Image

… Jack White torna a stupire.
“Rivoluzionario come Jerry Lee Lewis e audace come i più ruvidi Stones. Quando il genio è genuino non si discute!” Matteo Ceschi (M&D)

JACK WHITE, Lazaretto, Third Man Records - COMING SOON -

http://jackwhiteiii.com

https://www.facebook.com/jackwhite

http://thirdmanrecords.com

 

Image

PERCHÉ ARTO LINDSAY: Un rock nobile nella sostanza e ovattato nella forma svela la natura poliedrica e multietnica (l’America si fonde con il Brasile) del suo autore, uno dei “grandi vecchi del rock”. Il doppio album – al meglio della produzione da solista di Arto Lindsay tra il 1996 e il 2004 segue un’incredibile e magnetica performance dal vivo voce e chitarra – vi permetterà di provare ancora molte volte il gusto della sorpresa. Encyclopedia of Arto, lungi dal volere educare, ha come unico scopo quello di incuriosire e di ricordare quanto ancora il presente musicale parli correttamente l’idioma universale del passato. Grazie Arto, mille di queste canzoni!

ARTO LINDSAY, Encyclopedia of Arto, Ponderosa Music&Art 2014

http://www.ponderosa.it

http://abuzzsupreme.it

Image

PERCHÉ ALEX USAI: Una voce che si divide tra Stevie Wonder e il più sornione Chris Rea già da sola potrebbe essere un ottimo biglietto da visita. Ma in quest’album c’è molto di più: accanto alle interessanti interpretazioni canore del band leader, abile con la chitarra quanto con la voce, c’è il groove funky-jazz prodotto dalle tastiere vintage di Alberto Gurrisi e dal basso di Ivo Barbieri. Da questo incontro scaturisce un disco raffinato quel tanto da non perdere però la sua schiettezza. Alla base di tutto, ovviamente, rimane il blues ma, come si sa, le “strade del diavolo” portano spesso lontano e in direzioni inaspettate.

ALEX USAI BLUES BAND, Blues Tale, 2014

http://www.alexusai.com

https://www.facebook.com/pages/Alex-Usai/514642518600554?fref=ts

Image

PERCHÉ I NIGGA RADIO: Da Catania un rovente mix mediterraneo di blues e garage rock all’insegna dei suoni e degli arrangiamenti casserole che ricordano il primo Tricky. Il disco letteralmente scalpita come uno stallone selvaggio costretto a un giro sui tizzoni roventi dell’Etna riempendo l’etere di promettenti sensazioni sonore. <Il prossimo brano… sarà ancora meglio!>, viene spontaneamente da dire. La band spinta dalle chitarre di Daniele Grasso e dalla graffiante voce soul di Vanessa “Goldie” Pappalardo passa per un istante accanto a Robert Johnson per poi correre a depredare quel tesoro psichedelico che inevitabilmente impone a chi suona e a chi ascolta di ampliare l’orizzonte. E se, alla fine, anche in Italia avessimo trovato qualcuno in grado di suonare con l’innata curiosità di Jack White?

NIGGA RADIO, ‘na storia, DCave Records/Lunatik 2014

https://www.facebook.com/pages/NIGGA-RADIO/248236241980993

http://www.dcaverecords.com

Image

PERCHÉ I SUPER APES: “Non è il soggetto più forte o il più intelligente che sopravvive, ma quello che gestisce meglio il cambiamento”. Giovani, ancora per un po’, glielo si augura di tutto cuore, e dalle idee vigorose e virali, i Super Apes hanno dato prova evidente di avere assimilato molto bene le osservazione sul campo di Charles Darwin tanto da emergere dal brodo sonoro londinese imponendo il gusto per l’azzardo e la sperimentazione come unica via percorribile per la musica contemporanea. Non c’è in loro particolare studio – l’applicazione, lasciatevelo dire, conta fino a un certo punto in questo campo – quanto, piuttosto, la ferma convinzione dei primi scalatori dell’Everest nel riuscire nell’impresa “di distinguersi”. E allora, ben vengano i numerosi riferimenti a primati e a fantasiose creature mutanti e ancora di più all’epopea iconoclasta e sovversiva bolscevica dei testi. E perché no, anche i richiami nella grafica di copertina al caro e vecchio sussidiario. L’evoluzione della specie ha oggi, grazie ai Super Apes, la sua colonna sonora.

SUPER APES, Eating Brains EP, 2014

http://www.facebook.com/ChurchOfApes

http://superapes.bandcamp.com

Image

PERCHÉ DAVIDE TOSCHES: Con il tatto e la profondità di un poeta intimista Davide Tosches dischiude per noi scorci di vita che, oggi più di ieri, sarebbe un grave errore dare per scontati. Luci della città distante vive di un folk-rock diretto ed irrazionale che spinge la musica ad andare a ritmo con l’esistenza e l’esistente, qualunque sia l’esito della loro traiettoria. Lontano da ogni forma di protagonismo, l’autore non manca occasione di offrirsi al pubblico incoraggiando, al contempo, l’ascoltatore a fare lo stesso in un processo di perfetta osmosi sonora e sentimentale che mantiene qualcosa del rito catartico.

DAVIDE TOSCHES, Luci della città distante, Controrecords 2014

http://davidetosches.com

https://it-it.facebook.com/pages/Davide-Tosches/112512017330

http://www.controrecords.com

https://www.facebook.com/pages/Controrecords/152867288113915

Image

PERCHÉ KARIMA: Un album che possiede la freschezza di Monie Love e Queen Latifah, la coscienza militante dei Public Enemy e la solidità sonora di KRS-One. Karima, italiana di origine liberiana, canta, o se preferite rappa, la condizione di figlia d’Africa nata e cresciuta lontana dalla terra dei genitori: nelle lyrics conscious c’è l’orgoglio di appartenere non a uno ma bensì a due continenti, ma anche la consapevolezza di dovere fronteggiare nel quotidiano la stupidità e la chiusura mentale di troppi individui. Difficile trovare nel singolo Orangutan così come nelle altre tracce la benché minima venatura satirica; piuttosto ad emergere è la voglia di denunciare ciò che non va per cercare di cambiare “certe brutte abitudini”. Ritmi bass & dub su rime grime per un perfetto album in stile pidgin english.

KARIMA, 2G (Second Generation), Soupu Music 2014

http://www.facebook.com/karimanb1

http://www.soupumusic.com

http://www.blaluca.com

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.