Body&Soul_A

Body&Soul_B

Rimandata a causa dello sciopero generale del 12 dicembre scorso, la prima data di Body&Soul. Gustare il blues con Joe Colombo è finalmente andata in scena, mercoledì 17 dicembre, al Teatro LabArca di Milano. Accompagnato sola dalla sua Martin, il bluesman elvetico ha presentato al pubblico due set dedicati al blues texano e più ingenerale alla scena musicale del South-West. La performance, intensa e emotivamente densa, è decollata dopo un paio di note. Nell’intervallo ad accompagnare degnamente l’intimo show di Colombo – sostenuto con vera passione dalla presenza dei sopravvissuti all’influenza che ha falcidiato i milanesi – il momento della gustosa degustazione di “original Texas chili” cucinato divinamente dalla chef Adriana. Prossimo appuntamento per il corpo e per l’anima, il 30 gennaio con musica e street food del Mid-West. [Photos: Matteo Ceschi]

http://www.joecolombomusic.net

http://www.labarcadiannabonel.it

Eva's Milk

PERCHÉ GLI EVA’S MILK: Provate ad immaginare i Subsonica immersi in una rarefatta atmosfera spaghetti western. Aggiungete quindi all’amalgama sonoro risultante un pizzico di mood psichedelico e di post-grunge dal gusto ostentato ed avrete un’esatta posizione degli Eva’s Milk sul mappamondo. Il trio di Novara dimostra di non avere paura di esplorare i valichi di confine e di scivolare verso nuove terre sonore dove alla libertà di saggiare nuove forme si accompagna la voglia di preservare “il vecchio” in quanto fondamenta storica. Nonostante questa delicata operazione – il rischio di scindersi e perdersi nelle pieghe del tempo è evidente – gli Eva’s Milk illustrano una nuova modalità di vita nel mainstream: senza appartenere al passato ma nemmeno al futuro Andrea Zanolli, Paolo Contribunale e Lorenzo Stangalini abbracciano incondizionatamente il presente restituendo ossigeno a una musica soffocata dai numeri e dai rigidi schemi catodici.

EVA’S MILK, Eva’s Milk, Fuego Records/Zebralution

https://it-it.facebook.com/evasmilk

http://www.fuego.de

Doc Indie-MEI DEF_easy

La recente visione del documentario The Good Life di Niccolò Ammaniti, in onda su uno dei canali tematici della RAI, ha riacceso in me la voglia, per la verità, mia sopita d’Oriente. Il vostro dottore è cresciuto, ecco la prima confessione, consumando i libri di Reinhold Messner sulle imprese in Himalaya per poi avvicinarsi con gli anni, grazie ad alcuni amici più experienced, all’epopea hippy e ai viaggi verso l’Oriente. Infine, ecco la seconda rivelazione, la lettura di Flash. Katmandu il grande viaggio di Charles Duchaussois ha dischiuso le porte della percezione. BAM! Come Martin Mystère, anch’io ho acquisito il terzo occhio.

The Good Life

Tutto ciò e molto altro ancora, di cui però vi terrò però all’oscuro, ha predisposto in anticipo il mio clinico orecchio ad apprezzare tutti quei riferimenti alle sonorità etniche e in particolare a quelle provenienti dall’India. Questa inclinazione, o meglio profondo feeling, ha fatto si che negli anni mi appassionassi a tutti quegli artisti, non importa a quale genere appartenessero, che, di riffa o di raffa, si sono soffermati anche per una sola canzone ad esplorare il profondo legame che dall’epoca di Alessandro Magno ci lega all’Oriente. La scintilla che fece divampare l’incendio di incenso? I Beatles come scrissi anni fa su una nota rivista per amanti delle chitarre. Poi vennero rombanti i Led Zeppelin. Quindi in tempi più recenti gli inglese Stone Roses e Kula Shaker e gli scozzesi Primal Scream, mia grande passione negli anni Novanta. E per finire due band che mi hanno letteralmente stregato, i canadesi Elephant Stone e i tedeschi Samsara Blues Experiment. A ben vedere la volontà di esplorazione sonora riscontrata nei gruppi appena nominati non è assente nemmeno nel panorama indie italiano. L’ultimo album degli … A Toys Orchestra, infatti, si spinge proprio in questa direzione azzardando nuove possibili interpretazioni del viaggio verso “l’altrove”. Stesso discorso, forse ancora più accentuato sulle nuance “esotiche” per il dub rock dei livornesi Appaloosa. Conoscete qualcuno esente dal fascino dell’Oriente? Non ci credo. Tutti noi siamo finiti a sognare di ritagliarsi un ruolo nell’epopea mistico-musicale degli hippy. E parlando di percezioni e terzi occhi, pare evidente che la via da percorrere sia una questione molto, molto personale. <Namasdé.>

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Body&Soul DEF_easy

Causa sciopero generale lo spettacolo a ingresso libero Body & Soul con protagonista il bluesman elvetico Joe Colombo che si sarebbe dovuto tenere al Teatro LabArca domani 12 dicembre sera viene posticipato al prossimo mercoledì, 17 dicembre, alle ore 21.

