Archives for category: alternative pop

Shooting Mapuche

PERCHÉ MAPUCHE: Nel paniere del pop ormai si può trovare di tutto ma di rado capita di incontrare un prodotto che spicchi per la sua assurda e coraggiosa originalità. Il catanese Enrico Lanza, mente dietro il progetto Mapuche, imbraccia la chitarra, raccoglie un manipolo di amici e mette in musica le sue storie. Autopsia è un libero sfogo dei sentimenti giornalieri, sia quelli belli che quelli brutti. Nel complesso, questo nuovo lavoro, che arriva a tre anni dal precedente L’uomo nudo, si palesa alle orecchie dell’ascoltatore come un sereno processo di catarsi quotidiana – il titolo brutale era un biglietto da visita molto esplicito a tale riguardo – che prende lentamente forma assumendo i vaghi e incerti contorni anarchici di un cantautorato che non disprezza affatto l’approccio lo-fi, ma al tempo stesso guarda con curioso interesse alla sperimentazione pop e all’avanguardia. Da provare.

MAPUCHE, Autopsia, Viceversa Records/Audioglobe 2015

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Violents

PERCHÉ VIOLENTS: Arrivano quasi in sordina da Springfield, Missouri. Ma una volta che avranno violato la vostra intimità musicale perderanno ogni riservatezza per conquistarvi con la raffinatezza incisiva della loro poesia elettronica alternativa. Sospeso in un limbo di rara bellezza, Blush, primo capitolo del progetto del produttore e musicista Jeremy Larson denominato Violents, potrebbe inserirsi come il tassello mancante tra l’innovazione dei primi Massive Attack e le atmosfere malinconiche e un po’ retro di Endtroducing di DJ Shadow. Tra brevi inserti di archi e beat minimali che riportano alla memoria una certa epica degli anni Novanta, la voce di Annie Williams procede sicura ad esplorare le possibilità emotive del genere umano con la sicurezza di chi possiede la certezza di scovare nuovi picchi nascosti. Nel complesso il formato EP, quattro tracce, giova assai a un lavoro che è stato pensato proprio sulla suddetta distanza e che altrimenti rischierebbe di disperdere qua e là preziose informazioni.

VIOLENTS, Blush EP, DashGo 2014-2015

http://violentsmusic.com

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OLOF

PERCHÉ ÓLÖF ARNALDS: Se da un lato ricorda certi arrangiamenti à la Mike Oldfield di fine anni Settanta, dall’altro il nuovo disco della cantautrice islandese Ólöf Arnalds mantiene una sua eterea consistenza che lo allontana da ogni paragone spingendo le composizioni verso un territorio inesplorato di confine dove la musica pare sposarsi con il panorama circostante come in un lungometraggio di Hayao Miyazaki. Il tutto viene reso con arrangiamenti che, seppure complessi, suonano all’orecchio meravigliosamente semplici e naturali. Nulla avrebbe potuto essere diverso a meno di non inficiare il risultato finale. Le otto tracce lasceranno chi si dovesse porre all’ascolto con un sentimento al tempo stesso di sorpresa e di familiarità per quello che si è trovato. Se pensavate che la musica islandese si riducesse alla sola Björk o ai Sigur Rós, è giunto il momento di ricredervi e iniziare un nuovo viaggio.

ÓLÖF ARNALDS, Palme, One Little Indian Records 2014

http://olofarnalds.com

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