Archives for the month of: May, 2014

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PERCHÉ I COMET: Già dal titolo si annusa un intenso profumo di sound psichedelico e ci si esalta all’idea dell’imminente “viaggio” verso un accogliente ignoto. Nulla di più vero visto che la formazione brianzola non solo si sbizzarrisce rivelando un’inaspettata personalità all’ombra dei Jefferson Airplane ma dimostra di apprezzare anche quelle derive stoner e garage che hanno rilanciato oltreoceano il filone del psych-rock. I Comet così come suonano sono pronti a sfondare insieme a voi le porte della percezione e a regalarsi, questo è un sincero augurio, soddisfazioni internazionali. Animalesca la cover di Dancing Barefoot di Patti Smith.

THE COMET, Nothing but the Wind EP, Rocketman Records 2014

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GRAUZONE, Eisbär (in Swiss Wave compilation), Off Course Records 1980

 

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PERCHÉ SICK TAMBURO: Non ci sono dubbi che le dieci tracce spingono la formazione di Pordenone a sperimentare ancora più in direzione di una una forma cantautorato rock che sfugge ogni gabbia discografica in nome di una totale e provocatoria libertà d’espressione: le produzione, sospese tra sound casserole e un approccio lo-fi tipo che ha nei newyorkesi Sonic Youth l’unico possibile riferimento, sostengono lyrics malate di quotidianità. Durante l’ascolto di Senza Vergogna percepirete distintamente il cocciuto incedere di un tarlo rock che, di piega in piega, raggiungerà il centro del cervello per violare “ghiandola musicale” e regalarvi l’ebbrezza dell’incertezza sonora.

SICK TAMBURO, Senza Vergogna, La Tempesta Dischi 2014

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PERCHÉ STRAGE: Era dai tempi dei Sangue misto che ci si dannava l’anima e i padiglioni auricolari in attesa di un’opera degna di entrare nel tempio della Old School. Il rapper e produttore barese Strage riesce nell’ardua impresa e lo fa ponendo sullo stesso piano il rispetto per la tradizione e l’intima necessità di rallentare i ritmi di una quotidianità tritatutto che dimentica troppo spesso l’aggettivo “umano”. Il flow morbido e preciso scivola su basi che di volta in volta trovano il coraggio di citare Jazzy Jeff, Pete Rock, Jimmy Jay & MC Solaar le cliques parigine dei primi anni Novanta. Roba da “five mics” sulla bibbia The Source.

STRAGE, Bestseller, Machete Empire Records 2014

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PERCHÉ PINO SCOTTO: Un’anima dannatamente blues accompagna l’ennesima prova di forza contaminando tutto quello che incontra sul suo cammino. Compreso il rock. In un impulso di generosità, il rocker di Monte di Procida dischiude il suo cuore traboccante di passione e idealmente offre al pubblico la sua collezione privata di dischi per un’operazione discografica che di revival non ha proprio nulla: grandi nomi della scena italiana e internazionale, da Tenco a Willie Dixon passando per Elvis Presley, vengono profondamente amati, ancor prima di essere suonati in una gioiosa festa della musica, da Scotto e da un agguerrito manipolo di amici accorsi per dire la loro. Il tutto è arricchito dall’eccellente produzione di Oliviero Riva che esalta in eguale misura, aspetto da non dare affatto per scontato, la voce e gli strumenti. I “vuoti di memoria” del titolo, evidentemente auto-ironici, vengono presto riempiti.

PINO SCOTTO, Vuoti di memoria, Valery Records 2014

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PERCHÉ MARCO MATI & STEFANO MORELLI: Due artisti in un unico disco. Una trovata discografica suggestiva per bagnare un doppio esordio in tempo di crisi che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, regge perfettamente la prova del mercato e lancia interessanti proposte sonore. A unire il caleidoscopico feeling soul-blues del milanese Marco Mati e l’animo gentile del partenopeo Stefano Morelli è un’idea di ritmo vagabondo e sornione che ha in personaggi come Ben Harper e Jack Johnson i modelli ideali di libertà d’espressione. A celebrare questo incontro, non un luogo fisico ma profonda sensibilità pop che, sono sicuro, porterà fortuna a Split.

MARCO MATI & STEFANO MORELLI, Split, Lapidarie Incisioni 2014

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10.000 viste all around the world!!! INDIEce e Matteo Ceschi ringraziano tutti gli amici della musica (non ultimi Aron e Maurizio di Rossetti Records & Books di Milano sempre pronti a consigliarmi buona musica) che hanno permesso questo piccolo grande traguardo raggiunto solamente tramite il passaparola tra artisti e addetti al settore (e senza l’ausilio dei social network). Un grazie speciale va ai partner generosi di questa avventura: Giordano Sangiorgi e il Meeting delle etichette indipendenti (MEI) di Faenza, Mario De Luigi e Musica e Dischi, e al portale casamultimediale.it.

BE INDIE, BE FREE!