Archives for the month of: January, 2014

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Sul numero di febbraio del mensile Musica&Dischi, potrete leggere un dossier dedicato al mondo delle produzioni indipendenti italiane firmato da Matteo Ceschi con interventi di Leonardo Giacomelli (Black Candy), Appaloosa, Pierpaolo Capovilla, il rapper En?gma, il promoter Ercole Gentile (VolumeUP) e Gianni Chicchi (Qui base luna). Buona lettura!

http://www.musicaedischi.it

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Il blues train di Joe Colombo è partito sbuffando e fischiando dai campi del profondo Sud. Ora, carico di passeggeri, si appresta a toccare nel corso del secondo appuntamento della rassegna musicale-teatrale JOE COLOMBO racconta il blues (realizzata con la partnership del Meeting delle etichette indipendenti di Faenza), le città di Detroit e Chicago. Dopo le atmosfere acustiche del Mississippi Delta Blues, rese perfettamente dalla dobro del musicista elvetico di origini italiane, le blue notes subiranno la trasformazione elettrica che, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, ha reso le due metropoli del Midwest uno degli epicentri del blues urbano e della musica americana. Dopo Robert Johnson e Bessie Smith, è venuto il momento di scoprire nell’esaltante rivisitazione di Colombo – accompagnato alla voce ancora una volta dalla brava esordiente Kasia Skoczek – i classici di Willie Dixon, John Lee Hooker, Etta James, Muddy Waters, Buddy Guy ed Elmore James. Ad affiancare la performance musicale, i testi di Matteo Ceschi, co-regista dello spettacolo insieme a Anna Bonel e Giacomo Bertazzoni.

L’appuntamento è fissato per il 14 febbraio alle 19:30, giorno di S. Valentino, al Teatro LabArca di Anna Bonel, in via Marco D’Oggiono 1 a Milano.

http://www.joecolombomusic.net

https://www.facebook.com/colomboskoczekmusic

http://www.reverbnation.com/colomboskoczekmusic

http://www.stagend.com/colomboskoczekmusic

http://www.labarcadiannabonel.it

http://www.meiweb.it

Su Panorama:
http://cultura.panorama.it/musica/Joe-Colombo-racconta-blues

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Nei panni di un eco warrior ante litteram Pete Seeger nel 1966 incise God Bless the Grass, adattamento musicale di una poesia della compositrice socialista Malvina Reynolds. Tre anni più tardi fu la volta Garbage, canzone di Bill Steele, che divenne presto una hit nel circuito underground. Anche questa seconda canzone, così come la prima, confermava la vena provocatoria del cantante, sempre abile nello stuzzicare il pubblico con continui riferimenti alle consuetudini e alla quotidianità. All’inizio del nuovo decennio, 1971, in concomitanza con la nascita di una nuova coscienza ecologista tra gli americani, Seeger confermò la sua devozione alla causa verde e intensificò la sua battaglia a difesa delle acque del fiume Hudson. La campagna – iniziata dal folk singer all’epoca di Sailing Up My Dirty Stream, nel 1961 e proseguita, dapprima con il varo della corvetta Clearwater, nel 1969, e l’anno successivo con la conferenza e il concerto improvvisato alla Camera dei rappresentanti a Washington – riprese quota proprio nel 1971 con l’incisione di Sailing Down This Golden River, brano che venne subito adottato come inno della battaglia in corso.

Estratto da MATTEO CESCHI, Green Rock. Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen, 2008 – ISBN 978-88-7090-753-7

Free download: http://independent.academia.edu/MatteoCeschi

Così il magazine musicale Rolling Stone ha ricordato Pete Seeger e la sua militanza ecologista: http://www.rollingstone.com/music/news/pete-seeger-folk-legend-dead-at-94-20140128

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PERCHÉ I TONTONS: È così dovrebbe suonare un disco rock! Con una ruvida aggressività ma al contempo mantenendo la poesia di lunghe cavalcate in scenari cinematografici. Ai Tontons e alla brava Asli Omar, una voce a metà tra Lauryn Hill, Cat Power e Amy Winehouse, tutto sembra venire facile forse proprio perché originari della patria dei cowboys, il Texas. Luoghi comuni a parte, la band non solo dimostra di sapere maneggiare alla perfezione, al pari dei più navigati colleghi, i trucchi del palco ma anche di osare laddove il mestiere finisce. Ed è proprio a quel punto che viene fuori un’inaspettata vena funk che smuove dalle fondamenta le certezze del rock spingendo il sound verso orizzonti esotici che ci si sarebbe aspettati di potere osservare solo a cavallo tra anni Sessanta e Settanta.

ENGLISH: This is how a rock record should sound! With a rough aggressiveness but at the same time preserving the poetry of long rides on a western movie set. To the Tontons and Asli Omar, a beautiful voice between Lauryn Hill, Cat Power and Amy Winehouse, everything seems to come easy, perhaps because they come from the cowboys’ original land, Texas. Clichés aside, the band not only prove they know how to handle perfectly the tricks of the stage but also dare far beyond the stock-in-trade. And it is precisely at that point that an unexpected funk vein emerges shaking up the certainties of rock, pushing the sound toward exotic horizons remindful of the late 1960s and early 1970s.

