
“Rivoluzionario come Jerry Lee Lewis e audace come i più ruvidi Stones. Quando il genio è genuino non si discute!” Matteo Ceschi (M&D)

JACK WHITE, Lazaretto, Third Man Records – COMING SOON –

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PERCHÉ I NIGGA RADIO: Da Catania un rovente mix mediterraneo di blues e garage rock all’insegna dei suoni e degli arrangiamenti casserole che ricordano il primo Tricky. Il disco letteralmente scalpita come uno stallone selvaggio costretto a un giro sui tizzoni roventi dell’Etna riempendo l’etere di promettenti sensazioni sonore. <Il prossimo brano… sarà ancora meglio!>, viene spontaneamente da dire. La band spinta dalle chitarre di Daniele Grasso e dalla graffiante voce soul di Vanessa “Goldie” Pappalardo passa per un istante accanto a Robert Johnson per poi correre a depredare quel tesoro psichedelico che inevitabilmente impone a chi suona e a chi ascolta di ampliare l’orizzonte. E se, alla fine, anche in Italia avessimo trovato qualcuno in grado di suonare con l’innata curiosità di Jack White?

NIGGA RADIO, ‘na storia, DCave Records/Lunatik 2014

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Lo scorso venerdì al Teatro LabArca di Milano si è conclusa la rassegna JOE COLOMBO racconta il blues. L’ultima e intensa performance – che ha visto il bluesman elvetico scatenarsi come non mai insieme all’ottimo Flavio Piantoni al basso – ha confermato ancora una volta l’alto livello del progetto musicale/teatrale ideato dallo stesso musicista insieme a Matteo Ceschi, Anna Bonel e Giacomo Bertazzoni. A poche ore dalla conclusione della fortunata serie, Ceschi e Bonel hanno fatto sapere di essere già al lavoro per una nuova serie di incontri dedicati al blues e al soul forti dell’ottimo riscontro di pubblico e della preziosa partnership con il Meeting delle etichette indipendenti. E proprio a Faenza, sede storica del MEI, il prossimo fine settembre potrebbe andare in scena, udite, udite, una data aggiuntiva, la quinta, dello show di Colombo.

In un clima ricco di propositi per il futuro, un pensiero speciale va a Kasia Skoczek, Tony Rotta, Joe Valeriano, Flavio Piantoni, gli artisti che nel corso delle quattro serate hanno accompagnato Joe Colombo arricchendo l’offerta musicale e all’attrice Lisa Capaccioli.

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Chiudiamo, infine, con un saluto affettuoso al numeroso e caloroso pubblico (venuto anche da lontano) e agli amici che hanno reso possibile con il loro contributo la riuscita dello spettacolo. Un grazie di cuore spetta a Angela Zorzi e Francesco Strassoldo (sempre presenti con le loro telecamere), a Giordano Sangiorgi del MEI, Denise Nani, Fernando Prageeth, a Patrizia, Antonella e Cristina di Ari Ecoidee, agli amici di Rossetti Records di Milano, a Luigi Bolognini de La Repubblica e Fabio Baldo de La Provincia di Cremona, al settimanale Panorama e alla redazione di Radio Popolare.

CHE IL BLUES VI ACCOMPAGNI LUNGO LA STRADA…

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Ebbene, eccoci infine arrivati all’ultima escursione nel blues! Domani, 4 aprile, Joe Colombo concluderà il suo JOE COLOMBO racconta il blues (realizzato in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) al Teatro LabArca di Milano. L’appuntamento sarà, utilizzando un’espressione cara all’orso Yoghi, di quelli ghiotti: per l’occasione il bluesman e chitarrista elvetico, infatti, oltre a interpretare brani di artisti del calibro di Stevie Ray Vaughan, Chris Duarte e Gary Clark Jr., proporrà una lunga sequenza di composizioni originali realizzate nel corso della carriera e testate più volte di fronte al pubblico statunitense. Allora, cosa aspettate a venire a scoprire il lato più intimo del blues di Joe Colombo?

Ospiti della serata il bassista e compositore Flavio Piantoni e la cantante polacca Kasia Skoczek.

Vi aspettiamo numerosi domani, venerdì 4 APRILE, al Teatro LabArca di Anna Bonel in via Marco D’Oggiono 1 a Milano. INGRESSO: 12 €

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PERCHÉ I SAMCRO: Da Arezzo arriva questo duo abrasivo e massiccio – nel groove e nel fisico – che sa miscelare in un affascinante mix nostrano i riff selvaggi degli AC DC degli esordi, i Litfiba e il mood sgangherato dei bluesmen erranti delle paludi della Louisiana. Consci del fatto che il pane in Toscana lo si fa “sciapo”, Mario Caruso e Nicola Cigolini hanno pensato bene di arricchirne il gusto affondando le mani e con esse gli strumenti in un paniere ricco di saporite e piccanti spezie sonore. Con la bravura di un navigato chef e la brutale concretezza di un macellaio voodoo, il duo canta e suona come pochi altri sono riusciti a fare nella patria della canzone e della canzonetta. Possenti fondamenta per il nuovo rock italiano.

SAMCRO, Terrestre, Soffici Dischi/Audioglobe 2014

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Dopo gli incoraggianti dati al botteghino per le prime due serate, la terza data dello spettacolo JOE COLOMBO racconta il blues (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) ha fatto segnare il primo sold out al Teatro LabArca di Milano. La performance elettro-acustica di Colombo è stata impreziosita dall’irresistibile verve ritmica dell’amico e veterano Joe Valeriano. A rendere ancora più speciale la serata del duo, il numerosissimo pubblico che, in vena rievocazioni collettive stile Woodstock, è stato capace di “tirare fuori agli artisti” esecuzioni tanto intense quanto uniche dei brani dei Rolling Stones e di Jimi Hendrix. Nell’ora e mezza di show musicale-teatrale – che ha segnato il debutto sul palco del LabArca della brava Lisa Capaccioli ai testi – c’è stato anche spazio per Kasia Skoczek che ha infuso una ventata di freschezza a Midnight Rider degli Allman Brothers.

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Prossimo appuntamento, l’ultimo della serie intitolato “Generation Blues 2.0”, il 4 aprile alle 19:30 con le opere di Stevie Ray Vaughan, Jeff Healey, Derek Trucks, Gary Clark Jr., Chris Duarte e Doyle Bramhall II.

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