Archives for category: riot rock

Super Apes new single cover_easy

Dopo una lunga pausa di meditazione artistica, il duo dub-punk londinese (ma di origine italiana) dei Super Apes apre le porte a un nuovo membro, Ivan Colella alla batteria, e a inedite sonorità. Se il nuovo singolo DiscoShame, infatti, si affaccia con curiosità felina su una electro-disco dalle esagerate sfumature trash-kitsch che riporta alla mente la Germania in bilico tra Est e Ovest, il B-side, Here Lies Bob Dylan, non fa che confermare l’eclettica tradizione avviata da Diego Pratiffi e Davide Simonetti che, resistendo a mode e persone, difende l’idea di un’anarchia sonora degna dei Clash e di Nina Hagen. Che le muse custodiscano il cammino dei Super Apes!

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SUPER APES DEBUT GIG ON SATURDAY 15th, 8pm @ The Victoria, Battersea, 166 Queenstown Rd, SW8 3QH, LONDON, UK

“The Clash gone bad” (Racing Post)
“It’s exactly like a line of K!” (The Catholic Herald)
“Syd Barrett meets Einstürzende Neubauten” (Soviet Weekly)

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PERCHÉ I VINTAGE VIOLENCE: Musicalmente e vocalmente una delle realtà più accattivanti del panorama italiano dell’ultimo lustro. Ognuna delle tredici tracce sprizza una cosciente satira (punk)-rock che affonda ripetutamente i suoi micidiali fendenti all’indirizzo di un buoncostume ipocrita e omertoso. La lucidità visionaria dei testi di Rocco Arienti, autore anche delle musiche, trova nella voce di Nicolò Caldirola la fortuna di un’originalità unica e, cosa più importante, difendibile nota dopo nota. Tutti devono sentirsi colpiti. Tutti devono lasciarsi conquistare da una band che, fate attenzione, non ha solo nel nome il segreto del successo.

VINTAGE VIOLENCE, Senza paura delle rovine, Maninalto! 2014

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Continua la campagna di propaganda grafico-sonora del duo Super Apes. L’annuncio dell’imminente uscita sulla piattaforma bandcamp del quinto singolo Rise of the Mutant Rats è accompagnata da un nuovo e provocatorio lavoro grafico di Matteo Ceschi e dal monogramma, opera di un altro italiano, Simone Presta. Per le strade di Londra ormai si leva sempre più di frequente l’agghiacciante urlo di battaglia “Kill all humans”. Un consiglio spassionato? Trovate al più presto un palco e lasciateli professare la loro fede musicale.

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4 THE GRAPHICS SEE CONTACT IN “about” SECTION

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Verrebbe da commuoversi ad ascoltare le scorrerie sonore di questo duo tanto fantasioso quanto sfrontato. Ma le lacrime è meglio lasciarle ad altri, altrimenti offuscherebbero la limpida visione di un interessante e nuovo fenomeno partorito dal ventre sempre prolifico della capitale della musica, Londra. I Super Apes, nulla a che fare con l’omonimo progetto del dj giamaicano Lee Scratch Perry, offrono sull’altare del suono – si professano fedeli seguaci della Church of Apes e noi gli crediamo – un mix di punk, elettronica e poesia militante che non ha vergogna di nascondere le tracce di un’educazione superiore che però sa mantenere fresco e vivo il gergo “popular”. I riferimenti all’iconografia e alla propaganda sovietica non traggano in inganno l’ascoltatore, siano piuttosto un forte incentivo a rispolverare vecchi manuali di storia e a commuoversi delle gesta del genere umano finché si è ancora in tempo! (Achille Trittoni, Musica & Dischi)

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“Kill all humans!” L’urlo di guerra intonato nella serie televisiva degli anni Settanta dalle scimmie umanoidi potrebbe tornare a risuonare sulle rive del Tamigi. Merito dei Super Apes – gli italiani Diego Pratiffi e Davide M. Simonetti – che con la loro miscela di dub, rock, elettronica e post-punk e il loro approccio “combat” à la Clash vogliono tentare di sovvertire i canoni sonori del nuovo millennio. Ad accompagnare la propaganda musicale nella capitale inglese i lavori grafici di Matteo Ceschi animatore culturale appassionato di indie music.

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PERCHÉ I REFUSED: Legati alla scena internazionale del rock engagé, la band svedese è maestra di un rock aggressivo (post-hardcore direbbero alcuni) e “situazionista” che non risparmia musicisti e ascoltatori. I Refused sanno portare sul palco un’incredibile carica d’adrenalina che non ha nulla da invidiare a V for Vendetta di Alan Moore. The Shape of Punk to Come, il loro granitico manifesto d’intenti.

REFUSED, The Shape of Punk to Come, Epitaph 1998

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