PER INFO: labarcadiannabonel@gmail.com

Doc Indie-MEI DEF_easy

Nessuna. Pare evidente di fronte alle numerose defezioni all’appuntamento musicale più importante del paese. La prima della Scala di Milano. Sorvolando sulle corte vedute del premier in carica e di altri che, con all’orizzonte una EXPO, hanno pensato bene di delegare ad altri la “scocciatura musicale”, l’impressione che si ha è che per i politici e per quanti ronzano loro intorno in cerca di visibilità e favori della musica, e più in generale della cultura, non conti, scusate il francesismo, un beato angelico c….

Teatro la Scala

Ma gli angeli hanno un sesso? Lasciamo la risposta e il divertimento ai fan dell’Aretino Pietro, e concentriamoci un attimo sulla questione a noi più cara: la musica. Anche sforzandosi di non pensare alla cosa, l’impressione che si ha dalla notizia, ahimè confermata – niente premier sul palco d’onore dello storico teatro milanese – e che a passare sia stata l’idea pericolosa e dannosa che <con la cultura non si mangia>. Musica nell’etere? Ahi, ahi, niente a tavola! E bimbi che cominciano a soffrire gli stenti e la fame per colpa di genitori fricchettoni e tardo hippy. Una grandissima castroneria, giusto per continuare a citare gli angeli dal sesso incerto, una castroneria dannosa per lo spirito e, udite, udite, anche per la pancia. Di musica si vive. Certo! Forse non si passeranno serate a happy-hour a base di champagne e caviale, ma un buon bicchiere di rosso e pane e salame non te li toglie nessuno. Neanche un piatto fumante e profumato di pasta. E nemmeno una bistecca. Ehi, svegliatevi! Avete mai visto un musicista denutrito? Magrezze e occhiaie, nel caso si palesassero, non sono mai dipese certo da una carenza nutritiva. Con la musica, e le altre arti in genere, si può vivere dignitosamente, forse è un po’ più lunga l’attesa per vedere dei risultati. Forse. Ma ciò non significa affatto che i risultati mancheranno. E saranno risultati gratificanti innanzitutto per l’anima di chi suona e di chi ascolta. Pensate per un solo istante ai poveri angeli, costretti a un condizione asessuata o dal sesso quantomeno incerto. Che fine farebbero se non avessero la musica? E tu che ne sai, mi potreste ribattere? Quanto basta per assicurarvi che le sante creature ogni tanto si concedono dei break dai loro compiti quotidiani e si sparano (a volumi talmente alti che a noi non arriva neanche un’infinitesimale frazione di suono) Hells Bells, Ace of Spades e New Noise. Riguardo ai gusti della politica, lascio ad altri lo scabroso dilemma.

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PERCHÉ SAVA MARINKOVIC: Il classe 1991 Sava Marinkovic, compositore, chitarrista e polistrumentista serbo, con il nuovo Evocation si prefigge di esplorare il lato oscuro del precedente album, Nowhere Near, uscito nel 2013 per l’etichetta Acustronica. La frontiera sonora ora si sposta: vengono lasciate alle spalle le atmosfere ambient rarefatte per abbracciare il cuore più duro e affascinante della civiltà contemporanea per adottare un registro ethno-industrial che impregna di appiccicosi sentori neo-gotichi ogni singola traccia. La chitarra di Marinkovic rimane una presenza costante e discreta senza, però, mai rinunciare al compito gravoso ma necessario di frammentare la realtà alla ricerca di nuove voci dissonanti. La caparbietà progettuale dell’artista aiuta a fare acquisire a ogni composizione anche quella dimensione visiva in grado di turbare attraverso immagini sonore l’ascoltatore quel tanto da catturarne definitivamente l’attenzione. Marinkovic possiede il fascino pericoloso di una sirena.

SAVA MARINKOVIC, Evocation, DOF Label 2014

http://www.doflabel.com/releases/evocation/evocation.htm

https://doflabel.bandcamp.com/album/evocation

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