Archives for posts with tag: alternative pop

Super Apes new single cover_easy

Dopo una lunga pausa di meditazione artistica, il duo dub-punk londinese (ma di origine italiana) dei Super Apes apre le porte a un nuovo membro, Ivan Colella alla batteria, e a inedite sonorità. Se il nuovo singolo DiscoShame, infatti, si affaccia con curiosità felina su una electro-disco dalle esagerate sfumature trash-kitsch che riporta alla mente la Germania in bilico tra Est e Ovest, il B-side, Here Lies Bob Dylan, non fa che confermare l’eclettica tradizione avviata da Diego Pratiffi e Davide Simonetti che, resistendo a mode e persone, difende l’idea di un’anarchia sonora degna dei Clash e di Nina Hagen. Che le muse custodiscano il cammino dei Super Apes!

Advertisements

Solo

PERCHÉ GLI OVLOV: Schiacciando il tasto PLAY rimarrete stregati dall’incredibile amalgama vocale e sonoro degli Ovlov, capace di colorare di delicate sfumature pop la tradizione rock senza renderla per questo stucchevole come richiesto dalle leggi del mercato. Il disco, quasi fosse stato partorito nelle viscere della contemporaneità, racchiude quella variopinta eterogeneità che agita ogni metropoli del XXI secolo che ambisca ad essere chiamata così. I richiami al sound new yorkese sono inevitabili – a produrre l’album e ad accompagnare la band è stato l’ex-Smiths Andy Rourke ora fisso nella Grande mela – ma nel corso dell’ascolto ci si rende presto conto che non rappresentano affatto un soffocante limite alla volonta di esprimersi senza alcun limite degli Ovlov. Non volete credermi? Provate a trovare il tempo di poggiare le vostre pigre orecchie su Fall Down, con la chitarra di Xabier Iriondo, e su Delicious, un brano degno dei migliori Blondie. Nel complesso i 34 minuti di Solo vi regaleranno sorprese, e perché no, persino qualche gioia inaspettata vista la profonda venature sensuale che la cantante e chitarrista Luisa Pangrazio ha saputo infondere in tutto il lavoro.

OVLOV, Solo, RedCarpet/Volume UP

https://it-it.facebook.com/ovlovmusic

Violents

PERCHÉ VIOLENTS: Arrivano quasi in sordina da Springfield, Missouri. Ma una volta che avranno violato la vostra intimità musicale perderanno ogni riservatezza per conquistarvi con la raffinatezza incisiva della loro poesia elettronica alternativa. Sospeso in un limbo di rara bellezza, Blush, primo capitolo del progetto del produttore e musicista Jeremy Larson denominato Violents, potrebbe inserirsi come il tassello mancante tra l’innovazione dei primi Massive Attack e le atmosfere malinconiche e un po’ retro di Endtroducing di DJ Shadow. Tra brevi inserti di archi e beat minimali che riportano alla memoria una certa epica degli anni Novanta, la voce di Annie Williams procede sicura ad esplorare le possibilità emotive del genere umano con la sicurezza di chi possiede la certezza di scovare nuovi picchi nascosti. Nel complesso il formato EP, quattro tracce, giova assai a un lavoro che è stato pensato proprio sulla suddetta distanza e che altrimenti rischierebbe di disperdere qua e là preziose informazioni.

VIOLENTS, Blush EP, DashGo 2014-2015

http://violentsmusic.com

http://jeremylarsonmusic.com/category/blog

https://www.facebook.com/DashGo

FREE DOWNLOAD: http://noisetrade.com

OLOF

PERCHÉ ÓLÖF ARNALDS: Se da un lato ricorda certi arrangiamenti à la Mike Oldfield di fine anni Settanta, dall’altro il nuovo disco della cantautrice islandese Ólöf Arnalds mantiene una sua eterea consistenza che lo allontana da ogni paragone spingendo le composizioni verso un territorio inesplorato di confine dove la musica pare sposarsi con il panorama circostante come in un lungometraggio di Hayao Miyazaki. Il tutto viene reso con arrangiamenti che, seppure complessi, suonano all’orecchio meravigliosamente semplici e naturali. Nulla avrebbe potuto essere diverso a meno di non inficiare il risultato finale. Le otto tracce lasceranno chi si dovesse porre all’ascolto con un sentimento al tempo stesso di sorpresa e di familiarità per quello che si è trovato. Se pensavate che la musica islandese si riducesse alla sola Björk o ai Sigur Rós, è giunto il momento di ricredervi e iniziare un nuovo viaggio.

