Archives for category: rock strumentale

Free Nelson_easy

PERCHÉ I FREE NELSON MANDOOMJAZZ: Non ci si stancherebbe mai di ascoltare il trio scozzese. Non importa se a venire suonati siano standard classici del jazz o dell’hard rock come nel caso del precedente lavoro The Shape Of DoomJazz To Come/Saxophone Giganticus o brani creati per l’occasione. L’impressione costantemente piacevole che si ha è comunque quella di assistere a qualcosa che possiede una forte volontà sonora di discostarsi dalla massa omogenea e uniforme del panorama contemporaneo. Con in testa le divagazioni aperte del free jazz, l’ensemble affronta con Awakening Of a Capital la prova della contemporaneità adottando l’arguzia di Archie Shepp e Sun Ra e la potenza disturbante dei Black Sabbath delle origini. The Stars Unseen – ammettiamo che il titolo suona molto come un manifesto di intenzioni artistiche – è un brano spontaneamente profetico che invita chi vi pone sopra l’orecchio a riconsiderare le geometrie e i confini dello spazio sonoro: le note sono libere di viaggiare trasportate dal vento solare e perdono qualsiasi vincolo con la concretezza del passato, qualunque esso sia stato e comunque esso abbia suonato. I Free Nelson MandoomJazz si dimostrano ancora una volta una band incombente & imminente di cui presto non potrete più fare a meno e al cui servizio vi schiererete con diligente fedeltà.

Free Nelson MandomJazz, Awakening Of A Capital, RareNoiseRecords 2015

https://www.facebook.com/freenelsonmandoomjazz

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Valeriano Session_01 easy

Finalmente prendono il via le sedute di registrazione del nuovo e atteso album del bluesman milanese Joe Valeriano! Lonesome Road, questo è il titolo del lavoro, verrà realizzato dall’artista grazie a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser. Le session avranno inizio questa settimana allo storico Pop Life Studio di Milano e vedranno al lavoro insieme a Valeriano il batterista Mauro Florean e il bassista Massimo Pavin. Al momento non ci sono ancora cretezze, ma è molto probabile, stando alle parole del diretto interessato, che all’album parteciperanno anche degli ospiti. (Foto: Matteo Ceschi)

Per aggiornamenti sullo strato dei lavori correte a leggere gli ultimi post sul profilo Facebook ufficiale di Joe Valeriano: https://it-it.facebook.com/joevalerianomusic

Per partecipare alla campagna di crowdfunbding seguite le indicazioni del link: http://www.musicraiser.com/projects/3694-lonesome-road-il-nuovo-album-di-joe-valeriano

Cuts_easy

PERCHÉ MERZBOW, GUSTAFSSON, PANDI & MOORE: A qualcuno non è mai andata giù l’avanguardia e visti certi episodi vecchi e nuovi non si fatica a dargli ragione. Cuts Of Guilt, Cuts Deeper, in uscita il prossimo marzo, proprio in quanto disco appartenente al ricco filone delle avanguardie contemporanee, non si discosta molto da questo giudizio quasi unanime. Il maestro della noise music giapponese Masami Akita, in arte Merzbow, ha riunito intorno a questo progetto il sassofonista svedese Mats Gustafsson, il batterista ungherese Balázs Pándi e l’ex-Sonic Youth Thurston Moore infischiandosene del pubblico e dando veementemente sfogo a tutta l’aggressività repressa di una quotidianità schizofrenica anche al momento del sonno. La presenza della chitarra distorta di Moore avvicina un poco lo sperimentalismo a una normalità “pop”, ma nel complesso le quattro interminabili tracce richiedono coraggio e pazienza per essere ascoltate ed apprezzate. Un’operazione, quest’ultima, lo ammetto senza vergogna, che a tratti risulta difficile se non impossibile anche per il critico. Le indicazioni per l’ascoltatore? Schiacciate il tasto PLAY e provate a vedere in totale libertà se il vostro livello di dissociazione risulti pari a quello di chi suona. Solo in caso di perfetta coincidenza, continuate il contorto percorso di Cuts Of Guilt, Cuts Deeper.

