Archives for category: Dance music

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PERCHÉ ADRYELLE: Sicuramente c’è un pizzico dei primi Depeche Mode, ma il disco d’esordio della statunitense Adryelle richiama molto di più le atmosfere rarefatte e malinconiche di una certa scena electro-dance anni Novanta che guardava con ammirazione e un certo compiacimento alla garbata rivoluzione del trip-hop. Per questo mélange i suoni risultano più corposi di quello che ci si potrebbe aspettare senza però perdere quella profonda vena onirica che li rende fin da subito graditi all’orecchio. Da ascoltare in solitudine, sprofondanti nel proprio spleen, oppure da ballare a uno dei sempre più numerosi silent party.

ENGLISH: There is a pinch of Depeche Mode mood in The Waiting Room, but Baltimore-based Adryelle’s debut album explores 1990s electro-dance’s rarefied musical notes, and the atmosphere and melancholic feeling of a musical genre that, at that time, looked with a degree of admiration at the gentle trip-hop revolution. This mix makes the sounds bolder than you might expect though never losing that deep dreamy vein that caresses the ear. The Waiting Room is your disc: good for an intimate listening, alone with your thoughts, or for dancing at a crazy silent party.

ADRYELLE, The Wating Room, Single Engine Records 2014

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PERCHÉ I FENECH-SOLER: Scoperti da Alan Braxe, collaboratore dei Daft Punk, i giovani inglesi propongono un alternative rock dalle infinite sfumature elctro-dance-soul che non ha paura di esplorare il panorama internazionale alla ricerca di spunti per confermare la loro innata vocazione pop(ular). I puristi storceranno il naso – questo lo hanno messo in conto i diretti interessati – ma ai fini del risultato finale le scelte operate per la realizzazione di questa opera prima sono decisamente soddisfacenti e non faticheranno a trovare, a partire dai caldi mesi estivi, il gradimento di un pubblico destinato a crescere con il tempo. La musica, lo hanno capito benissimo i quattro di Newcastle, nasce e continua a crescere per favorire i momenti di aggregazione e di divertimento.

FENECH-SOLER, Glow EP, SO Recordings 2014

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PERCHÉ I NINOS DU BRASIL: Esperimento di electro-punk “carnevalesco” che nasconde un’anima esoterica dalle inaspettate nuance psichedeliche. Il nuovo lavoro del duo Vascellari-Fortuni spinge il ritmo verso confini sonori così labili e impercettibili alla discografia da cogliere nel pieno l’essenza stessa dell’estasi e della trance. I bpm crescono, rallentano e poi ripartono non lasciando scampo all’ascoltatore costretto per stare al passo con i Ninos a un esercizio aerobico degno dei migliori e più resistenti ironmen. Niente viene risparmiato in questa esaltante maratona, men che meno mani e percussioni. A voi la scelta del livello del volume!

NINOS DU BRASIL, Novos Mistérios, Hospital Production/La Tempesta Records/Lunatik 2014

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PERCHÉ I BIG GIGANTIC: Sorprende il duo dance del Colorado formato da Dominic Lalli, produttore e sassofonista, e Jeremy Salken, batterista. I Big Gigantic portano con estro e una buona dose di originalità la musica da club in direzione delle tipiche atmosfere funky à la J Dilla e lo fanno, prendete nota, senza rallentare i bpm. Il risultato, un mix ben bilanciato di ritmi, effetti sonori, campionamenti e parti soliste, apre nuove possibilità al divertimento dei DJ in consolle. Troppo semplice ridurre tutto per l’ennesima volta al “French Touch”, meglio riconoscere i meriti del sound cresciuto all’ombra delle Montagne rocciose.

BIG GIGANTIC, The Night Is Young, 2014

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PERCHÉ I CAROUSEL: Jackson Phillips e Kevin Friedman riprendono senza pudori i suoni che hanno fatto la fortuna della musica pop anni Ottanta (inclusi quelli di alcune note colonne sonore) e senza esitazioni decidono di unirli in matrimonio con l’incredibile tocco sornione del “French Touch”. Il risultato, un ibrido decisamente orecchiabile, non deve, però, distogliere l’attenzione dalle numerose sfumature originali che riescono a fare di questo dance patchwork una sicura fonte di divertimento. I Carousel, bisogna ammettere, sanno mantenere senza ambire alla perfezione  tutto il calore della dance nelle loro creazioni.

CAROUSEL, Palms, 2013

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PERCHÉ GLI INOUWEE: Un sofisticato pop arricchito da innesti elettronici e pennellate rock agita le corde dei danesi Inouwee e spinge i brani in direzione di un pastiche che attinge in uguale misura dai Daft Punk e dai Garbage senza però mai scordare il synth-pop degli anni Ottanta. Non mancano citazioni di Bowie. La musica del duo meriterebbe di essere scoperta anche latitudini mediterranee.

INOUWEE, Inouwee, 2012

INOUWEE, Ghosts and Shadows, 2012

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PERCHÉ WHITE MORNING: E se l’autore di Sleep Paralysis fosse stato in grado di creare qualcosa di ancora più suggestivo? Lent, propone sei movimenti di elctro-dance che crescono all’ombra della musica classica e trovano una loro identità in quella terra di confine dove tutto perde il proprio nome per rinascere a nuova vita. Classico e innovativo al tempo stesso.

WHITE MORNING, Lent, 2012

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PERCHÉ MISS KITTIN: Un richiamo ai Kraftwerk e al mondo dell’elettronica tedesca è inevitabile per la dj e musicista tanto più che le tracce dell’album mantengono sempre un algida freddezza nonostante i bassi talvolta potenti. Il pregio maggiore dell’album è quello di fare suonare la voce con l’alterità degli altri strumenti creando una sensazione di piacevole disagio.

MISS KITTIN, Calling from the Stars, Nobody’s Bizzness/wSphere 2013

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PERCHÉ WHITE MORNING: Da Denver, Colorado, una delle più interessanti proposte dance dell’anno. Poesia in bpm e fragili origami ritmici dischiudono panorami melodici assolutamente inaspettati. Il nuovo millennio incontra gli anni Ottanta e riesce a portare in pista l’epica della La storia infinita.

WHITE MORNING, Sleep Paralysis EP, 2013

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