ÓLÖF ARNALDS, Palme, One Little Indian Records 2014

http://olofarnalds.com

https://www.facebook.com/OlofArnalds?fref=ts

http://www.indian.co.uk

Image

PERCHÉ VALERIO LYSANDER: 6 composizioni delicate che propongono per una volta il pop in quella dimensione un po’ ovatta che è tipica invece degli ambienti sonori classici. Un’operazione, quella appena descritta, che riesce alla perfezione perché l’artista italiano trapiantato a Londra lo fa senza perdere mai di vista gli insegnamenti eclettici di Damon Albarn e di Anthony & The Johnsons. Intendiamoci, di strada Mr. Lysander, ne deve ancora fare molta ma questo inizio risulta oltre ogni ombra di dubbio convincente e piacevole. Nell’EP, c’è persino spazio per una breve escursione “cabarettistica” con il brano Risia (You Are so Sweet).

VALERIO LYSANDER, Tidal Mental Head EP, 2014

http://www.valeriolysander.com

https://it-it.facebook.com/ValerioLysander

http://valeriolysander.bandcamp.com/album/tidal-mental-head

Image

PERCHÉ I MELANCOLIA: Il duo formato da Matteo Mancarella e Stefano Sozzo non solo conferma le impressioni suscitate dal singolo Chiave di Plastica (post del 6 gennaio) ma pare ampliare lo spettro della già ricca proposta sonora: sulla matrice art-rock in stile Sigur Rós e Tiromancino si innesca un côté sonoro così leggiadro e a tratti scanzonato da spingere le sfumature bohémienne verso la più esplicita forma del pop. Il passaggio, lungi da rappresentare uno “scivolone”, mostra, invece, una spiccata ma al tempo stesso sobria attitudine a ricercare nel conosciuto la possibile via alla novità. Max Gazzè docet!

MELANCOLIA, Major EP, 2014 (in streaming su YouTube)

https://www.facebook.com/imelancolia90?fref=ts

Image

PERCHÉ SIQUE&PETROL: Il duo italiano formato da Silvia Dallera e Alessandro Pedretti, ricorda, e non potrebbe essere altrimenti, gli Everything but the Girl ma al contempo si rende autore di una vivace quanto sorprendete serie di improvvisazioni elettro-acustiche in perfetto stile trip-hop e di convincenti esternazioni melodiche pop. Il mélange minimale che scaturisce da queste scelte spinge l’album ben distante da quel “suono fantasma” citato nel titolo; anzi, l’abilità della formazione, risiede proprio nella capacità immediata di dare corpo e calore a quei sentimenti che altrimenti suonerebbe freddi e distanti come una cartolina sbiadita dal passato. Il lavoro di Sique&Petrol, alla fine, parla invece perfettamente la lingua del presente e del futuro.

SIQUE&PETROL, Suono fantasma, 2014

https://www.facebook.com/SiQuePetrol

Image

PERCHÉ MASSIMO COPPOLA: Un album libero e ostinatamente ispirato a quell’idea di fusion che ha fatto della sensibilità pop una ragione di vita. I riferimenti sono molteplici e appartengono tutti agli anni Ottanti: Tears for Fears, Prefab Sprout, il primo Sting solista per finire con Sade. Proprio perché forte di questi riferimenti, Massimo Coppola riesce a infondere al lavoro un gusto personale – pur mantenendo però sempre ben ferma l’idea di rendere omaggio a un decennio troppo frequentemente bistratto dal punto di vista musicale – anche quando entra nel campo minato delle cover come in occasione di Pale Shelter scritta appunto da Roland Orzabal and Curt Smith.

MASSIMO COPPOLA, Sinceri oroscopi, Silent Groove 2014

https://it-it.facebook.com/massimo.coppola1

https://www.facebook.com/sincerioroscopi

http://www.silentgroove.com