screamin_jay_hawkins

Quale migliore artista a rappresentare l’imminente “notte delle streghe” se non Screamin’ Jay Hawkins con la sua classica I Put a Spell on You? Ve lo proponiamo in un filmato d’epoca del 1966 al Merv Griffin Show. PAUROSO!!!

Doc Indie DEF_easy

Le cose non vanno benissimo laggiù nella contrada degli Indipendenti? Presi dall’angoscia del momento vi guardate in giro alla ricerca di qualcuno che possa fare miracoli? No, no, che avete capito. Ho barba e capelli lunghi, ma forse mi avete scambiato per qualcun altro. Chi sono? Chiamatemi amichevolmente DOCTOR INDIE, o più semplicemente DOC (lo ammetto, sono un grande fan di Ritorno al futuro), ma sappiate che da me non otterrete altro che un allegro sollievo a suon di considerazioni sulla musica e la discografia indipendente (italiana e non). Con l’attitudine del migliore gonzo journalist non tacerò alcunché, anzi darò inchiostro alla penna e con anarchica & artistica puntualità colpirò laddove riterrò ce ne sia bisogno. BE INDIE, BE FREE! (come dice il dottore!)

02 Noyz (WEB)

Torna con un’edizione deluxe, denominata Reloaded, due brani inediti, Aspetta la notte e Charlie Sheen, e due remix della title track (ad opera di Salmo e Big Joe), Monster, classico del rapper capitolino Noyz Narcos targato 2013. A completare la sorpresa discografica di Propaganda Records, un DVD che raccoglie tutti i video estratti dall’album più il nuovo clip del singolo, Aspetta la notte. Il brano, prodotto da Banf, evoca rarefatte atmosfere urbane stile Mobb Deep esaltate alla perfezione dal video in b&w firmato da Rome York.

https://it-it.facebook.com/pages/Noyz-Narcos-Truceboys-Truceklan-Propaganda-rec-official-page/101520456553903

https://it-it.facebook.com/pages/PROPAGANDA-AGENCY/53140347587

cover

PERCHÉ TUTTE LE COSE INUTILI: scanzonati cantautori punk da Prato, i Tutte le cose inutili riescono con estrema semplicità e poesia a dipingere quella quotidianità da cui tutti fuggono ma a cui tutti, in gran segreto, anelano con una profonda nostalgia. L’approccio punk si spinge oltre abbracciando l’azzardo del lo-fi e regala alle dieci tracce un sapore ancora più autentico e vicino alle esigenze dell’ascoltatore. L’impressione che si ha maneggiando le composizioni di Lao & Meo è quella di essere di fronte all’ultima e, lasciatemelo dire, esaltante incarnazione della canzone d’autore italiana che, lontana da ombre ingombranti, prova con coraggio a muovere i passi in direzione di un ignoto musicale che suona molto come un’assoluta novità.

TUTTE LE COSE INUTILI, Dovremmo essere sempre così, Iconcertidoveresti/Neanderthal Press 2014

https://www.facebook.com/TutteLeCoseInutili

TRACCE TRACCIANTI: Conchiglie e Testolina d’oro

roberto fedriga3

PERCHÉ ROBERTO FEDRIGA: Umano e profondo. Sono questi i due aggettivi che meglio calzano al lavoro del bergamasco Roberto Fedriga. L’omonimo album d’esordio suona come una fiaba fusion-rock in cui ogni suono e ogni nota intonata dipinge una sfumatura in grado di dare profondità a un sentimento sonoro che l’autore riesce a stento a contenere prima che esploda in maniera anarchica e disordinata. Come in ogni storia che si rispetti, i cambi di ritmo lasciano il segno ma non fanno perdere il filo. Fedriga si dimostra un autore maturo in grado di utilizzare la lezione del passato per aprire uno spiraglio sul futuro prossimo venturo.