THE TONTONS, Make Out King Teaser, 2014

http://thetontons.com

https://www.facebook.com/thetontons

Free download: http://noisetrade.com

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PERCHÉ I SOUNDSICK: Siatene certi, al crocevia tra rock, punk-wave, sonorità psichedeliche, e grunge troverete il power trio onnivoro che risponde al nome di Soundsick! Tutto in questo disco possiede una presenza importante e spesso suona massiccio ma, a dire il vero, non mancano variazioni che spingono la trama melodica in direzione di una nebbia colore porpora che tutto deve alla fortunata esperienza degli anni Sessanta. Un “viaggio”, stando alle parole della band e rimanendo vicini a delle buone sostanze psicotrope, in cui tre voci suonano all’unisono come un unico strumento e contribuiscono ad aumentare il wall of sound. Virali come i Tool, abrasivi come i Soundgarden e poetici come Cure.

SOUNDSICK, Astonishment, Seahorse Recordings 2014

https://it-it.facebook.com/soundsickofficial

http://www.seahorserecordings.com/site

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PERCHÉ I VINTAGE VIOLENCE: Musicalmente e vocalmente una delle realtà più accattivanti del panorama italiano dell’ultimo lustro. Ognuna delle tredici tracce sprizza una cosciente satira (punk)-rock che affonda ripetutamente i suoi micidiali fendenti all’indirizzo di un buoncostume ipocrita e omertoso. La lucidità visionaria dei testi di Rocco Arienti, autore anche delle musiche, trova nella voce di Nicolò Caldirola la fortuna di un’originalità unica e, cosa più importante, difendibile nota dopo nota. Tutti devono sentirsi colpiti. Tutti devono lasciarsi conquistare da una band che, fate attenzione, non ha solo nel nome il segreto del successo.

VINTAGE VIOLENCE, Senza paura delle rovine, Maninalto! 2014

http://www.vintageviolence.it

https://www.facebook.com/vintageviolenceband

http://www.maninalto.org

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“Participation! It’s what all my work has been about” 

Pete Seeger (1919-2014), musicista, attivista politico ed ecologista, è morto ieri all’età di 94 anni. Il padre spirituale di Bob Dylan e Bruce Springsteen è stato in vita, e continuerà ad esserlo, un esempio fulgido di indipendenza artistica per chiunque voglia avvicinarsi alla musica e con essa comunicare. La sua sincera militanza e il suo spirito (auto)critico, sopravvissuti ai decenni e alle vicende umane, rimangano un esempio per noi tutti! Ciao Pete!

Così lo hanno ricordato oggi due importanti quotidiani statunitensi:

http://www.nytimes.com/2014/01/29/arts/music/pete-seeger-songwriter-and-champion-of-folk-music-dies-at-94.html?hp&_r=0

http://www.washingtonpost.com/local/obituaries/pete-seeger-legen…t-94/2014/01/28/36faeec0-c5dc-11df-94e1-c5afa35a9e59_story.html

http://www.peteseegermusic.com

http://www.peteseeger.org

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PERCHÉ LEO PARI: Una voce dalla ruvida originalità spicca il volo su un raffinato tessuto strumentale che molto deve alla matrice folk-rock ma che non ha paura di chiedere altrettanto al pop. Come altri suoi contemporanei il modello di riferimento è il conterraneo Lucio Battisti. Ma Leo Pari sa spingersi oltre accarezzando a più riprese l’idea di usare la tradizione canora nostrana come trampolino di lancio su un mondo musicale in cui ancora molto c’è da scoprire e, soprattutto, suonare. Ad accompagnarlo per oltre metà album le chitarre scoppiettanti di Roberto Angelini.

LEO PARI, Sirena, Gas Vintage Records 2013

http://www.leopari.it

https://www.facebook.com/leoparimusic

http://www.gasvintagerecords.it

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PERCHÉ FREE NELSON MANDOOM JAZZ: Atmosfere free e sperimentali incontrano in l’anarchica presenza del primo heavy metal. Sia inteso, il terreno su cui si muove la formazione di Edimburgo rimane quello più congeniale a Coltrane, ma l’evidente tentativo di attualizzarne lo stile spinge il terzetto in direzioni per nulla scontate fino ad abbracciare i Black Sabbath e i Black Widow. Il suono distorto distorto del basso, le urla acide del sax di Rebecca Sneddon e la greve e costante presenza della batteria, infatti, contribuiscono non solo a ritrovare il coraggio di Ozzy & soci, ma a disegnare tortuosi accessi a un nuovo terreno di coltura musicale lontano dalle noiose derive intellettualoidi di John Zorn.

FREE NELSON MANDOOM JAZZ, The Shape of DoomJazz to Come/Saxophone Gigantus-Double EP, Rare Noise Records 2014

https://www.facebook.com/freenelsonmandoomjazz

http://www.rarenoiserecords.com