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pierpaolo capovilla

Alcune brevi riflessioni con esponenti del mondo indie italiano sul possibile ruolo delle piattaforme e degli aggregatori digitali. Partecipano Pierpaolo Capovilla del Teatro degli orrori, Ercole Gentile dell’agenzia VolumeUP Music Agency, gli Appaloosa e Eni?gma, socio fondatore della Machete Empire Records.

EG: Devo dire che per i prodotti italiani è davvero difficile arrivare ad avere visibilità all’estero senza avere alle spalle una struttura appositamente pensata per la promozione e l’organizzazione di tour. Senza tutto questo lavoro, ritengo,che gli aggregatori e le piattaforme web non cambino molto la vita.

PPC: Questo credo sia un punto dolente. Non mi sembra aiutino un gran ché. Forse per niente. Ma è solo la mia opinione, un parere, lo ammetto, un profano. Portare la musica italiana all’estero, ti parlo della mia esperienza, è qualcosa di molto simile all’utopia. Un vero peccato.

APP: Grazie all’era della comunicazione digitale tutto si è fatto molto più semplice, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Non cʼè da distinguere il “prodotto” italiano da altri “prodotti” fuori dall’Italia, facendo così ci si pone molte meno domande e si valuta semplicemente se la cosa funziona o meno.

EN: Credo che possa aiutare molto, ma a conti fatti probabilmente è ancora un po’ presto per tirare le somme. Da qui a due anni, sono convinto, che potremmo comunque esportare già molta più musica di qualità grazie alle possibilità offerte dagli dal digitale.

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Sul numero di febbraio del mensile Musica&Dischi, potrete leggere un dossier dedicato al mondo delle produzioni indipendenti italiane firmato da Matteo Ceschi con interventi di Leonardo Giacomelli (Black Candy), Appaloosa, Pierpaolo Capovilla, il rapper En?gma, il promoter Ercole Gentile (VolumeUP) e Gianni Chicchi (Qui base luna). Buona lettura!

http://www.musicaedischi.it

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PERCHÉ GLI WEMEN: A contraddistinguerli un’aggressività poetica che spinge il rock verso incerti e affascinanti scenari artistici. Gli Wemen vi cattureranno per la loro sana fame di vita in grado di intaccare anche le poche regole della scena alternative con una fitta pioggia di schegge di post-grunge. Immancabile il riferimento ai newyorkesi Radio 4 sebbene, lo si deve ammettere per onestà di giudizio, la band non smetta mai di lottare per la propria originalità.

WEMEN, Albanian Paisley Underground, Black Candy 2013

http://wemenband.tumblr.com

https://www.facebook.com/welovewemen

http://www.blackcandy.it

http://www.blaluca.com