Archives for category: noise rock

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Primi di giugno tempi di ricorrenze storiche (lo sbarco in Normandia) e di novità. INDIEce in occasione dell’inizio dell’estate stringe una nuova partnership con i Blues Cave Studio, nuovissima realtà del mixing analogico, nata dalla coraggiosa iniziativa e dalla passione di Daniele Cocca. La collaborazione, inaugurata da una grafica ad hoc, ha come scopo principale quello di diffondere nell’ambito della discografia indipendente la passione per quei mix, definiti dallo stesso Cocca, “ad alto potenziale emotivo”, e si concretizzerà nel giro dei prossimi mesi in almeno un’iniziativa che regalerà a un fortunato artista o a un’altrettanto fortunata band emergente la possibilità di saggiare in prima persona la potenza del mix analogico realizzato con macchine vintage.

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PERCHÉ I VERSAILLES: Un EP coinciso come la lama di un rasoio stanca di tagliare e per questo motivo dannatamente pericolosa. Così suona il duo pesarese formato da Manu Magnini (voce e chitarra) e Damiano Simoncini (percussioni) dividendosi tra chiassose impressioni post-punk e la rude presenza del garage rock. A creare il giusto collante per questo magma sonoro è un senso profondamente tellurico del ritmo che riesce a tenere insieme idee che altrimenti rischierebbero di squagliarsi sul nascere. Un po’ Korn, un po’ NIN, i Versailles hanno i numeri per affondare in profondità le loro note.

VERSAILLES, VRSLLS EP, Nufabric 2014

http://damiano-versailles.tumblr.com

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https://it-it.facebook.com/nufabric

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PERCHÉ I SUPER APES: “Non è il soggetto più forte o il più intelligente che sopravvive, ma quello che gestisce meglio il cambiamento”. Giovani, ancora per un po’, glielo si augura di tutto cuore, e dalle idee vigorose e virali, i Super Apes hanno dato prova evidente di avere assimilato molto bene le osservazione sul campo di Charles Darwin tanto da emergere dal brodo sonoro londinese imponendo il gusto per l’azzardo e la sperimentazione come unica via percorribile per la musica contemporanea. Non c’è in loro particolare studio – l’applicazione, lasciatevelo dire, conta fino a un certo punto in questo campo – quanto, piuttosto, la ferma convinzione dei primi scalatori dell’Everest nel riuscire nell’impresa “di distinguersi”. E allora, ben vengano i numerosi riferimenti a primati e a fantasiose creature mutanti e ancora di più all’epopea iconoclasta e sovversiva bolscevica dei testi. E perché no, anche i richiami nella grafica di copertina al caro e vecchio sussidiario. L’evoluzione della specie ha oggi, grazie ai Super Apes, la sua colonna sonora.

SUPER APES, Eating Brains EP, 2014

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com

Re Tarantola

PERCHÉ IL RE TARANTOLA: Manuel Bonzi, in arte Re Tarantola, è autore di questo convinto manifesto di filosofia spiccia lo-fi. Il disco vive di una divertita quanto profonda vena surreale che scosta, con un tocco delizioso di autocritica e un pizzico di esibizionismo, il velo su una sorprendente realtà sonora ed esistenziale. Un po’ Velvet Underground, un po’ surf party, un po’ rock demenziale e un po’ canzone post-psichedelica, il lavoro di Bonzi cattura perfettamente l’essenza di una contemporaneità schizofrenica nei modi e nelle forme ma ancora in grado di salvarsi con una dissacrante risata. L’invito “a fottersene” è rivolto a tutti e potrebbe rivelarsi un ottimo esercizio catartico.

RE TARANTOLA, Il nostro tabacco sa d’amore, VolumeUp 2014

https://it-it.facebook.com/ilretarantola

http://www.volumeup.it/tag/ercole-gentile

Recensione su Musica & Dischi, aprile 2014 (http://www.musicaedischi.it)

 

Brazilian Raw Power!!!

