Archives for the month of: May, 2014

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PERCHÉ RICH ROBINSON: Blues-rock che rincorre – e forse non potrebbe essere altrimenti vista l’esperienza dei Black Crowes – da un lato gli Allman Brothers e dall’altro la viva necessità di cambiamento insita in ogni artista. C’è rispetto al più recente passato solista la volontà di seguire definitivamente un imprinting folk-rock senza però avere alcuna fretta di inseguire la forma perfetta della ballad. Anzi, sono proprio le “titubanze” lungo il percorso a fornire al lavoro i migliori momenti. Il southern rock dall’impronta psichedelica rimane in sottofondo (e con esso la chitarra di Rich) a ricordare il passato e a fornire un’ottima fondamenta per il futuro.

RICH ROBINSON, The Ceaseless Sight, The End 2014 (in streaming sul sito del magazine Rolling Stone)

http://www.richrobinson.net

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http://theendrecords.com

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http://www.rollingstone.com/music/news/jack-whites-private-world-inside-rolling-stones-new-issue-20140521

“Rivoluzionario come Jerry Lee Lewis e audace come i più ruvidi Stones. Quando il genio è genuino non si discute!” Matteo Ceschi (M&D)

JACK WHITE, Lazaretto, Third Man Records – COMING SOON –

http://jackwhiteiii.com

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http://thirdmanrecords.com

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PERCHÉ BOY JUMPS SHIP: Frizzanti quel tanto da suonare un pizzico “californiani” pur venendo dal nord dell’Inghilterra. I Boy Jumps Ship allungano la loro ombra sul panorama indie d’oltremanica e si apprestano, con l’ardore di nuovi crociati, a passare lo stretto braccio di mare per arrivare sul continente con tutta la loro carica di massive rock. Un sound diretto e graffiante dalla spiccata coralità ma al tempo stesso capace di mantenere una profonda affezione per la melodia – ecco rispuntare con piacere la California – spinge questo EP d’esordio a una forma musicale che per stessa ammissione del quartetto di Newcastle Upon Tyne ama prendere con un gioioso atteggiamento “un po’ qua e un po’ là”. L’ispirazione è solo l’inizio, il risultato è ben altra (e più entusiasmante) cosa.

BOY JUMPS SHIP, Lovers & Fighters EP, Rude Records 2014

http://www.boyjumpsship.co.uk

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http://www.ruderecorz.com

http://www.kerrang.com/16384/boy-jumps-ship-release-new-single-still-alive

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PERCHÉ I MELANCOLIA: Il duo formato da Matteo Mancarella e Stefano Sozzo non solo conferma le impressioni suscitate dal singolo Chiave di Plastica (post del 6 gennaio) ma pare ampliare lo spettro della già ricca proposta sonora: sulla matrice art-rock in stile Sigur Rós e Tiromancino si innesca un côté sonoro così leggiadro e a tratti scanzonato da spingere le sfumature bohémienne verso la più esplicita forma del pop. Il passaggio, lungi da rappresentare uno “scivolone”, mostra, invece, una spiccata ma al tempo stesso sobria attitudine a ricercare nel conosciuto la possibile via alla novità. Max Gazzè docet!

MELANCOLIA, Major EP, 2014 (in streaming su YouTube)

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PERCHÉ ROO & THE HOWL: Dell’esordiente ha solo la novità (e, aggiungerei il nome d’arte piuttosto insolito), ma per il resto non ha davvero nulla da invidiare ai colleghi che già da tempo l’hanno preceduta. Bekah Wagner, folk singer del Colorado, svela un tocco delicato capace di portare il country a staccarsi dalle sue ostinate radici per spiccare il volo sulle ali di una flebile corrente psichedelica. Con gentilezza si spinge fino alle propaggini sonore del sole per poi, dopo averne scucito i segreti, affrontare una dolce discesa in compagnia degli Howl. In questo album onirico e al tempo stesso terreno c’è anche spazio anche per un’intima e suggestiva cover di Good Times, Bad Times dei Rolling Stones.

ROO & THE HOWL, Me/We, Freedom House 2014

http://www.rooandthehowl.com

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PERCHÉ I TWOO MOONS: Post-punk stratificato e schegge impazzite di new wave tardi anni Ottanta contraddistinguono un lavoro che ricorda per certi versi i più riusciti album dei Radio 4 e per altri il Bowie di China Girl. Ascoltando Elements potrete riconsiderare seriamente la possibilità, spesso trascurata, che il rock sia un genere ballabile. Per i Two Moons lo è a tal punto da farne un rito associativo in cui coinvolgere tutti anche quanti, incautamente avvicinatesi alla loro musica, si sono ritrovati con sorpresa a muoversi dalla cintola in giù. D’altronde negli “elementi” naturali citati nel titoli e ripresi poi nelle singole canzoni il movimento è quanto di più spontaneo e naturale.

TWO MOONS, Elements, Irma Recrods 2014

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PERCHÉ I VERSAILLES: Un EP coinciso come la lama di un rasoio stanca di tagliare e per questo motivo dannatamente pericolosa. Così suona il duo pesarese formato da Manu Magnini (voce e chitarra) e Damiano Simoncini (percussioni) dividendosi tra chiassose impressioni post-punk e la rude presenza del garage rock. A creare il giusto collante per questo magma sonoro è un senso profondamente tellurico del ritmo che riesce a tenere insieme idee che altrimenti rischierebbero di squagliarsi sul nascere. Un po’ Korn, un po’ NIN, i Versailles hanno i numeri per affondare in profondità le loro note.

VERSAILLES, VRSLLS EP, Nufabric 2014

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