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PERCHÉ GLI EMERALD LEAVES: L’appeal internazionale del sound fa presto dimenticare la loro provenienza tutta nostrana, ma questo poco conta ai fini del risultato finale. L’esordio degli Emerald Leaves sa unire l’avanguardia e la sperimentazione del migliore krautrock con le escursioni psichedeliche ed esageratamente eteree dei Kula Shaker, maestri negli anni Novanta di un certo art rock dalle profonde radici lisergiche. Il tutto poi è animato da una profonda e matura vena pop, merito della collaborazione con il DJ marsigliese Philippe Petit, che porta le jam del trio verso un’indefinita forma di canzone che solo nell’occasione – la nota suonata in un determinato istante – riconosce i limiti dello spazio e del tempo. Musica d’altri tempi coniugata con perfezione al presente.

THE EMERALD LEAVES, The Emerald Leaves, Jus De Balles Records 2014

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