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http://sleepingsapiens.bandcamp.com/

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PERCHÉ PECULIAROSO: Un azzardo lo-fi spregiudicato e sprezzante verso eventuali pareri negativi. Ma al tempo stesso guidato da un profondo istinto per la musica che trasforma inaspettatamente la ragione in efficacissimo propellente emotivo. In una tempesta di feedback e distorsioni che farebbe impallidire la più rumorosa delle garage band di Detroit, l’autore e polistrumentista catanese Cristoforo Giuseppe Spoto trova il coraggio di ripercorrere le orme di Lou Reed e azzanna al collo l’idea di un’avanguardia sonora senza regole e limiti. In una sorta di euforia contagiosa dettata dalle prime tracce dell’album, nulla sembra più impossibile: e allora via libera all’imbastardimento del rock con le più profonde pulsioni ritmiche africane nel nome, scusate se è poco, di Fela Kuti. Sorprendente oltre il significato stesso dell’aggettivo.

PECULIAROSO, Manimal, 2014

https://www.facebook.com/PECULIAROSO

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SUPER APES DEBUT GIG ON SATURDAY 15th, 8pm @ The Victoria, Battersea, 166 Queenstown Rd, SW8 3QH, LONDON, UK

“The Clash gone bad” (Racing Post)
“It’s exactly like a line of K!” (The Catholic Herald)
“Syd Barrett meets Einstürzende Neubauten” (Soviet Weekly)

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com

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Stando alla stampa inglese non c’è affatto da scherzare con i ratti mutanti! I Super Apes sembrano non avere preso sul serio l’allarme lanciato dai giornalisti, anzi, hanno trovato nella notizia la scintilla giusta per accendere il loro nuovo brano. Rise of the Mutant Rats ha da un lato i suoni elettronici e i colori al neon degli intramontabili arcade, dall’altro la ritmica ipnotica della musica dub capace di penetrare anche l’orecchio più duro.

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com

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PERCHÉ FREE NELSON MANDOOM JAZZ: Atmosfere free e sperimentali incontrano in l’anarchica presenza del primo heavy metal. Sia inteso, il terreno su cui si muove la formazione di Edimburgo rimane quello più congeniale a Coltrane, ma l’evidente tentativo di attualizzarne lo stile spinge il terzetto in direzioni per nulla scontate fino ad abbracciare i Black Sabbath e i Black Widow. Il suono distorto distorto del basso, le urla acide del sax di Rebecca Sneddon e la greve e costante presenza della batteria, infatti, contribuiscono non solo a ritrovare il coraggio di Ozzy & soci, ma a disegnare tortuosi accessi a un nuovo terreno di coltura musicale lontano dalle noiose derive intellettualoidi di John Zorn.

FREE NELSON MANDOOM JAZZ, The Shape of DoomJazz to Come/Saxophone Gigantus-Double EP, Rare Noise Records 2014

https://www.facebook.com/freenelsonmandoomjazz

http://www.rarenoiserecords.com

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PERCHÉ G-FAST: Un blues sperimentale, al limite del noise-rock, ruvido e sfrontato si infarcisce di distorsioni e di inserti elettronici tanto da azzardare alcuni paragoni con i White Zombie. L’approccio di Gianluca Fasteni, assolutamente freak e visionario, è votato a una concezione della musica squisitamente lo-fi e “casserole.” Ascoltando Go to M.A.R.S. si intuisce anche una certa predisposizione dell’artista one man band meneghino verso la psych music con tutte le sue derive creative e percettive e, non ultima, una simpatia, mai nascosta, per il sincretismo onnivoro del pop.

G-FAST, Go to M.A.R.S., La Fabbrica/Audioglobe  2014

http://www.g-fast.net

https://www.facebook.com/GFastOfficial

http://www.la-fabbrica.org

Recensione su Musica & Dischi, febbraio 2014
(http://www.musicaedischi.it)