Archives for posts with tag: Afro-American music

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PERCHÉ PRINCE PO & OH NO: Un’iniezione di rap d’autore firmata dall’ex-Organized Konfusion e dal fratello di Madlib. L’abbondanza di ospiti – l’ex socio di Po(etry), Pharoahe Monch, OC, Sadat X e Roc C – non inficia la tenuta di un lavoro che sul sapiente “saccheggio” della soul music per mezzo dei samples costruisce una solidissima credibilità. Lontano anni luce dalle produzioni patinate delle major, il disco riporta tutto al nocciolo caldo dell’arte verbale di strada: da un lato roventi flow che solcano vigorosamente gli oceani dell’umana condizione, dall’altro groove incalzanti che scandiscono nettamente l’inevitabile coesistenza nel mondo hip-hop di tradizione e innovazione. Familiarmente sorprendente.

ENGLISH: An injection of rap signed by former Organized Konfusion and Madlib’s younger brother. In Animal Serum’s case the abundance of guests artists – the former partner of Po, Pharoahe Monch, OC, Sadat X and Roc C – does not take anything from the fact that this work’s robust credentials are based on the art of using old soul music samples. The disc is light years away from the posh&glossy productions of the majors, and pushes the music back deep into the core of verbal street art: on the one hand hot flows that plough through the oceans of human condition; on the other hand, a relentless groove spelling clearly the inevitable coexistence of tradition and innovation in the hip-hop world. Both familiar and surprising.

PRINCE PO & OH NO, Animal Serum, Wandering Worx 2014

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Pubblico in crescita per la manifestazione musicale/teatrale JOE COLOMBO racconta il blues in scena al Teatro LabArca di Anna Bonel con la partecipazione del Meeting delle etichette indipendenti di Faenza. La seconda data della serie – in totale quattro serate che si concluderanno il prossimo 4 aprile – ha visto il bluesman elvetico imbracciare la sua Fender Stratocaster turchese e rivisitare insieme all’esordiente Kasia Skoczek e al batterista Tony Rotta i classici del repertorio dell’urban blues. La performance – intrisa di esaltanti momenti di improvvisazione dettati dalla sensibilità strumentale del band leader ottimamente assecondato dalla fantasia ritmica di Rotta – è stata una vetrina per la Skoczek parsa particolarmente a suo agio sui testi blues più ironici come Chevrolet della coppia Lonnie & Ed Young. Il repertorio non certo facile – Muddy Waters, Etta James e John Lee Hooker, redivivi nei testi teatrali di Matteo Ceschi interpretati da Anna Bonel – può avere contribuito a gettare le fondamenta per la nascita di una nuova band. Si ritengano allora fortunati quanti vi hanno assistito e, in futuro, lo potranno raccontare.

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PERCHÉ LIZ VICE: Dall’Oregon una delle voci più fresche e interessanti del panorama soul. Liz Vice, che è cresciuta a pane, gospel & soul, prosegue la tradizione delle grandi lady come Odetta affidandosi alla propria incredibile e calda ugola e a quell’ispirazione divina che nel soul, e solo nel soul, trova le simpatie e l’approvazione anche dei numerosi non-credenti. Il disco suona come pochi negli ultimi dieci anni svelando un gusto semplice ma allo stesso tempo squisitamente attento per il ritmo e la melodia. A Liz non rimane che intonare le prime note per “convertire” alla sua visione canora nuovi proseliti. Tutte le canzoni, tranne due, sono scritte da un’altra grande artista delle Deeper Well, il folk singer Josh White.

ENGLISH: From Portland, Oregon, one of the most fresh and exciting voices of contemporary Soul music. Liz Vice, who grew up deep in gospel & soul, continues the tradition of the great soul ladies like Odetta relying on her incredible warm voice and the typical spiritual inspiration of soul to gain the sympathy and approval even of the many non-believers – that’s the magic of soul music. The album sounds like few others in the past decade, revealing a simple taste but at the same time an exquisite attention & love for rhythm & melody. It’s all about singing for Liz, and it takes her just a couple of notes to “convert” new followers to her vision. All the songs, except two, are written by another Deeper Well great artist, folk singer Josh White.

LIZE VICE, There’s a Light, Deeper Well 2013-14

http://deeper-well.com/artists/liz-vice

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Free download: http://noisetrade.com

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Una cronaca musicale, strutturata nell’arco di quattro serate, che ripercorre, grazie a uno dei chitarristi blues più apprezzati del Vecchio Continente, lo svizzero Joe Colombo, la storia della “musica del diavolo” dai campi di cotone alle grandi metropoli contemporanee. Nel corso dei singoli appuntamenti, incentrati sulla performance dal vivo, uno spazio è dedicato alla riscoperta, attraverso una serie di reading, degli artisti che hanno fatto la storia del genere. Joe Colombo racconta il blues è un sentito omaggio alla città di Milano, che ospita appunto l’evento, epicentro della scena blues nostrana a partire da metà anni Sessanta, ma soprattutto l’occasione per rilanciare quel multiculturalismo che decenni fa permise al blues di mettere radici e di svilupparsi sulle rive dei Navigli.

Programma delle serate:

17 gennaio 2014 (19:30-21:30)
Mississippi Delta Blues (1910-1920): le origini country e la memoria della schiavitù

14 febbraio 2014 (19:30-21:30)
Urban & Chicago Blues (1920-1950): dai race records alle sonorità elettriche

14 marzo 2014 (19:30-21:30)
Blues Rock Invasion (1960-1980s): il blues alla conquista del mondo

4 aprile 2014 (19:30-21:30)
Generation Blues 2.0 (1990-2014): il ritorno alle origini

INFO:

http://joecolombomusic.net

http://www.labarcadiannabonel.it