MERZBOW & COMPANY, Cuts Of Guilt, Cuts Deeper, Rare Noise Records 2015

https://www.facebook.com/OfficialMerzbow

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Joe 30_17 bis

Non sono rimasti delusi gli spettatori accorsi al Teatro LabArca di Milano per la seconda data della rassegna Body & Soul: gustare il blues con Joe Colombo. L’artista elvetico nella performance solista dello scorso venerdì ha letteralmente acceso i classici dell’urban blues fino a sacrificarli sull’altare del rock. Affidandosi al solo istinto e all’appiccicosa energia elettrica che scaturiva dalla sua fedele Fender Stratocaster, Colombo ha saputo ammaliare regalando agli astanti anche l’ebbrezza di composizioni originali che qua e là lasciavano emergere i germogli sonori di imminenti e nuovi progetti. Prossimo appuntamento, il 27 febbraio. (Foto: Matteo Ceschi)

la-jungle-promo 02_easy

PERCHÉ I LA JUNGLE: Sembrerà un’osservazione ingenua, ma la sorpresa di sentire suonare in maniera così potente il duo di Mons, Belgio, lascia un segno prepotente nell’immaginario sonoro. Ad affiancare chitarra e batteria e a irrobustire le tracce dell’album una sequenza serrata di loop che raddoppiano, triplicano e quadruplicato la presenza fisica degli strumenti. Tutto per il debutto dei La jungle suona “bold & raw” quasi a volere sottolineare la natura primordiale e primitiva di qualunque forma di musica. Caracala è un ottimo esempio della volontà di spremersi fino allo sfinimento alla ricerca di nuove e pervasive forme di trance sonora agonistica per lanciare una forma di “fitness lisergico”. Ironia della sorte, questa musica fresca ed aggressiva proviene dalla cittadina in cui ha sede il supreme headquarter della NATO in Europa. Che tutta questa “potenza di fuoco” fosse già stata scritta nel destino?

LA JUNGLE, La jungle, Dewane Records/Rockerill Records 2014

http://lajungle.bandcamp.com

http://dewanecollective.com

http://www.rockerillrecords.com

Rocco Lombardi_01

PERCHÉ ROCCO LOMBARDI: Il batterista elvetico dopo lunghe maratone al fianco dell’organista Frank Salis e dei chitarristi Joe Colombo e Luca Princiotta (tutti presenti in veste di guest) e picaresche avventure musicali che lo hanno portato ad attraversare l’Oceano, battezza il traguardo del primo album solista regalando al pubblico un vero e proprio arcobaleno ritmico. Rocco Lombardi riversa senza timidezza in Gig ltutti gli incontri delle sue peregrinazioni producendo un disco di assoluto e gioioso impatto sonoro. All’approccio eclettico e “senza confini” del jazz – fondamentale il contributo dei bassisti Flavio Piantoni e Gian-Andrea Costa – affianca la massiccia presenza del rock tanto da spingere le tracce verso la cosmologia zappiana ed abbracciare la sperimentazione dei King Crimson. Non manca a “sporcare” e rendere quel tanto appiccicosi i brani una venatura funk a metà tra Billy Cobham e Prince. Until the Sun, con la convincente prova vocale di Alessio Corrado, nel mood del miglior Lenny Kravitz, un singolo notturno già pronto per le scalette radiofoniche.

ROCCO LOMBARDI, Gig, 2014

http://roccolombardi.com

PNP cover_3

È finalmente in edicola e disponibile nelle sue diverse versioni on-line il numero 3, settembre 2014, di Plug n’ Play, trimestrale di culturale musicale edito dalla Salvioni Edizioni di Bellinzona. Nel numero che ha in copertina Andy Summers, ricchi servizi dedicati a Louis Armstrong e al jazz di New Orleans, alla musica rinascimentale, all’ultimo capolavoro del grunge dei Soundgarden, Superunknown (con foto inedite di Matteo Ceschi) e, udite, udite, una speciale rubrica dedicata ai piatti favoriti dalle star del mondo del rock: per cominciare Jimi Hendrix. Tra le interviste quella al chitarrista dei Police e una in esclusiva agli Spin Doctors. Non mancano i consueti tutor didattici e foto esclusive per rendere ancora più piacevole la lettura.

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PERCHÉ I NINOS DU BRASIL: Esperimento di electro-punk “carnevalesco” che nasconde un’anima esoterica dalle inaspettate nuance psichedeliche. Il nuovo lavoro del duo Vascellari-Fortuni spinge il ritmo verso confini sonori così labili e impercettibili alla discografia da cogliere nel pieno l’essenza stessa dell’estasi e della trance. I bpm crescono, rallentano e poi ripartono non lasciando scampo all’ascoltatore costretto per stare al passo con i Ninos a un esercizio aerobico degno dei migliori e più resistenti ironmen. Niente viene risparmiato in questa esaltante maratona, men che meno mani e percussioni. A voi la scelta del livello del volume!

