Archives for posts with tag: 1960s music

Image

Rompiamo subito il ghiaccio affidandoci alla curiosità, com’è nata l’idea di JOE COLOMBO racconta il blues?

È nata da un’idea di Matteo Ceschi che mi ha proposto di lanciarmi in questa avventura e mettere in piedi lo spettacolo praticamente da zero, senza sapere esattamente quale responso aspettarci da parte del pubblico e soprattutto quanto interesse avrebbe suscitato l’idea. Si è pensato di costruire qualcosa in un momento difficile per la musica e, più in generale, per la cultura. È stata una vera e propria avventura, lo ammetto, e grazie a Anna Bonel, attrice e direttrice del teatro LabArca di Milano, e a Giordano Sangiorgi del MEI di Faenza, che ci ha sostenuto, ha preso forma ed è andata a buon fine.

Il pubblico del teatro è sicuramente diverso da quello dei concerti ma non è detto che sia totalmente digiuno di blues come si potrebbe pensare. Dal palco quali reazioni sei riuscito a registrare? E cosa hai preparato per intrattenere questa platea sicuramente più esigente del solito?

Non mi piace etichettare il pubblico in “più esigente” o “meno esigente”, la musica è una forma d’espressione che deve toccare tutti senza categorie d’élite. Anzi, nel corso delle quattro serate, ho avuto l’impressione che il pubblico non fosse per niente “impreparato al blues”. Al contrario, mi è sembrato di parlare ad ascoltatori con indirizzi musicali e stilistici già ben definiti nell’ambito del blues stesso. Ma la cosa fantastica è stata che ognuno si è aperto anche a nuove “sfaccettature” della musica del diavolo. In realtà è stata l’energia che si creava nell’aria durante le serate a rendere speciale ognuno dei quattro appuntamenti a prescindere dall’argomento trattato, il blues rurale o la Generation Blues 2.0. Ogni scelta, ci tengo a precisare, è stata molto personale sia da parte mia che da parte di Matteo Ceschi: sicuramente abbiamo tralasciato molti nomi e aneddoti legati alla Storia del Blues, ma lo scopo della rassegna non era quello “di fare la lezione”, ma di presentare il blues secondo una visione intima e personale.

Terminata la rassegna teatrale milanese, pensi di portare in giro lo spettacolo di JOE COLOMBO racconta il blues?

È giunta qualche proposta interessante sia dall’Italia che in Svizzera e sarebbe assolutamente fantastico realizzarle e portare avanti questa rassegna e magari ampliarne i contenuti. Chiaramente, essendo nata senza nessuna particolare aspettativa ma soprattutto per piacere e passione da parte di tutte le persone che hanno collaborato, bisognerà fare un ulteriore passo avanti per migliorare. Ammettiamolo, siamo stati presi piacevolmente alla sprovvista poiché non ci aspettavamo proprio un riscontro così grande, ma stiamo lavorando per rendere lo spettacolo più definito senza, però, perdere quella spontaneità e quell’energia che sono state il segreto del suo successo.

http://www.joecolombomusic.net

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it

Image

Finalmente l’attesa è finita! Recuperate dall’armadio jeans a zampa d’elefante, magliette Fruit of the Loom, sandali, sciarpe indiane e collanine e apprestatevi a fare un salto nei Sixties con Joe Colombo e i suoi ospiti. Non mancate per nessun motivo al terzo e più eccitante appuntamento della rassegna musicale/teatrale JOE COLOMBO racconta il blues (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza)! Questa volta l’attenzione sarà rivolta al matrimonio tra il blues e il rock consumato a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi Settanta.

Appuntamento stasera, 14 marzo alle 19:30, al Teatro LabArca, via Marco D’Oggiono 1 a Milano.

INGRESSO: 12 €

INFO: http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.joecolombomusic.net

https://www.facebook.com/colomboskoczekmusic

http://www.reverbnation.com/colomboskoczekmusic

http://www.stagend.com/colomboskoczekmusic

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it

Image

Penultimo appuntamento al Teatro LabArca di Anna Bonel (in collaborazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza) con la rassegna musicale-teatrale JOE COLOMBO racconta il blues. Accompagnato da Joe Valeriano, uno dei maestri del blues italiano, e dalla cantante Kasia Skoczek, il chitarrista elvetico ripercorrerà nel corso della serata l’epopea sonora degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta alla scoperta delle profonde radici black della musica rock. Dopo la parentesi carica di elettricità del blues di Chicago e Detroit, la chitarra di Colombo dischiuderà appositamente per il pubblico in sala scenari sonori capaci di accedere nuovamente la passione per l’onirico sound psichedelico e l’esaltante epopea hippie. Ad arricchire ulteriormente il cartellone, Lisa Capaccioli, attrice cresciuta alla Scuola del Teatro Piccolo di Milano, che leggerà i testi di Matteo Ceschi. Solito trio rodato alla regia: Ceschi-Bonel-Bertazzoni.

Appuntamento il prossimo 14 marzo alle 19:30 al Teatro LabArca, via Marco D’Oggiono 1 a Milano. INGRESSO: 12 €

INFO: http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.joecolombomusic.net

https://www.facebook.com/colomboskoczekmusic

http://www.reverbnation.com/colomboskoczekmusic

http://www.stagend.com/colomboskoczekmusic

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it

Image

Sull’onda del successo delle prime due serate del suo JOE COLOMBO racconta il blues (al teatro LabArca di Anna Bonel in partecipazione con il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza), il chitarrista elvetico annuncia il nuovo guest della terza serata dedicata alla blues invasion degli anni Sessanta e Settanta. A unirsi alla compagnia di “diavolacci blues” che finora ha intrattenuto il pubblico nel corso delle prime due date sarà questa volta uno stimato e apprezzato collega, Joe Valeriano (http://joevaleriano.altervista.org), animatore della scena blues meneghina e partner di lunga data di Colombo con cui ha inciso ben due album.

http://www.joecolombomusic.net

https://www.facebook.com/colomboskoczekmusic

http://www.reverbnation.com/colomboskoczekmusic

http://www.stagend.com/colomboskoczekmusic

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it

Image

Nei panni di un eco warrior ante litteram Pete Seeger nel 1966 incise God Bless the Grass, adattamento musicale di una poesia della compositrice socialista Malvina Reynolds. Tre anni più tardi fu la volta Garbage, canzone di Bill Steele, che divenne presto una hit nel circuito underground. Anche questa seconda canzone, così come la prima, confermava la vena provocatoria del cantante, sempre abile nello stuzzicare il pubblico con continui riferimenti alle consuetudini e alla quotidianità. All’inizio del nuovo decennio, 1971, in concomitanza con la nascita di una nuova coscienza ecologista tra gli americani, Seeger confermò la sua devozione alla causa verde e intensificò la sua battaglia a difesa delle acque del fiume Hudson. La campagna – iniziata dal folk singer all’epoca di Sailing Up My Dirty Stream, nel 1961 e proseguita, dapprima con il varo della corvetta Clearwater, nel 1969, e l’anno successivo con la conferenza e il concerto improvvisato alla Camera dei rappresentanti a Washington – riprese quota proprio nel 1971 con l’incisione di Sailing Down This Golden River, brano che venne subito adottato come inno della battaglia in corso.

Estratto da MATTEO CESCHI, Green Rock. Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen, 2008 – ISBN 978-88-7090-753-7

Free download: http://independent.academia.edu/MatteoCeschi

Così il magazine musicale Rolling Stone ha ricordato Pete Seeger e la sua militanza ecologista: http://www.rollingstone.com/music/news/pete-seeger-folk-legend-dead-at-94-20140128