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PERCHÉ G-FAST: Un blues sperimentale, al limite del noise-rock, ruvido e sfrontato si infarcisce di distorsioni e di inserti elettronici tanto da azzardare alcuni paragoni con i White Zombie. L’approccio di Gianluca Fasteni, assolutamente freak e visionario, è votato a una concezione della musica squisitamente lo-fi e “casserole.” Ascoltando Go to M.A.R.S. si intuisce anche una certa predisposizione dell’artista one man band meneghino verso la psych music con tutte le sue derive creative e percettive e, non ultima, una simpatia, mai nascosta, per il sincretismo onnivoro del pop.

G-FAST, Go to M.A.R.S., La Fabbrica/Audioglobe  2014

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Recensione su Musica & Dischi, febbraio 2014
(http://www.musicaedischi.it)