Archives for posts with tag: autoproduzioni

Eva's Milk

PERCHÉ GLI EVA’S MILK: Provate ad immaginare i Subsonica immersi in una rarefatta atmosfera spaghetti western. Aggiungete quindi all’amalgama sonoro risultante un pizzico di mood psichedelico e di post-grunge dal gusto ostentato ed avrete un’esatta posizione degli Eva’s Milk sul mappamondo. Il trio di Novara dimostra di non avere paura di esplorare i valichi di confine e di scivolare verso nuove terre sonore dove alla libertà di saggiare nuove forme si accompagna la voglia di preservare “il vecchio” in quanto fondamenta storica. Nonostante questa delicata operazione – il rischio di scindersi e perdersi nelle pieghe del tempo è evidente – gli Eva’s Milk illustrano una nuova modalità di vita nel mainstream: senza appartenere al passato ma nemmeno al futuro Andrea Zanolli, Paolo Contribunale e Lorenzo Stangalini abbracciano incondizionatamente il presente restituendo ossigeno a una musica soffocata dai numeri e dai rigidi schemi catodici.

EVA’S MILK, Eva’s Milk, Fuego Records/Zebralution

https://it-it.facebook.com/evasmilk

http://www.fuego.de

Advertisements

Image

PERCHÉ I GELFISH: Se la carta vetrata potesse emettere note e strofe lo farebbe con la forza abrasiva degli abruzzesi Gelfish. Un mix micidiale che unisce incoscientemente i Placebo, White Zombie, Marilyn Manson e un sotterraneo fiume di appiccicoso funk si unisce in uno sconcio matrimonio con la figlia minorenne del post-grunge. La liaison appena descritta rappresenta solo l’antipasto di un EP che al momento, nel campo dell’hardcore e del crossover, non ha credibili antagonisti lungo lo stivale. Non date nulla per scontato. E se mai doveste farlo, preparatevi a essere rovinosamente travolti dalla loro presenza ritmica.

GELFISH, Hungry, 2014

https://www.facebook.com/GELFISH

Image

PERCHÉ ALEX USAI: Una voce che si divide tra Stevie Wonder e il più sornione Chris Rea già da sola potrebbe essere un ottimo biglietto da visita. Ma in quest’album c’è molto di più: accanto alle interessanti interpretazioni canore del band leader, abile con la chitarra quanto con la voce, c’è il groove funky-jazz prodotto dalle tastiere vintage di Alberto Gurrisi e dal basso di Ivo Barbieri. Da questo incontro scaturisce un disco raffinato quel tanto da non perdere però la sua schiettezza. Alla base di tutto, ovviamente, rimane il blues ma, come si sa, le “strade del diavolo” portano spesso lontano e in direzioni inaspettate.

ALEX USAI BLUES BAND, Blues Tale, 2014

http://www.alexusai.com

https://www.facebook.com/pages/Alex-Usai/514642518600554?fref=ts

Image

PERCHÉ KATSUDOJI: Un ibrido tra i Devo e i Foo Fighters che guarda con uguale interesse sia al rock che alle infinite derive minoritarie della musica popular del tardo Novecento come il punk e una certa new vawe anni Ottanta. L’imprinting è decisamente internazionale – la band italiana muove i suoi primi passi a Berlino – ma il gusto per un impertinente sarcasmo sonoro è inequivocabilmente “italico” nella misura in cui la critica sociale è sostenuta costantemente da un divertito e partecipato modo di fare musica. A quanti fossero rimasti incuriositi da queste parole scritte in libertà, non rimane che correre ad ascoltare i Katsudoji (senza, però, arrovellarsi troppo nella ricerca di una corretta pronuncia del loro nome).

KATSUDOJI, Persi EP, 2014

http://www.katsudoji.org

https://www.facebook.com/katsudoji

Image

PERCHÉ PAOLO PREITE: Coadiuvato da un musicista del calibro di Fernando Saunders, già collaboratore di Lou Reed, Jeff Beck, Ian Hammer, Jimmy Page, il cantautore romano propone un folk bene instradato alla maturità artistica che da un lato accarezza inevitabilmente reminiscenze dylaniane e dall’altro dimostra di possedere il magico tocco pop di Sing dei Travis. Ed è proprio questa innata apertura e predisposizione alla melodia che permette a I Wanna Hold Your Hands e Mary, i due singoli che anticipano l’album previsto entro l’anno, di crescere di ascolto in ascolto aumentando la curiosità intorno a questo debutto discografico.

