Archives for the month of: June, 2014

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PERCHÉ RUDY ROTTA: Quasi a volere scoprire cinquant’anni dopo le carte della tenzone generazionale tra Beatles e Stones, Rudy Rotta riporta tutto il succo della British Invasion a una più semplice e fruibile questione di 12 bar notes. Per il bluesman piemontese, per i Fab Four e per Jagger & soci, d’altronde, la “musica del diavolo” è l’origine di tutto, la scintilla che ha acceso la miccia e ha fatto esplodere definitivamente il rock così come oggi noi lo conosciamo. Rotta per questo album tributo adotta e rielabora l’idea mashup, unendo con grande maestria quello che in principio nasceva come discograficamente slegato o addirittura opposto: così la mefistofelica Sympathy for the Devil sfuma e rinasce a nuova vita nell’arrembante Come Together. Un unico rimpianto per un disco solido e ben pensato, non assistere all’incontro tra Helter Skelter e Gimmie Shelter.

RUDY ROTTA, The Beatles vs. The Rolling Stones, Slang Music/IRD 2014

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Lontano da casa, il duo Super Apes trova nel ricco e sudaticcio filone spaghetti western una sicura vetrina per ostentare le proprie radici culturali. Il brano, ispirato al personaggio della pellicola diretta da Gianfranco Parolini nel 1968, fa sprofondare il sole dietro le fitte e umide frasche della giungla dub regalando all’ultima sfida a revolverate un’atmosfera sospesa tipica dei replay sportivi. Ogni gesto, ogni goccia di sudore, ogni pelo fuori posto trova una sua inaspettata poesia dilatando all’infinito il passaggio tra la vita e la morte. Ipnotico nelle intenzioni, BANG!, lisergico nel risultato, BANG!

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PERCHÉ VALERIO LYSANDER: 6 composizioni delicate che propongono per una volta il pop in quella dimensione un po’ ovatta che è tipica invece degli ambienti sonori classici. Un’operazione, quella appena descritta, che riesce alla perfezione perché l’artista italiano trapiantato a Londra lo fa senza perdere mai di vista gli insegnamenti eclettici di Damon Albarn e di Anthony & The Johnsons. Intendiamoci, di strada Mr. Lysander, ne deve ancora fare molta ma questo inizio risulta oltre ogni ombra di dubbio convincente e piacevole. Nell’EP, c’è persino spazio per una breve escursione “cabarettistica” con il brano Risia (You Are so Sweet).

VALERIO LYSANDER, Tidal Mental Head EP, 2014

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Dall’11 al 13 luglio a Poirino (Torino) la quarta edizione dell’IScream Festival vedrà alternarsi sotto i riflettori gustosi momenti di food&drink e indie music. Tra gli artisti in cartellone Levante (nella foto), Ex-Otago (vecchia conoscenza di INDIEce), la Banda fratelli e Edoardo Cremonese; spazio anche alle realtà sonore locali con i torinesi Eugenio in Via di Gioia, Cecilia e Sica. L’iniziativa è realizzata anche quest’anno con il patrocinio di Eataly.

INFO: http://www.iscreamfestival.it

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PERCHÉ GLI AFGHAN WHIGS: Se volete qualcosa di più da un disco rock, allora avete proprio sbagliato genere di riferimento o, lasciatevelo dire in tutta franchezza, è arrivato il vostro momento di imbracciare la chitarra e dire la vostra. Greg Dulli e soci, dopo anni di silenzio (sedici per l’esattezza) interrotti solamente da comparsate live a destra e manca per il globo, tornano a fare quello per cui sono nati e non tradiscono le aspettative di quanti nel frattempo avevano consumato dischi e cd degli Afghan Whigs. Un rock rude e dalla maschia poesia ma al tempo stesso capace di un’ampia varietà melodica e ritmica vi inchioderà alle casse dello stereo restituendovi con uno schioppo di dita l’orgoglio di avere difeso la vostra natura di rockers e freaks. THAT’S ROCK FOLKS!

AFGHAN WHIGS, Do to the Beast, Sub Pop 2014

http://theafghanwhigs.com

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Giugno, mese di novità. È con immenso piacere che INDIEce annuncia la nascita della partnership internazionale con la rivista svizzera plug n’ play. Musica a trecentosessanta gradi (Salvioni Edizioni, Bellinzona), neonata realtà musicale-editoriale nel panorama europeo. I followers di INDIEce potranno così avere mensilmente notizie fresche sulla pubblicazione cartacea e seguire anche con maggiore frequenza i numerosi aggiornamenti sul portare di riferimento. La collaborazione, inoltre, darà con il tempo anche la possibilità di “esportare” alcune delle scoperte di INDIEce contribuendo ad ampliare il bacino della indie music.

http://www.pnpmag.ch

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PERCHÉ I VELVET: Un sound cosciente che strizza più di un occhio alle sonorità degli anni Novanta trovando, senza, però, perdere virilità, una nuova e naturale forma a un contenuto per lo più già noto, il rock. I riferimenti in Italia e all’estero sono molteplici: a partire dai Subsonica per finire con i camaleontici Kasabian, la band che forse più di tutte le altre sembra avere guidato questo ennesimo cambio di pelle del quartetto capitolino. Un esempio perfetto dell’eclettico mimetismo dei Velvet è Scrivimi quello che fai, brano 3.0 impreziosito dalla tromba di Fabrizio Bosso (questa volta in stile Terence Blanchard), in cui presentimenti di electro-dance contaminano l’originaria matrice in direzione di una concezione assolutamente plastica della musica.

VELVET, Storie, Cosecomuni 20124

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PERCHÉ GLI ANTEA: Non si offenderanno certo gli Antea se l’incipit del loro album ricorda St. Anger dei Metallica. Il quartetto metal genovese proprio dalla band statunitense muove i suoi passi dimenticando, quasi non fossero mai esistite, le incertezze tipiche di ogni esordio. Il resto è – credete il termine non è buttato lì a caso perché suona bene – un’entusiasmante cavalcata epica che di wagneriano non ha nulla solo perché concepita e suonata nel secolo sbagliato. Seguendo però lo schema di un’opera classica, il disco riesce a diluire l’aggressività e la frenesia del trash con la precisione assassina di band come i Korn e i Tool. Non perdete tempo a sorprendervi della loro italica provenienza; correte, invece, a poggiare le orecchie sopra Trepverter.

ANTEA, Trepverter, Taxi Driver Records 2014

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