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PERCHÉ FREE NELSON MANDOOM JAZZ: Atmosfere free e sperimentali incontrano in l’anarchica presenza del primo heavy metal. Sia inteso, il terreno su cui si muove la formazione di Edimburgo rimane quello più congeniale a Coltrane, ma l’evidente tentativo di attualizzarne lo stile spinge il terzetto in direzioni per nulla scontate fino ad abbracciare i Black Sabbath e i Black Widow. Il suono distorto distorto del basso, le urla acide del sax di Rebecca Sneddon e la greve e costante presenza della batteria, infatti, contribuiscono non solo a ritrovare il coraggio di Ozzy & soci, ma a disegnare tortuosi accessi a un nuovo terreno di coltura musicale lontano dalle noiose derive intellettualoidi di John Zorn.

FREE NELSON MANDOOM JAZZ, The Shape of DoomJazz to Come/Saxophone Gigantus-Double EP, Rare Noise Records 2014

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