PAOLO PREITE, I Wanna Hold Your Hands (single) Romae Mary (Single), 2013-14

http://www.paolopreite.net

https://www.facebook.com/pages/Paolo-Preite/187837641296893

Image

PERCHÉ THE PALE AND THE STARS: Giusto un assaggio – e verrebbe da dire con spontaneità, “Caspita, che assaggio!” – dell’album che uscirà nel corso dell’anno. Allan Guish and Martin Weißwange, duo berlinese che risponde al nome di Pale and the Stars, lascia con generosità traccia di sé sul web con un’intensa e intima session acustica che, in realtà, di “non finito” o “abborracciato” ha davvero nulla: ritmi e melodie frizzanti come l’aria mattutina accompagnano voci che comunicano la spensieratezza e la gioia di essere artisti nonostante tutto. A basso e chitarra spesso si affiancano baldanzose percussioni in un gioco musicale che, senza girarci troppo intorno, ricorda il più sperimentale Damon Albarn.

THE PALE AND THE STARS, Idle Sun Acoustic Sessions, 2014

http://www.pale-stars.de

https://www.facebook.com/pages/The-Pale-and-the-Stars/649731481726228?fref=ts

Free download: http://noisetrade.com

Image

PERCHÉ SIQUE&PETROL: Il duo italiano formato da Silvia Dallera e Alessandro Pedretti, ricorda, e non potrebbe essere altrimenti, gli Everything but the Girl ma al contempo si rende autore di una vivace quanto sorprendete serie di improvvisazioni elettro-acustiche in perfetto stile trip-hop e di convincenti esternazioni melodiche pop. Il mélange minimale che scaturisce da queste scelte spinge l’album ben distante da quel “suono fantasma” citato nel titolo; anzi, l’abilità della formazione, risiede proprio nella capacità immediata di dare corpo e calore a quei sentimenti che altrimenti suonerebbe freddi e distanti come una cartolina sbiadita dal passato. Il lavoro di Sique&Petrol, alla fine, parla invece perfettamente la lingua del presente e del futuro.

SIQUE&PETROL, Suono fantasma, 2014

https://www.facebook.com/SiQuePetrol

Image

PERCHÉ GLI EX-OTAGO: Guidati dalla voce originale di Maurizio Carucci, capace di tonalità che ricordano molto la tradizione canora degli anni Settanta, i genovesi Ex-Otago lanciano un concetto di musica semplice in cui il “divertimento ritmico” rappresenta la chiave per accedere a qualunque luogo e genere sonoro. La preferenza per gli strumenti acustici, tratto distintivo di questo lavoro, non preclude però totalmente l’utilizzo dell’elettronica che resiste e contribuisce a sottolineare un naturale passaggio artistico dalle atmosfere metropolitane a quelle agresti più ariose e libere. Un album “sospeso”, capace di conquistare con il suo precario equilibrio nuovo pubblico ad ogni ascolto.

EX-OTAGO, In capo al mondo, Officine Ex-Otago/Audioglobe 2014

http://ex-otago.tumblr.com

https://it-it.facebook.com/pages/Ex-Otago/25442634061

http://www.audioglobe.it/

Image

PERCHÉ I CAROUSEL: Jackson Phillips e Kevin Friedman riprendono senza pudori i suoni che hanno fatto la fortuna della musica pop anni Ottanta (inclusi quelli di alcune note colonne sonore) e senza esitazioni decidono di unirli in matrimonio con l’incredibile tocco sornione del “French Touch”. Il risultato, un ibrido decisamente orecchiabile, non deve, però, distogliere l’attenzione dalle numerose sfumature originali che riescono a fare di questo dance patchwork una sicura fonte di divertimento. I Carousel, bisogna ammettere, sanno mantenere senza ambire alla perfezione  tutto il calore della dance nelle loro creazioni.

CAROUSEL, Palms, 2013

http://carouselmusicpage.com/

https://www.facebook.com/Carouselmusicpage

Free download: http://noisetrade.com

Image

Stando alla stampa inglese non c’è affatto da scherzare con i ratti mutanti! I Super Apes sembrano non avere preso sul serio l’allarme lanciato dai giornalisti, anzi, hanno trovato nella notizia la scintilla giusta per accendere il loro nuovo brano. Rise of the Mutant Rats ha da un lato i suoni elettronici e i colori al neon degli intramontabili arcade, dall’altro la ritmica ipnotica della musica dub capace di penetrare anche l’orecchio più duro.

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com