ROBERTO FEDRIGA, Roberto Fedriga, Under Sound/Mousemen 2014

http://www.robertofedriga.com

TRACCE TRACCIANTI: Non chiamarmi bambola e Arababy

Digitale

Persi tra una selva di “mi piace” e una tempesta di irritanti cinguettii e un interminabile elenco di “appuntamenti da non mancare” ci sono loro, gli artisti. E anche noi, comunque ci vogliate chiamare, critici e/o giornalisti. Ma questa è un’altra storia riconducibile a forme più o meno evidenti di narcisismo e di auto-celebrazione. Nessuno ha saputo resistere al richiamo delle sirene del web. Proprio nessuno. Come nessuno, parliamoci chiaro, ne ha tratto evidente e concreto profitto. Chi già era famoso, si è beato del riflesso digitale della propria fama, chi non lo era ha continuato a battere assiduamente l’underground come un reietto replicante di Blade Runner forte di un seguito seppure sparuto di adepti. Non tiriamo in gioco la fortuna, ammettiamo più semplicemente con noi stessi che da qualche parte nel profondo cuore della rete qualcuno se la sta spassando con le nostre foto, le nostre musiche e, persino, le nostre recensioni. Senza tirarci troppo giù, però, consideriamo anche che in alcuni casi è possibile ancora prendere il Mostro della Rete per le corna. Bisogna impegnarsi e studiare un po’ come ammansire la “bestia” per poi cercare di domarla. Come se fossimo al centro di un’arena per una course camarguaise. A correre dei rischi siamo solo noi. Ma che importa, la sfida vale la pena di essere giocata. Eccome se la vale! Lontano dalla fitta rete dei social network, nebulose di blog e isolate galassie-piattaforme offrono un habitat salubre alla crescita della musica. Semplici appassionati, professionisti orfani del formato cartaceo, guru 2.0, mecenati e artisti più interessati a fare conoscere i propri lavori che a “battere cassa” convergono verso queste “aree pensanti” del web e danno quotidianamente vita ad avvincenti esperimenti di diffusione culturale. Ognuno alla sua maniera. Ognuno con i propri mezzi. Ognuno con diverse fortune. Ognuno lontano, per quanto ancora possibile, dalla schiavitù monopolistica del ranking. 1.000.000 di visite! WOW! E poi un tonfo assordante prima dell’oblio. Ma tutti con un’unica e molto chiara idea in testa: l’arte prima di tutto. In tutte le sue forme. E in tutte le sue declinazione. Sentiamoci, allora, ribelli quel tanto che basta da potere esprimere, suonare, dipingere e filmare in maniere indipendente sorridendo in maniera distratta e beffarda al Grande fratello!

polar

PERCHÉ I POLAR FOR THE MASSES: Abrasivi e concitati nell’esprimere la loro foga musicale, i Polar for the Masses riescono in maniere piuttosto naturale a rendere il rock assolutamente punk. Tutto, in questo nuovo disco del trio indie, viene espresso e si palesa a livelli vertiginosi senza che però la vena ipercinetica infici minimamente la resa finale di un lavoro che non solo nei suoni vorticosi e turbolenti ma anche nelle pungenti strofe torna a fare respirare il profumo della satira alla musica lanciata in orbita da Elvis Presley. Tutte le dieci tracce, e in particolare Provincia, rivelano il viscerale contributo del basso di Davide Dalla Pria, vero pilastro di #Una giornata di merda. Preparatevi serenamente all’onda d’urto di uno dei migliori prodotti discografici dell’anno.

POLAR FOR THE MASSES, #Una giornata di merda, Tirreno Dischi 2014

TRACCE TRACCIANTI: Provincia L’allegra ballata degli zombie

https://it-it.facebook.com/polarforthemasses

http://www.tirrenodischi.it

INDIANA MUSIC CONTEST_web

Il magazine INDIANA, lancia il suo primo contest che regalerà al vincitore il mixaggio di tre tracce al Blues Cave Studio di Daniele Cocca. Audiocoop e il MEI di Faenza partner ufficiali dell’evento. Per maggiori informazioni leggete direttamente il lancio del contest sulla pagina ufficiale di INDIANA MUSIC MAGAZINE. Per informazion1: indiana.press@gmail.com

pierpaolo capovilla

Alcune brevi riflessioni con esponenti del mondo indie italiano sul possibile ruolo delle piattaforme e degli aggregatori digitali. Partecipano Pierpaolo Capovilla del Teatro degli orrori, Ercole Gentile dell’agenzia VolumeUP Music Agency, gli Appaloosa e Eni?gma, socio fondatore della Machete Empire Records.

EG: Devo dire che per i prodotti italiani è davvero difficile arrivare ad avere visibilità all’estero senza avere alle spalle una struttura appositamente pensata per la promozione e l’organizzazione di tour. Senza tutto questo lavoro, ritengo,che gli aggregatori e le piattaforme web non cambino molto la vita.

PPC: Questo credo sia un punto dolente. Non mi sembra aiutino un gran ché. Forse per niente. Ma è solo la mia opinione, un parere, lo ammetto, un profano. Portare la musica italiana all’estero, ti parlo della mia esperienza, è qualcosa di molto simile all’utopia. Un vero peccato.

APP: Grazie all’era della comunicazione digitale tutto si è fatto molto più semplice, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Non cʼè da distinguere il “prodotto” italiano da altri “prodotti” fuori dall’Italia, facendo così ci si pone molte meno domande e si valuta semplicemente se la cosa funziona o meno.

EN: Credo che possa aiutare molto, ma a conti fatti probabilmente è ancora un po’ presto per tirare le somme. Da qui a due anni, sono convinto, che potremmo comunque esportare già molta più musica di qualità grazie alle possibilità offerte dagli dal digitale.

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