NINOS DU BRASIL, Novos Mistérios, Hospital Production/La Tempesta Records/Lunatik 2014

https://it-it.facebook.com/NinosDuBrasil

http://hospitalproductions.net

http://www.latempesta.org

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Primi di giugno tempi di ricorrenze storiche (lo sbarco in Normandia) e di novità. INDIEce in occasione dell’inizio dell’estate stringe una nuova partnership con i Blues Cave Studio, nuovissima realtà del mixing analogico, nata dalla coraggiosa iniziativa e dalla passione di Daniele Cocca. La collaborazione, inaugurata da una grafica ad hoc, ha come scopo principale quello di diffondere nell’ambito della discografia indipendente la passione per quei mix, definiti dallo stesso Cocca, “ad alto potenziale emotivo”, e si concretizzerà nel giro dei prossimi mesi in almeno un’iniziativa che regalerà a un fortunato artista o a un’altrettanto fortunata band emergente la possibilità di saggiare in prima persona la potenza del mix analogico realizzato con macchine vintage.

https://www.facebook.com/pages/Blues-Cave-Studio/520896274702635?fref=ts

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Rompiamo subito il ghiaccio affidandoci alla curiosità, com’è nata l’idea di JOE COLOMBO racconta il blues?

È nata da un’idea di Matteo Ceschi che mi ha proposto di lanciarmi in questa avventura e mettere in piedi lo spettacolo praticamente da zero, senza sapere esattamente quale responso aspettarci da parte del pubblico e soprattutto quanto interesse avrebbe suscitato l’idea. Si è pensato di costruire qualcosa in un momento difficile per la musica e, più in generale, per la cultura. È stata una vera e propria avventura, lo ammetto, e grazie a Anna Bonel, attrice e direttrice del teatro LabArca di Milano, e a Giordano Sangiorgi del MEI di Faenza, che ci ha sostenuto, ha preso forma ed è andata a buon fine.

Il pubblico del teatro è sicuramente diverso da quello dei concerti ma non è detto che sia totalmente digiuno di blues come si potrebbe pensare. Dal palco quali reazioni sei riuscito a registrare? E cosa hai preparato per intrattenere questa platea sicuramente più esigente del solito?

Non mi piace etichettare il pubblico in “più esigente” o “meno esigente”, la musica è una forma d’espressione che deve toccare tutti senza categorie d’élite. Anzi, nel corso delle quattro serate, ho avuto l’impressione che il pubblico non fosse per niente “impreparato al blues”. Al contrario, mi è sembrato di parlare ad ascoltatori con indirizzi musicali e stilistici già ben definiti nell’ambito del blues stesso. Ma la cosa fantastica è stata che ognuno si è aperto anche a nuove “sfaccettature” della musica del diavolo. In realtà è stata l’energia che si creava nell’aria durante le serate a rendere speciale ognuno dei quattro appuntamenti a prescindere dall’argomento trattato, il blues rurale o la Generation Blues 2.0. Ogni scelta, ci tengo a precisare, è stata molto personale sia da parte mia che da parte di Matteo Ceschi: sicuramente abbiamo tralasciato molti nomi e aneddoti legati alla Storia del Blues, ma lo scopo della rassegna non era quello “di fare la lezione”, ma di presentare il blues secondo una visione intima e personale.

Terminata la rassegna teatrale milanese, pensi di portare in giro lo spettacolo di JOE COLOMBO racconta il blues?

È giunta qualche proposta interessante sia dall’Italia che in Svizzera e sarebbe assolutamente fantastico realizzarle e portare avanti questa rassegna e magari ampliarne i contenuti. Chiaramente, essendo nata senza nessuna particolare aspettativa ma soprattutto per piacere e passione da parte di tutte le persone che hanno collaborato, bisognerà fare un ulteriore passo avanti per migliorare. Ammettiamolo, siamo stati presi piacevolmente alla sprovvista poiché non ci aspettavamo proprio un riscontro così grande, ma stiamo lavorando per rendere lo spettacolo più definito senza, però, perdere quella spontaneità e quell’energia che sono state il segreto del suo successo.

http://www.joecolombomusic.net

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it